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cittadinanza brasiliana senza perdere quella italiana

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@Nina, apprezzo tantissimo il tuo sforzo nel cercare di capire la situazione da tutti i punti di vista, e cercare una soluzione che possa salvare la mia permanenza qui.

Purtroppo lo scenario "triste" descritto da Undo e VivereinBrasile lo vedo molto molto probabile. Non appena lei rientrerá dai famigliari le pressioni cominceranno senza dubbio, qualora non fossero già cominciate.

Vedo tristemente la via della separazione (se esiste ancora legalmente)/divorzio come unica, con la speranza di fare le carte come si deve prima di "botte di testa" pericolose.

In merito a questo @Undo quando dici: "stendere una separazione condivisa e firmata da entrambi i coniugi da un ufficio legale e fatta registare in Cartorio Civile" intendi: andare da un avvocato e fare preparare le carte per la/il separazione/divorzio consensuale, per poi andare in Cartorio? o si va in Cartorio con l'avvocato e li ci indicano la procedura?

Mentre per Nina, se ancora hai pazienza e tempo, ti chiederei delucidazioni su: "un ritorno in patria in fretta e furia gli squaglia il patrimonio in quattro secondi per i motivi che noi permanenti conosciamo fin troppo". A cosa andrò incontro? 😬😬😬

In ultimo, per chiunque ci fosse passato o ci stesse passando, capitando la botta di fortuna di un assunzione con carteira assinada in tempi ultra rapidi, quale sarebbe la procedura pratica per salvare il visto? (si tratterebbe poi di salvarlo? o farne uno nuovo?)

Ancora grazie a tutti! non saprei proprio come muovermi senza tanto supporto.

Mi dispiace, Marcone, sigh.

Il punto sarebbe riuscire a vender casa per tornare in Italia e con l'attuale crisi dell'immobiliaria dubito fortemente riuscirci in meno di 90 giorni (tanto per non per far le cose all'ultimo minuto, diventando turista, diciamo che l'ideale è riuscire a vendere in 60). Quindi vendere a prezzo irrisorio o peggio tenere la casa in Brasile accollandoti sia l'IVIE in Italia che le imposte brasiliane-IPTU, dovendo per giunta pagare un professionista che ti faccia il disbrigo delle pratiche, una volta che non sarai presente nel territorio. Non dico darla in affitto, perchè 1) dati questi chiari di luna, se l'inquilino non paga? 2) avresti le imposte lo stesso, anzi ne avresti di più perchè sia per la Receita che per l'AdE è un lucro, ma come fai dall'Italia se l'inquilino smette di pagare l'affitto? Purtroppo devi lasciare un responsabile e date le premesse non può essere un tuo parente acquisito.

Poi se ne viene il trasloco degli effetti personali, che pagheresti in real per portarti l'euro. E con il cambio euro/real al momento a 4,3, denari se ne perderebbero non pochi...

Ma avete pensato a una consulenza familiare con un bravo professionista? Che salvi sia la vostra situazione che il visto?

Vorresti magari lasciare la tua mail, ti potrei contattare per passarti qualche indirizzo di consulente, di cui spero venire in possesso attraverso altre persone e non potrei postarlo in pubblico per ovvie ragioni

Marcone: 1° il codice civile brasiliano NON prevede la separazione totale dei beni ne pre e ne post matrimonio. 2° dall'avvocato tu e tua moglie e basta. stesura accordo tra le parti con separazione dei beni e, come affermato da Vivereinbrasile, attenzione alla pensione alimenticia, no assolutamente. Poi con documeti andate in Cartorio ed esigi la trascrizione sull'atto del matrimonio del divorzio con separazione dei beni e no pensione alimenticia. Infine, boa sorte di cuore....so che è dura ma la vita è anche questa.

Il suggerimento di vendere in breve tempo l'immobile o gli immobili come suggerito da Nina purtroppo non è praticabile in questa situazione . Il Cartorio che registra le compravendite chiede la firma della consorte se si è sposati oppure una procura alla vendita specifica per ogni immobile e che vale solo per un anno . Dunque  non puoi vendere di nascosto anche se si tratta di immobile acquisito prima del matrimonio . Come ti dicevo ci sono già passato e l'unica soluzione è quella di un accordo attraverso un legale . La cosa può essere anche peggio , come è accaduta nel mio caso , se il matrimonio è avvenuto in uno sperduto cartorio dell'interior  ed ora vivi in un altra città di un altro stato .In questo caso infatti il processo va celebrato in quel " distretto " con tutti i costi relativi per gli spostamenti tuoi o del tuo avvocato . La salvezza è pertanto il tempo . Ridurre a minimo gli intoppi anche cedendo qualcosa , ci guadagnerai soldi e salute .Non credere all'avvocato se ti prospetta una soluzione rapida . Con tutti i tre gradi di giudizio arrivi facilmente a 10 anni . Pensa che dopo quasi 3 anni , nel mio caso , non avevano nemmeno espresso il giudizio di primo grado .Ricorda che il tempo lavora contro di te perchè non puoi vendere i tuoi immobili che , se sono appartamenti , ti genereranno costi astronomici per i condomini da pagare mensilmente . Quindi il suggerimento è quello di fare subito una proposta ragionevole da negoziare attraverso il legale  ma senza lasciare tutta l'iniziativa all'avvocato . Devi seguire da vicino la pratica . La questione visto , per il momento lasciala da parte . Fino a che il divorzio non sia stato dichiarato non esistono problemi , sei sempre sposato . Devi imparare ad affrontare i problemi uno alla volta in ordine di priorità . In questo momento il divorzio è la priorità . Al resto ci si pensa dopo altrimenti ti privi di  energie mentali fondamentali in questa fase .

Auguri , ne uscirai più forte !

Ciao, piccolo contributo. Potendo la soluzione migliore é il divorzio extrajudicial fatto in cartorio de notas. Condizioni: deve essere consensuale, non ci devono essere figli minori o incapaci. Obbligatoria l ´assistenza di un avvocato o di difensore pubblico.

Nel caso specifico, a ció che capisco, il tuo patrimonio é stato acquisito prima del matrimonio.

In tesi i beni acquisiti prima del matrimonio non sono oggetto do divisione(partilha) peró in caso di divorzio litigioso, possono essere bloccati in via cautelare fino alla fine del processo (che, come scritto, puó durare anni).

Il tuo accordo parla  di comunione per i beni acquisiti  durante il matrimonio che saranno oggetto di partilha.

Non entrano nella partilha beni personali, professionali, ereditá ma solo quelli acquisiti nella vigenza del matrimonio.

A onor del vero, la giurisprudenza recente  recente del STJ tiene in considerazione due fattori a rispetto della partilha e eventuale pensione:

il contributo effetivo dato da ciascun coniuge alla costruzione del patrimonio comune e, secondo, la condizione di chi chiede alimenti ( etá ecc).

Visto decisioni recenti nelle quali di fatto la corte si manifesta contro il pagamento de alimenti in perpetuo:

1. A prestação de alimentos entre ex-cônjuges é excepcional, de modo
que, quando fixada sem prazo determinado, deve persistir apenas pelo
tempo necessário para a reinserção no mercado de trabalho ou
autonomia financeira do alimentado, considerados o tempo decorrido
de pagamento dos alimentos e o potencial para o trabalho do
beneficiário, ao invés da análise apenas do binômio
necessidade-possibilidade

(Pubblicata 4/06/2018)

Os  alimentos  devidos  entre  ex-cônjuges  não  podem servir de
fomento  ao  ócio  ou  ao enriquecimento sem causa, motivo pelo qual
devem ser fixados com prazo determinado.
(pubblicata 30/04/2018).

A riguardo della partilha, in casi simile al tuo STJ intende que :
 "no regime de separação legal de bens, comunicam-se os adquiridos na
constância do casamento, desde que comprovado o esforço comum para
sua aquisição' (grifou-se).

Nesse contexto, observando que a esposa, conforme afirmado pelo
Tribunal de origem não auxiliou o requerido a adquirir os imóveis
que pretende partilhar, os quais, aliás, já possuía antes do
casamento, não há falar em partilha.
Questa la giurisprudenza que é a tuo favor.
Peró se riesci a fare il divorzio extrajudicial
in cartorio é meglio.
Fallo subito, prima che inizia il tam tam "o meu primo que é formando em 
direito falou que o 50% do teu patrimonio é meu...." Certamente non é il tuo caso ma ne ho visti alcuni.
Scegli un buon avvocato che ti assista e concludi rapidamente. Poi pensi al visto.
La legge e la giurisprudenza sono dalla tua parte, ma evita il litigio.
Questa é solo la mia opinione cercando di aiutare.
Luciano

Grazie di cuore, veramente, a tutti.

Credo che le cose e la via da percorrere, siano ora più che chiare.

  1. @Luciano, hai "aggiunto alla torta" preparata con tanta cura dagli altri "le ciliegie" che mancavano. Grazie per il tempo dedicato  a trovare esempi di casi reali recenti. Condivido in pieno la tua opinione: tenteró l'impossibile per arrivare ad ottenere il consenso per il divórcio extrajudicial.
  2. @Vivereinbrasile, speriamo che sborzando qualcosa per convincere, l'intento del consenso verrà raggiunto. Condivido pienamente: ne guadagnerebbero la salute, il portafogli alla lunga, per non parlare del valore del tempo e delle brighe che si risparmietebbero.
  3. @Undo, grazie per tutte le dritte, non avrei mai pensato all'ultima ("...con documeti andate in Cartorio ed esigi la trascrizione sull'atto del matrimonio del divorzio con separazione dei beni e no pensione alimenticia"), di cui comprendo bene il valore per il futuro in un paese tanto afflitto dalla burocrazia.
  4. @Nina, grazie per aver pensato veramente di tutto per cercare di salvare la mia situazione nel paese, nonché quella sentimentale, se fosse possibile sarebbe veramente un sogno. Il male che fa ingoiare i sentimenti oltre il dover affrontare tutta la rogna burocratica, è enorme, specialmente ora, a "cose fresche". Purtroppo, considerando ciò che puó succedere in questo paese per pochi reais, dovrò sforzarmi di rimanere con i piedi in terra. Permane bello leggere che esiste ancora chi sotto sotto vorrebbe fossero i sentimenti ad avere la meglio su tutto. Grazie, ho apprezzato ogni tua parola.

@Marcone, "noblesse oblige"........ scherzi a parte il mio è stato, come sempre, un tentativo di aiuto senza la "passione" che tante volte ci frega. Buona fortuna.

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