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Tassazione in Brasile

Sono un ex dipendente statale che subito dopo la pensione (anticipata) ha aperto un'attività commerciale in un locale di proprietà. Fra un anno circa, al compimento dei 67 anni, potrò conseguire una pensione supplementare come commerciante. Questa seconda pensione non supererà i 5.000 $ annui, se lo farà, sarà "per quale dollaro in più". Di conseguenza, purtroppo la somma delle due pensioni non supererà la fatidica soglia dei 2.000 $ mensili necessari per poter risiedere in Brasile come pensionato (se va bene, il lordo delle due pensioni sommate si aggirerà sui 1.500/1.600 € mensili). Fortunatamente convivo da anni con una brasiliana e nostra figlia, a breve undicenne, concepita in Brasile ma nata in Italia, ha la doppia cittadinanza. Nell'ipotesi di trasferirci tutti in Brasile, considerato che supero i 60 anni di età, se ho ben capito, potrei godere di un visto per ricongiungimento familiare anche superiore a un anno e una volta sistemati in Brasile, ottenere in tempi più o meno rapidi il permesso che ha sostituito il vecchio RNE. A questo punto, la mia pensione come ex dipendente statale, in base all'art. 19 (Funzioni pubbliche § a, b) della convenzione Italia-Brasile, dovrebbe essere tassata solo in Brasile e lo stesso dovrebbe valere per la quota della pensione come commerciante che non supera i 5.000 $; questo in base all'art. 18 (Pensioni e annualità) della succitata convenzione. Inoltre, se io affittassi la mia attività commerciale e/o il solo locale in cui si svolge, in base all'art. 6 (Redditi immobiliari) della stessa convenzione contro le doppie imposizioni, dovrei essere tassato solo in Italia (ossia dove è situato l'immobile) e quindi, anche se trasferissi o facessi accreditare in un conto corrente brasiliano i proventi netti dell'affitto, questi non dovrebbero essere nuovamente tassati.

È tutto corretto o c'è qualcosa che non torna?

Se la tua pensione da commerciante é da 5000 dollari non vedo qual é l'ostacolo, ma se non ricordo male, mi pare che il visto da pensionato non esista piú. No problem per il ricongiungimento familiare. Quanto alle tasse, anche in mancanza di doppia imposizione, la dichiarazione nel tuo caso va rilasciata in entrambi i paesi. Aspettiamo comunque l'esperto Undo, che ti risponderá molto piú dettagliatamente.

giuseppeisidoro ciao, 1° il visto di residenza in Brasile per trasferimento della pensione con la nuova legge migratoria non esiste piu' (verifica anche il Consolato Generale del Brasile in Milano o Roma per ulteriore conferma) - 2° ricongiungimento familiare si, l'importante che tu disponga di un documento che comprovi l'unione stabile e la paternità della figlia (anche qui devi recarti al Consolato del Brasile per farti timbrare il tuo passaporto con il visto per residenza motivazione ricongiungimento familiare) - 3° il tempo indeterminato dopo i 60 anni esiste ancora ma la Policia Federal la devi sollecitare altrimenti ti rilasciano l'autorizzazione alla residenza (ex RNE) per 5 anni rinnovabili. 4° l'art. 19 della convenzione non riporta che per essere esentato in Italia devi richiedere la "naturalizzazione" Brasiliana (naturalizaçao) che viene rilasciata dopo non meno di 2 anni, a volte anche di piu' perchè la regola rigida da rispettare è che non devi uscire dal Brasile per minimo 2 anni altrimenti non te la rilasciano. Diversi tuoi colleghi ex dipendenti pubblici ci girano intorno ma faticano ad ottenerla anche per via dell'esame di portoghese parlato e scritto che bisogna superare. Fino a che non presenti all'Inps il documento di naturalizzazione e la residenza fiscale in Brasile (Receita Federal) sarai amministrato dall'art. 18 con una parziale riduzione del reddito ( 5.000 USD ) e conseguente riduzione dell'Irpef. Per ottenere questa riduzione devi compilare il mod. EPI (residenza fiscale) farlo timbrare e firmare dalla Receita Federal e spedirlo all'Inps entro Settembre per il seguente anno. E' una operazione da fare una sola volta ed è abbastanza complessa perchè prevedere che tu abbia già l'autorizzazione alla residenza, un comprovante di residenza, il tuo personale CPF (codice fiscale) ed almeno una dichiarazione dei redditi annuale ........ anche se probabilmente non dovrai pagare nulla ma devi comunque dichiarare. Cercati un contador e falla preparare a lui. Qui finisco e ti auguro di riuscire dove in tanti non ci sono riusciti.

giuseppeisidoro dimenticavo, io sono un pensionato Inps "privato" pago le imposte alla fonte (Roma) Irpef + sue addizionali regionali e comunali e incorporato all'Irpef anche la quota per la sanità obbligatoria Italiana dalla quale però sono stato cancellato come tutti gli Italiani ex pubbli ed ex privati residenti in Brasile. Ho anche tentato 2 volte di naturalizzarmi per motivi personali ma non ci sono mai riuscito per "l'esamino" maledetto. Pensa che avevo scritto il nome completo di mia mamma con il cognome da nubile e da sposata come si usa in Brasile e il doppio cognome non me l'hanno passato ... e non sono passato. That's Brasil!

Undo, spiega meglio questa storia dell esamino. Non ho capito

Undo, dici che " l'art. 19 della convenzione non riporta che per essere esentato in Italia devi richiedere la "naturalizzazione" Brasiliana...", quindi dovrebbe bastare la residenza fiscale in Brasile! In effetti, ho letto più volte nel forum di diversità di trattamento tra pensionati privati, che possono salvare dalla doppia tassazione solo la quota della loro pensione che non superi i 5.000 $ e pensionati statali che invece ricevono in Brasile la propria pensione lorda. Tra l'altro, vista la mia età, non trarrei grandi vantaggi dalla naturalizzazione, salvo per il fatto di poter uscire ed entrare a piacimento in Italia e in Brasile e rinnovare in giornata il passaporti quando ci si trova nel paese cui fa riferimento. Attenzione però a non dimenticare di giustificare ripetute astensioni al voto per elezioni brasiliane: si rischia la cancellazione del Titolo Elettorale e coseguente blocco dei diritti legati alla cittadinanza (tra cui l'inpossibilità di rinnovare il passaporto) fin tanto che non si rifaccia un Titolo totalmente nuovo (ne sa qualcosa la mia compagna).

ti confermo l'indispensabilità della naturalizzazione Brasiliana per ottenere la defiscalizzazione della pensione Inps (e non solo la naturalizzazione ma anche la residenza fiscale in Brasile) non basta essere un pensionato Inps ex pubblico. con la naturalizzazione Brasiliana non perdi la cittadinanza Italiana quindi hai sempre diritto al voto. sentiti con la direzione centrale pensioni di Roma. prova il direttore centrale che gestisce le convenzioni internazionali ed i pagamenti esteri: salvatore.ponticelli@inps.it

ci sono state 6 interrogazioni parlamentari negli ultimi 10 anni per dipanare la questione ma tutte queste interrogazioni sono cadute nel nulla.

è complesso, credimi. comunque hai a disposizione l'Inps - i Patronati - Il Consolato del Brasile (per il visto all'autorizzazione alla residenza) ed il Consolato Italiano per i documenti ed i diritti e doveri all'estero una volta iscritto Aire te ed il tuo  nucleo famigliare. lascia perdere internet e vai direttamente da chi ha il bastone in mano.

Boa sorte!

 

I

Undo, poi dici: "Fino a che non presenti all'Inps il documento di naturalizzazione e la residenza fiscale in Brasile (Receita Federal) sarai amministrato dall'art. 18 etc." Confesso di essere un po' confuso, a meno che non ci sia un "non" di troppo nella precedente citazione che ho preso dal tuo commento. Comunque il testo preciso della legge che ratificato la cinvenzione riguardo l'art. 19 § 2, a,b é:

2. a) Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente o da una sua suddivisione politica od amministrativa o da un suo ente locale, sia direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, a una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a detta suddivisione od ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato. b) Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell'altro Stato contraente se il beneficiario e' un nazionale e un residente di detto Stato. Se il sottolineato é interpretato nel senso di: brasiliano residente in Brasile; e si esclude la possibilità che possa riferirsi a solo residente in Brasile, allora per evitare la doppia tassazione ci vuole davvero la doppia cittadinanza

devi presentare all'inps la residenza fiscale in Brasile e ciò avviene perche ottenuta la autorizzazione della residenza sei tenuto a fare la dichiarazione annuale dei redditi (IR) e la naturalizzazione che ti viene rilasciata se non esci per almeno 2 anni dal Brasile, presenti domanda con 1 kg di documenti e passi l'esame linguistico........non si scappa da qui. ti ripeto la convenzione è datata, l'Italia l'ha mal rispettata ed ha preso delle decisioni unilaterali nel 1999 (Prodi/Visco) il Brasile non accetta la divisione pensionati ex pubblici e pensionati ex privati ed infine ha cambiato almeno 3 volte la legge sull'immigrazione negli ultimi 20 anni. Vedi un po tu. Ti RI-consiglio di sentire gli organi Ufficiali che ti ho già elencato. Comunque io sono sempre qui a disposizione volontaria.

C'é una "e" di troppo nella locuzione "un nazionale e un residente di detto Stato" che si può interpretare come: un brasiliano e un residente (italiano) del Brasile.

Se fosse scritta nella forma: "un nazionale residente di detto Stato" non ci sarebbe alcun dubbio sul fatto che debba intendersi un brasiliano residente in Brasile (ovviamente con doppia cittadinanza e che in precedenza ha lavorato in Italia come dipendente stratale maturando una pensione erogata dallo Stato italiano) oppure un ex dipendente statale italiano nauturalizzato in Brasile.

dimenticavo: io sono in Brasile da 12 anni e da 12 anni pago 2 imposizioni fiscali sullo stesso cespite di pensione: la prima alla fonte ROMA INPS la seconda in Brasile quando presento la dichiarazione dei redditi poca cosa in Brasile perchè c'è l'art. 23 della convenzione. ti do un consiglio: non chiudere il conto in Italia e non trasferire la pensione in Brasile fino a che non sei a posto con i documenti. con i documenti non a posto sei "debole" e facilmente attaccabile sia dalla PF che dalla Receita Federal.

In questo limbo che mi preannunzi e in cui dovrei permanere per un discreto tempo in attesa di tutti i documenti necessari alla naturalizzazione, potrò almeno sopravvivere prelevando il nercessario dal mio conto bancario in Italia con bancomat e carte di credito attraverso gli sportelli automatici senza che questi movimenti possano essere tracciati dal fisco brasiliano?

si, purchè tu abbia un bancomat abilitato "mondo" ed una carta di credito altrettanto. i prelievi possono anche non essere dichiarati ma la dichiarazione dei redditi anche a zero o sotto la soglia delle imposte devi farla già il primo anno altrimenti la residenza fiscale non potrai mai averla. trovati un contador esperto e via web te la fa lui la dichiarazione e te ne darà una copia con numero di protocollo preziosissimo per il prosieguo delle pratiche "fiscali"......... sarai conosciuto al fisco Brasiliano. Io il primo anno ho dichiarato anche i prelievi bancomat e carta di credito fintanto che il contador mi ha detto di smettere. ora: l'imposta fiscale IRPF massima in Brasile è del 27% c'è una zona "franca" non tassabile poi parte dal 15 va al 22 ed infine al 27. sinceramente i primi tempi ero sballottato dai patronati e non sono riuscito a combinare nulla ma dopo 2-3 mesi mi sono messo in prima persona senza chiedere aiuto a nessuno, mi sono fatto le ossa e quando pronto mi sono mosso per raccogliere tutte le carte. della serie che chi fa da se fa per 3 e poi sbagliando si impara meglio. il Brasile è paziente ed ha un cuore grande, contrariamente all'Italia. Mi riferisco alle Istituzioni e a tante persone che vivono in questo grandissimo Paese. E' una federazione di 27 stati e dipendendo dallo Stato dove andrai a vivere trovi leggi che possono essere diverse da stato a stato per lo stesso argomento ma per il fisco è tutto centralizzato tutto telematico tutto controllato e ben applicato, alla faccia dell'Italia.

Undo, c'è una cosa che vorrei capire se possibile, ossia come l'art. 23 si combini con l'art. 18 della convenzione Italia-Brasile per evitare le doppie imposizioni. Riguardo l'art. 18, è chiaro che in Italia (almeno finché non sarò naturalizzato) la mia pensione sarà tassata solo sullo scaglione che supera i 5.000 $ mentre in Brasile lo sarà sull'intero importo lordo. Tuttavia, grazie all'art. 23, sull'imposta complessiva brasiliana sarà accordata testualmente "una deduzione pari all'ammontare dell'imposta pagata in Italia"; però, se ho ben capito, non oltre l'imposta che pagherei in Brasile, prima della deduzione, sull'intera pensione lorda. Nell'art. 23 si precisa poi che: "l'imposta italiana è sempre da considerarsi pagata con l'aliquota del 25 per cento dell'ammontare lordo dei dividendi pagati a un residente del brasile". Cosa significa questo? Che, nel mio caso, l'imposta pagata in Italia sullo scaglione che supera i 5.000 $, a prescindere dall'importo reale, per il Brasile sarà comunque calcolata e considerata come pagata con l'aliquota del 25% ? Lo so che sono argomenti da esperti commercialisti di questioni fiscali internazionali, tuttavia se potessi dami qualche lume te ne sarei davvero grato.

la convenzione tra Italia e Brasile non vale solo per gli Italiani in pensione che risiedono in Brasile ma anche per i Brasiliani in pensione che risiedono in Italia. questo è sempre da tenere presente. cerco di semplificarti: 1° tra Italia e Brasile c'è guerra, dopo la decisione Prodi e Visco del 1999 di modificare la convenzione in modo unilaterale senza concordare con il Brasile. Prima del 1999 a tutti gli Italiani in pensione in Brasile sia gli ex dipendenti privati che ex dipendenti pubblici venivano detassati al 100% in Italia e pagavano le imposte del Brasile. Da allora grande confusione e scarica barile, il Brasile MAI ha accettato la divisione tra ex privati ed ex pubblici e per i pensionati Brasiliani residenti in Brasile continua la detassazione in Brasile e la tassazione in Italia. A volte la tassazione in Italia supera il 27% quindi l'art. 23 interviene per rimborsare il pensionato Brasiliano residente in Italia della differenza e questo da parte del Brasile che mai ha modificato la gestione della convenzione. Per quanto riguarda l'applicazione dell'art. 23 per gli Italiani residenti in Brasile....l'Italia tassa al 100% ed il Brasile se gli si dimostra la tassazione dell'Italia sotto il 25% chiede la differenza nella dichiarazione annuale se invece si paga + del 25% non chiede nulla nella dichiarazione annuale. E' un ginepraio ma espresso sinteticamente e spero per te comprensibilmente è così. Qui ti saluto e ti consiglio di fare i passi per "diventare un residente del Brasile anche fiscalmente" e poi ti porti i problemi della pensione che, a mio avviso, dovresti lasciare sul conto Italiano fino alla tua naturalizzazione. Ciao.

Undo, ti ringrazio davvero della spiegazione, ero completamente fuori strada. Non vorrei disturbarti oltre, ma quando dici che l'Italia tassa al 100% è un'iperbole presumo, poiché, in base all'art. 18, la valutazione del 25% si dovrebbe fare sull'imposta calcolata  sulla quota di pensione che supera i 5.000 $, imposta che va a numeratore mentre a denominatore ci dovrebbero andare o la pensione intera o meglio ancora la quota che supera i 5.000 $. É così o sono ancora fuori strada?

Cita da Undo su 16 Ottobre 2019, 19:13

giuseppeisidoro dimenticavo, io sono un pensionato Inps "privato" pago le imposte alla fonte (Roma) Irpef + sue addizionali regionali e comunali e incorporato all'Irpef anche la quota per la sanità obbligatoria Italiana dalla quale però sono stato cancellato come tutti gli Italiani ex pubbli ed ex privati residenti in Brasile. Ho anche tentato 2 volte di naturalizzarmi per motivi personali ma non ci sono mai riuscito per "l'esamino" maledetto. Pensa che avevo scritto il nome completo di mia mamma con il cognome da nubile e da sposata come si usa in Brasile e il doppio cognome non me l'hanno passato ... e non sono passato. That's Brasil!

Trovo veramente assurdo e scandaloso che un cittadino italiano residente in Brasile e soggetto a doppia tassazione, gran parte della quale incassata dall'Italia, sia cancellato dal Servizio Sanitario Nazionale, mentre agli immigrati clandestini in Italia sia immediatamente concessa la tessera sanitaria non appena mettano piedi sul suolo italiano. In Italia prima vengono gli immigrati, l'aliquota minima di tassazione è il 23% e quella massima il 43%, in Brasile prima vengono i brasiliani, l'aliquota minima è il 15% e quella massima il 27%. Tutti buoni motivi per diventare brasiliano.

1° fino a questo anno 2019 il credito Irpef sui 5.000 USD veniva liquidato in una unica soluzione in primavera. dal gennaio 2020 sarà ridotto dal reddito totale il corrispondente dei 5.000 USD e liquidato mensilmente attraverso la riduzione dell'Irpef. Spero di essere stato chiaro.

2° il Brasile, e nessuno ne parla, ha una "vera" "semplice" e "applicatissima" legge sulla migrazione. Nessuno ne parla, sopratutto l'Europa e gli USA perchè sono Continenti e Paesi vecchi (Italia compresa). In verità il solo Di Pietro, che è amico dell'attuale Ministro della Giustiza Brasiliana Sergio Moro (ex lava jato) alcuni anni fa ci ha provato ma un certo Cesare Damiano l'ha smontato in Senato.....sic! Il Brasile è un Paese da 3° mondo ma ha alcuni aspetti Istituzionali (es: Ambiente-Immigrazione-Agroalimentare-etc.) all'eccellenza. Funziona benissimo l'incrocio tra le Banche e la Receita Federal, quasi "mostruoso" lo scambio total delle informazioni. Per venire alla tessera sanitaria cancellata, in 10 pensionati residenti in Brasile abbiamo fatto ricorso per avere almeno la detrazione del 19% dei nostri piani di salute Brasiliani (indispensabili in questo Paese privo o meglio scarsissimo di Salute pubblica) e la risposta pervenutaci dall'Avvocatura dello Stato attivata dal Ministero della Sanità è stata: ma perchè non fate la tessera sanitaria Europea? Pensa non avevano letto nel ricorso che noi eravamo in Brasile. Ci sono cadute le braccia ma poi abbiamo fatto dell'ottimo pesce alla griglia e un paio di birre e lo sconforto è passato. Stai vivendo in in Paese che amo ma che ha perso la memoria e la cultura del bello e del buono. Da allora ogni viaggio che facciamo in Italia e se abbiamo dei fastidi di salute o vogliamo un controllo ci presentiamo con codice fiscale Italiano al Pronto Soccorso piu' vicino, a volte ci stiamo 2 giorni completi ed usciamo senza pagare e con analisi o piccoli interventi fatti. Come gli immigrati clandestini ma........se possiamo perchè non farlo? Il problema sono le malattie gravi e che in Brasile non vengono curate e/o rimosse. Ate logo e spero di averti dato un aiuto, magari confuso, ma vero.

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