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Oggi su Affari e Finanza:

Famiglia, assegno unico da 240 euro a figlio. La proposta

Due proposte per la famiglia: l’assegno unico per ogni figlio a carico e la dote unica per l’acquisto di servizi per l’infanzia

Assegno unico universale
Consiste in un sussidio che può arrivare fino a 240 euro al mese “per ogni figlio a carico”. Una misura che vale “dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni”. Per chi, invece, ha figli tra i 18 e i 26 anni l’assegno – di un importo più basso – può arrivare fino a 80 euro al mese. L’assegno “viene maggiorato in caso di figli con disabilità”.

Dote unica per l’acquisto dei servizi per l’infanzia
Si tratta di un bonus fino a 400 euro al mese per ogni figlio a carico da zero a tre anni per tutte le spese riguardanti l’asilo nido, il babysitter e altri servizi per l’infanzia. Si prevede, poi, un importo ridotto dai 3 ai 14 anni. Anche in questo caso la dote viene maggioranza per ogni figlio con disabilità.

Quelle proposte dal Pd sono due misure che gli stessi dem definiscono “semplici, eque e continuative” e “che accompagneranno le famiglie nella crescita dei figli”. Secondo i dem “l’assegno unico previene la povertà”, mentre “la dote unica per i servizi favorisce l’occupazione femminile”.

La Camera inizierà l’esame del disegno di legge delega “già dal mese prossimo”, come sottolinea Elena Carnevali, della presidenza del gruppo del Partito Democratico a Montecitorio.

Io attualmente e da diversi anni ho nella C.U. 2019, dove c'è il riquadro 362 , Detrazioni per carichi di famiglia Euro 1446,39, al riquadro  367, Detrazioni per lavoro dipendente, pensioni e redditi assimilati: Euro 1155,63

Io ho mia figlia che il prossimo 3 Ottobre compie 20 anni, e sta facendo la Facultade na IBMR qui a Barra da Tijuca Tu pensi che mi possano accreditare 80 euro in più, perche dicono: Per chi, invece, ha figli tra i 18 e i 26 anni l’assegno – di un importo più basso – può arrivare fino a 80 euro al mese.? Comunque meno di quello che prendo adesso non posso prendere, perche la pensione è intoccabile!

Sto completando l'e-mail che invierò a Imperia. Aspetto per vedere cosa mi rispondono,  poi se non mi soddisferanno, la invierò pari pari anche a Ponticelli.

Questi cialtroni in primis Zingaretti che sbraitava sempre contro Salvini, adesso sempre sorridente, come Di Maio. Ma di abbassare 1/2 punti di IRPEF non se ne parla più. L'ultimo sondaggio da sia i DEM che i MV5 in ribasso, i DEM sotto il 20% i 5 stelle 19,4 La Lega al 32% Sale forte FDI al 9% e FI al 8%%SGrazie

Otto buongiorno, tu come residente all'estero non hai piu' diritto ne alla sanità pubblica anche se la paghi nell'Irpef, ne alle detrazioni 19% con Unico a settembre di ogni anno (io detraevo il 19% del piano di salute familiare e delle spese odototecniche), ne ad alcun contributo di qualsiasi destinazione. Questo è un dato di fatto. In sintesi ... siamo messi sempre piu' male! Quanto a M5S e PD ..... possiamo stare certi che ci taglieranno ancora la perequazione (rivalutazione della pensione) e magari ci chiederanno un contributo extra per gli immigrati da curare e da sfamare (anche clandestini). Nota quante Cooperative Sociali di Assistenza stanno nascendo. Amen.

Io ho preparato l'e-mail che mando all'INPS, prova vedere per favore se va bene.

Buomgiorno, alle mie lamentele: sull'IRPEF di Febbraio di quest'anno, mi avete risposto:
Gentile Sig. Cetti,
abbiamo interessato della problematica che Lei ci ha rappresentato la nostra Direzione Centrale la quale ci ha chiarito che con la ricostituzione per detassazione, nei casi di Canada e Brasile,  la procedura opera la completa detassazione della pensione nell' anno in corso ( nel suo caso 2018) . In seguito, con la consuntivazione della CU,  viene esentata solo la parte spettante ed  operato il conguaglio fiscale a debito (iniziato per Lei sulla rata di febbraio 2019: DEB. IRPEF RESIDENTI CDN E BR. 427,87 Euro).
Calcolato, infine, il conguaglio fiscale a debito viene poi ricalcolata la tassazione per l' anno in corso ( viene applicato un pre-conguaglio) sul consuntivo dell' anno precedente andando poi così a regime.
 
Ho visto Il cedolino della pensione che mi dovete pagare nel mese di Ottobre 2019, e non mi quadrano più è conti. Ricapitolo con una premessa: L’IRPEF mensile del 2018 era di Euro 238,71 al mese. Da Gennaio 2019, con l’1,1% di rivalutazione relativa all’Inflazione, l’IRPEF mensile è passata a Euro 241,25 mensile.
Adesso vado a ricapitolare il tutto. Nel cedolino del mese di Dicembre 2018 voi dell’Inps mi avete restituito Euro 2625,81 (nel cedolino c’è scritto: rimborso IRPEF anno 2018) Questo valore deriva dal moltiplicare 238,71 euro di IRPEF mensili per 11 mesi, che fa appunto 2625,81, e inoltre non mi avete trattenuto in Dicembre, i 238,71 di IRPEF del mese, oltre a Euro 490,48 relativi alla tredicesima. Pertanto mi avete restituito di IRPEF: Euro 2625,81 + 238,71 di Dicembre, + 490,48 della tredicesima per un totale di Euro 3355,00. A questi 3355 Euro vanno aggiunti 241,25 di IRPEF (rivalutati) di Gennaio 2020 che però non mi avete trattenuto. Il totale di IRPEF che mi avete restituito, aumenta cosi a Euro 3596,25. A partire dal mese di  Febbraio 2019  mi avete sempre trattenuto Euro 427,87, per i mesi  di Febbraio, Marzo, Aprile e Maggio, e Euro 427,88 per i mesi di Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, contro i 241,25 che mi dovevate trattenere ( 427,88 – 241,25 fanno 186,63 euro mensili  trattenuti in più, che moltiplicati per 8 mesi fanno Euro 1493,04 ). 
Adesso prendiamo il totale di Irpef che mi avete restituito di 3596,25 euro, sottraggo i 1493,04 euro che mi avete trattenuto in più fino a fine settembre, e fanno 2.103,21 Euro di Irpef, che mancherebbero per pareggiare il tutto con l'INPS. Però,  voi dell'Inps sempre nel 2019 in 3 volte mi avete anche trattenuto: Marzo 1361,05, Aprile 601,61 e Maggio 62,48, per un totale di 2025,14, che sono da aggiungere ai 2103,21 (ogni voce di questi 3 valori trattenuti, sul cedolino c’è scritto: Debito Irpef anno 2018). Sottraggo ai 2103,21 questi 2025,14, e arrivo a fine Settembre con un debito Irpef di soli Euro 78,07. ( se ci sono errori nei conteggi sono solo pochi centesimi) Io mi aspettavo che in Ottobre non pagassi più i 427,88 euro, ma 319,32 ( 241,25 + 78,07 fanno Euro 319,32, e da Novembre ritornavo a pagare Euro 241,25), Invece mi avete trattenuto ancora 427,88 euro, praticamente sono andato io in credito con l’INPS di Euro 108,56 ( 427,88 - 319,32 fanno 108,56) E se a Novembre continuate a trattenermi ancora 427,88 euro, che succede? Vorrei perfavore una risposta urgente! Grazie

Otto, io ho scritto tempo fa le stesse cose che hai scritto tu. Piu' o meno identiche. Anche io mi sono dilungato nell'esprimermi dettagliatamente come hai fatto tu. Dopo un paio di settimane mi è arrivata una risposta stringata che in sintesi mi informava che stavano facendo le cose giuste e che il conguaglio sarebbe durato fino a Dicembre 2019 mentre il recupero terminava in Settembre 2019. Da Gennaio 2020 il conguaglio dovrebbe sparire........sto a vedere. Invia questa comunicazione ai tuoi indirizzi Inps Provinciali e Regionali senza trascurare una copia per conoscenza a Salvatore Ponticelli. Piu' o meno ti risponderanno come hanno risposto a me e a migliaia di pensionati Inps residenti in Brasile. Tienimi aggiornato.

Come ti avevo scritto, ho mandato l'-mail all'INPS spiegando tutto. ma dal 4 Ottobre nessuna risposta. Adesso guardando il dettaglio di della pensione di Novembre, non è cambiato niente, mi trattengono sempre Euro 427,88, anziche 241,25. Adesso mi è venuto un dubbio. La cosa certa è che l'INPS mi ha restituito tutta l'IRPEF che avevo pagato nel 2018, più l'IRPEF di Gennaio anche su questo mese non trattenuta. Il Totale dell'IRPEF che l'INPS mi ha restituito ammonta a Euro 3596 ca.  A partire da Febbraio e fino a Novembre 2019 mi hanno trattenuto Euro 4270,88 (427,88 per 10 mesi) oltre ai 2025,14 del punto o riquadro 21. Questi 2025,14 nella Certificazione Unica 2019 c'è scritto: IMPORTO CONGUAGLIO FISCALE per l'anno 2018. Ma può essere che io sbagliavo i conti e devo restituire i 3596 euro + i 2025,14 che darebbe un totale di Euro 5621?. L'INPS da Febbraio mi sta trattenendo 427,88 euro al mese, anziche 241,25, Praticamente 186,63 euro al mese in più, che in 10 mesi sono 1866,30. Lasciando perdere i 2025,14 che mi hanno già preso quest'anno, prendo i 1866,30 e li sottraggo ai 3596 euro che mi hanno restituito l'anno scorso, significa che devo ancora all'INPS ca 1730 euro? o forse sto  sbagliando  i conti? Non riesco a focalizzare il tutto, e manca solo il mese prossimo per chiudere il cerchio! Sto pensando di andare all'INAS e fargli fare una PEC, a cui l'INPS è obbligata  a rispondere Grazie e salutoni

Otto, la PEC non guasta mai, vai al Patronato e falla partire rapidamente. Il mio aggiornamento è che mi trattengono fino a dicembre 2019 (manca 1 mese) il surplus di Irpef di circa 200 Euro. Così dovrebbe succedere anche a te. Praticamente l'Inps si sta riprendendo tutta l'Irpef 2018 + il conguaglio. Almeno, da notizie che io ho dalla Presidente Patronato Acli Brasile sede in Sao Paolo.......dovrebbe normalizzarsi il tutto da Gennaio 2020 e il credito Irpef da art. 18 (Irpef su 5.000 USD in riduzione) dovrebbe essere liquidato mensilmente con riduzione dell'Irpef e non piu' 1 volta all'anno. Tienimi aggiornato, ciao.

Ciao, io non capisco una cosa. Tutti dicono che dovranno rimettere le mani nella Previdencia. I molti dicono che il real deve desvalorizzarsi, mentre BC va controcorrente e continua a rafforzare il real:

25/10 A autoridade monetária ainda faz leilão de dólares à vista e reverso a partir das 9h30, com rolagem às 11h30 caso haja sobra da oferta à vista. O BC voltou a colocar menos que a oferta no leilão conjugado desta quinta-feira, refletindo menor demanda por dólar

Dólar mais alto é “novo normal”, mas não deve atrapalhar economia, diz Verde Asset
Para gestora, Brasil está se tornando um país mais normal, com taxas de juros baixas, inflação controlada e câmbio (real) desvalorizado
Por Mariana d'Ávila
24 out 2019
O Brasil deve convergir para um novo “normal”, com inflação controlada, juros baixos e uma taxa de câmbio mais desvalorizada. O dólar mais alto, contudo, não deve atrapalhar a evolução da economia doméstica. Essa é a avaliação da Verde Asset, uma das maiores gestoras independentes do país, com R$ 43 bilhões em ativos sob gestão.

Em artigo intitulado “Desta vez é diferente”, a asset traz à luz a questão do comportamento pró-cíclico dos juros no Brasil. No passado, escreve a equipe da Verde, “uma perturbação internacional gerava depreciação da taxa de câmbio, queda da bolsa e aumento do nível dos juros”.

Isso acontecia em razão da fragilidade fiscal. “Fazia total sentido demandar prêmios de risco mais altos, dadas as implicações de um choque”, traz o artigo.

Agora, porém, o cenário é outro. O texto destaca a “mudança de patamar na credibilidade do regime monetário, fiscal e parafiscal, o menor crescimento das despesas públicas com a adoção do teto de gastos e a reforma da Previdência – “o que deverá ser complementado com uma reforma administrativa”.

Para os profissionais da gestora, esse ambiente “criou uma nova realidade no fundamento para a inflação no país”. Na avaliação deles, enquanto o país tiver um largo hiato de produto, credibilidade do Banco Central e perspectiva de uma estabilidade fiscal, os impactos de eventos internacionais sobre os ativos domésticos serão muito mais sentidos no câmbio e na renda variável do que nas taxas de juros curtas.

“Hoje há muito mais espaço de política monetária contra-cíclica do que no passado, mesmo a despeito de choques externos”, observa. Ou seja, os juros podem se manter baixos ainda que haja problemas no exterior.

E, dado que já não há mais uma associação automática de desvalorização cambial e problemas domésticos, segundo a Verde, um horizonte de dólar apreciado não deve vir carregado de um sentimento negativo sobre a economia. “Sob esse aspecto, o Brasil está se tornando um país mais normal.”

O jornal Folha de S.Paulo traz que o governo já avalia uma eventual saída do Brasil do Mercosul, que, segundo estudos preliminares da CNI, poderia gerar uma perda de 2,4 milhões de empregos e R$ 52 bilhões de massa salarial. Segundo a publicação, no centro do debate está a resistência argentina a uma política de limitação da Tarifa de Exportação Comum (TEC).

No entanto, uma eventual vitória da esquerda, com a chapa de Alberto Fernández e Cristina Kirchner, no país vizinho, gera um desalinhamento com o governo do presidente Jair Bolsonaro, que defendeu publicamente o atual presidente e vice-líder nas pesquisas, Maurício Macri.

Abalados politicamente, emergentes podem ser a próxima “bolha”

“A bolha de ativos deste ciclo é no segmento de mercados emergentes”, diz o presidente do centro de previsões Jerome Levy Forecasting
Bloomberg) — À primeira vista, as cotações de ativos de mercados emergentes dão a impressão de que tudo vai bem.

A realidade é totalmente diferente.

Enquanto os índices de ações, câmbio e renda fixa oscilam perto dos melhores níveis desde o início de agosto, crises políticas em países como Equador, Argentina, Turquia, África do Sul e — mais recentemente — Chile e Líbano lembram os investidores dos riscos de mergulhar em alguns dos mercados de maior rendimento.

Para David Levy, presidente do centro de previsões Jerome Levy Forecasting Center, a demanda por taxas de retornos mais altas e o endividamento crescente no mundo em desenvolvimento remetem à bolha imobiliária nos EUA antes da crise financeira global.

“A bolha de ativos deste ciclo é no segmento de mercados emergentes”, acredita Levy. “Na próxima recessão, haverá sérios problemas nos mercados emergentes.”, mesmo no Brasil

A turbulência se exacerbou quando o Chile, que tem a melhor classificação de crédito da América Latina, foi engolido por protestos que levaram o governo a declarar estado de emergência, provocando uma queda de 1,7% no peso.

No Equador, as manifestações se intensificaram depois que o presidente Lenin Moreno acabou com subsídios aos combustíveis. Na Argentina, investidores e eleitores estão com os nervos à flor da pele às vésperas da votação para presidente.

Chile tem maior revolta social das últimas décadas; bolsa de Santiago cai mais de 4%

No Líbano, o rendimento dos títulos denominados em dólar disparou para 24% enquanto o governo luta para reprimir manifestações contra a piora da economia.

Segundo Hideaki Iha, operador de câmbio da Fair Corretora, o câmbio refletiu mais uma vez a perda de atratividade do carry trade no Brasil. De acordo com ele, o surgimento das apostas de um corte de 0,75 ponto percentual na Selic já na próxima reunião do Comitê de Política Monetária (Copom), piora ainda mais o diferencial dos juros brasileiros, fazendo com que o capital migre para o dólar.

Isso, na avaliação do operador, ainda se soma às preocupações com a possibilidade de que essa trégua comercial entre Estados Unidos e China não dure muito. “A reforma da Previdência é importante e essencial, mas não é só isso que vai fazer o Brasil crescer. O mundo está pior, com a possibilidade até de recessão lá fora”, explica.

As notícias são de que os chineses estão esticando a corda para que os EUA não levem a cabo o aumento de tarifas previsto para dezembro

Brasil tem 9ª semana consecutiva de fluxo negativo; saldo em 12 meses é o pior em 20 anos

 

SÃO PAULO (Reuters) - O Brasil voltou a registrar fortes saídas de recursos na semana passada, a nona consecutiva de fluxo negativo, um dos fatores a sustentar o dólar perto de máximas históricas, acima de 4,16 reais.

Entre 7 e 11 de outubro, as saídas de moeda estrangeira superaram as entradas em 3,186 bilhões de dólares, depois de uma debandada de 4,083 bilhões de dólares na semana anterior (de 30 de setembro a 4 de outubro), conforme dados do Banco Central divulgados nesta quarta-feira.

No acumulado de nove semanas, o país perdeu, em termos líquidos, 17,788 bilhões de dólares.

O saldo negativo da semana passada foi ditado pela conta financeira --por onde circula dinheiro para renda fixa, ações, investimento produtivo e tomada e pagamento de dívidas, por exemplo.

Essa linha ficou deficitária em 3,646 bilhões de dólares. Na conta comercial (exportação menos importação), o fluxo ficou positivo em 461 milhões de dólares.

Um dos temas mais comentados no mercado para justificar as saídas de recursos é a dinâmica de pré-pagamento de dívida por empresas brasileiras a credores no exterior.

A queda da Selic a sucessivas mínimas recordes reduziu o custo de captação de recursos no mercado local. Com isso, muitas empresas com dívidas em moeda estrangeira decidiram antecipar pagamentos dessas obrigações para se financiarem em reais. Esse movimento gera fluxo cambial negativo, o que exerce pressão de alta para o dólar.

A antecipação de pagamento de dívida pelas empresas é reconhecida pelo Banco Central, e no fim de setembro o presidente da instituição, Roberto Campos Neto, disse que grande parte do movimento de pré-pagamento de dívida corporativa já havia sido feito.

Porém, o fluxo segue negativo, e o dólar continua pressionado. Nesta quarta-feira, a moeda norte-americana (BRBY) era cotada acima de 4,16 reais, com o real mostrando desempenho pior que seus pares há algumas semanas.

As saídas de dólares do Brasil têm persistido em 2019, com déficit de 19,829 bilhões de dólares no acumulado do ano. No mesmo período de 2018, o fluxo estava positivo em 20,311 bilhões de dólares.

No acumulado de 12 meses, o saldo negativo alcança 32,008 bilhões de dólares, o pior número desde agosto de 1999 (-40,680 bilhões de dólares).

Tutte brutte notizie e il Real si rafforza?

Menor diferencial de juros deve desvalorizar demais o real, avaliam economistas

As de decisões de política monetária nos EUA que desvalorizou os juros de 0,25% e o Brasil de 0,50%, traz avaliações sobre as projeções de preço do dólar em relação ao real. Isso porque a corte maior da Selic feita no Brasil em relação à redução de juros nos EUA, diminui o diferencial de juros entre as taxas básicas dos dois países. A queda de diferencial de juros provoca pressão para desvalorização da moeda brasileira, já que há diminuição do prêmio para que o investidor estrangeiro coloque recursos no país.
A Selic estava em 6% (antes 6,5%) ao ano, enquanto os Fed Funds, a taxa básica nos EUA, estava no intervalo entre 2,00-2,25%. O Comitê de Política Monetária (Copom) do Banco Central do Brasil baixou a Selic em 5,5%, e vai baixar ao 5% no final do ano, o antes segundo a última edição do Boletim Focus, ou poderia atè 4,5%, (e seria desastrosa para o pais), totalizando uma redução de 1,5/2 pontos percentual ao fim do processo de flexibilização monetária.
Os EUA, já fizeram um corte de 25 pontos-base e fiz mais 1 cortes de mesmo tamanho e vai até o fim do ano, finalizando o primeiro ciclo de afrouxamento monetário em uma década na economia americana com corte total de 50 pontos-base, ou seja, o tamanho da redução è menor de 4 vez que a flexibilização monetária brasileira, mesmo que os EUA vai diminuir mais uma vez de 0,25 ponto-base, a pressào sobre a moeda brasileira deve ser forte demais!! Por isso o real va se devalorizar demais, e va chegar perto de R$ 4,30 no final de 2019

Além disso, o economista do Daycoval Asset ressalta outros fatores externos que devem contrabalançar o menor diferencial de juros. Na última reunião de política monetária do Banco Central Europeu, o presidente da instituição Mario Draghi sinalizou que vai iniciar em Novembro, o programa de compra de ativos para estimular a fraca economia da zona do euro. “O Fed vai, além da queda de juros, encerrar o programa de redução do balanço”, afirma Cardoso, a respeito do fim da reversão dos estímulos criados durante a crise financeira de 2008. O fim da redução do balanço do Fed é outra sinalização “dovish” da política monetária nos EUA.
Já para Silvia Matos, coordenadora do Boletim Macro do Ibre/FGV projeta o dólar a R$ 4,300/4,50 no fim de 2019 com os principais bancos centrais no exterior também reduzindo os juros. “Mas R$ 4,80 é fácil [de acontecer] também”, afirma, sobre eventual choque externo ou outros ajustes econômicos.
“Câmbio não é somente diferencial de juros”, diz Marcela Rocha, economista-chefe da Claritas Investimentos, que também avalia impacto da queda do diferencial de juros. A economista aponta que a formação do preço do dólar em real está condicionada atualmente à perspectiva favorável de aprovação da reforma da Previdência, (mas agora vai passar no 2020) a liquidez mundial – ainda mais com novo programa de títulos pelo BCE – e queda da taxa de juros nos principais Bancos Centrais, além do Fed. Rocha prevê a moeda americana em R$ 4,30/4,50 no fim do ano, mantendo o patamar atual.

Já Bruno Lavieri, economista da 4E Consultoria, prevê que o real terá uma trajetória de forte desvalorização no segundo semestre, primeiro por causa da queda do diferencial de juros. “A aprovação da reforma da Previdência virá com um texto final mais diluído”, explica Lavieri, que projetava uma economia fiscal em 10 anos muito menor que os R$ 900 bilhões aprovado no primeiro turno no plenário da Câmara dos Deputados durante a tramitação do texto no Senado, vai cair para 800,3 bilhões diz economista e projeta um câmbio a R$ 4,30/4,50 no fim do ano.

As empresas não conseguem ser competitivas com os impostos necessários para pagar o funcionalismo. Nenhuma empresa vai vir produzir no Brasil pois não conseguirá exportar.
Estamos virando um exportador de comodities pois os produtos agricolas não pagam impostos
O Estado brasileiro vive dos impostos sem prestação de serviços

Sul dollaro quali sono le tue previsioni di fine anno?

 

 

 

Otto ciao. Io credo che il report di Bradesco sul cambio USD a fine d'anno 2019 prodotto a Settembre 2019 sia molto vicino alla realtà: tra il 3,92 ed il 3,96. Euro tra il 4,39 e 4, 44. Buona serata.

Hai ragione tu sui Patronati. Ieri ho chiesto un'appuntamento per le 8 di mattina all'INAS.

Ho scritto:

Buongiorno, avevo e ho bisogno di venire da Lei Mercoledì mattina alle ore 8, per inviare una Pec all'INPS di Imperia, relativa al totale IRPEF che mi hanno restituito e trattenuta mensilmente da Febbraio 2019 .Sul totale che mi hanno rimborsato nel 2018, con il mese di Novembre, dai miei calcoli sono andato io a credito di 219 euro ca..Voglio chiedere spiegazioni all'INPS di Imperia

Ho già preparato lo scritto da inviare all'INPS. Io ho già scritto all'INPS il 2 Ottobre, ma finora non mi hanno risposto.

INAS mi ha risposto:

Sig. Ottorino,
cosa dovremmo fare noi? Perché se si tratta solo di mandare
una e-mail a suo nome me la invii che la giro all'Inps.
Att
Maria Rita
Infatti stamattina ho inviato all'INAS il seguente messaggio, ma sapevo che non ci avrebbero capito un'accidente
Buongiorno Maria Rita, Io ho scritto all’INPS chiedendo spiegazioni in merito all’IRPEF 2018 rimborsata in toto, e successivamente ripresa mensilmente, ma non mi hanno risposto. Se Lei Maria Rita manda una PEC a Imperia, sono obbligati a rispondere visto che voi Patronato siete un’ente ufficiale. La PEC la mandi a utti e tre gli uffici sotto descritti. assicuratopensionatogestioneprivata.imperia@inps.it  è il destinatario, gli altri 2 per conoscenza
Oggetto: Art.18 - Convenzione Italia/Brasile L.n.844 del 29/11/1980
Buongiorno, alle mie lamentele sull'IRPEF di Febbraio di quest'anno, L'inps mi ha risposto:
Gentile Sig. Cetti,
abbiamo interessato della problematica che Lei ci ha rappresentato la nostra Direzione Centrale la quale ci ha chiarito che con la ricostituzione per detassazione, nei casi di Canada e Brasile,  la procedura opera la completa detassazione della pensione nell' anno in corso ( nel suo caso 2018) . In seguito, con la consuntivazione della CU,  viene esentata solo la parte spettante ed  operato il conguaglio fiscale a debito (iniziato per Lei sulla rata di febbraio 2019: DEB. IRPEF RESIDENTI CDN E BR. 427,87 Euro).
Calcolato, infine, il conguaglio fiscale a debito viene poi ricalcolata la tassazione per l' anno in corso ( viene applicato un pre-conguaglio) sul consuntivo dell' anno precedente andando poi così a regime.
All’inizio di Ottobre ho risposto: ho visto Il cedolino della pensione che mi dovete pagare nel mese di Novembre 2019, e non mi quadrano più i conti. Ricapitolo con una premessa: L’IRPEF mensile del 2018 era di Euro 238,71 al mese. Da Gennaio 2019, con l’1,1% di rivalutazione relativa all’Inflazione, l’IRPEF mensile è passata a Euro 241,25 mensile.
Adesso vado a ricapitolare il tutto. Nel cedolino del mese di Dicembre 2018 voi dell’Inps mi avete restituito Euro 2625,81 (nel cedolino c’è scritto: rimborso IRPEF anno 2018) Questo valore deriva dal moltiplicare 238,71 euro di IRPEF mensili per 11 mesi, che fa appunto 2625,81, e inoltre non mi avete trattenuto in Dicembre, i 238,71 di IRPEF relativi al mese, oltre a Euro 490,48 della tredicesima. Pertanto mi avete restituito di IRPEF: Euro 2625,81 + 238,71 di Dicembre, + 490,48 della tredicesima per un totale di Euro 3355,00. A questi 3355 Euro vanno aggiunti 241,25 di IRPEF (euro 238,71 rivalutati dell’1,1%) di Gennaio 2019 che non mi avete trattenuto. Il totale di IRPEF che mi avete restituito, aumenta cosi a Euro 3596,25. A partire dal mese di  Febbraio 2019  mi avete sempre trattenuto Euro 427,87, per i mesi  di Febbraio, Marzo, Aprile e Maggio, e Euro 427,88 per i mesi di Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre e Novembre, contro i 241,25 che mi dovevate trattenere ( 427,88 – 241,25 fanno 186,63 euro mensili  trattenuti in più, che moltiplicati per 10 mesi fanno Euro 1866,30 ).
Adesso prendiamo il totale di Irpef che mi avete restituito di 3596,25 euro, sottraggo i 1866,30 euro che mi avete trattenuto in più fino a Novembre in 10 rate, e fanno 1729,95 Euro di Irpef che mancherebbero per pareggiare il tutto. Però  voi Inps sempre nel 2019, in 3 rate mi avete anche trattenuto: Marzo 1361,05, Aprile 601,61 e Maggio 62,48, per un totale di 2025,14 (ogni voce di questi 3 valori trattenuti, sul cedolino c’è scritto: Debito Irpef anno 2018). A questo punto sarei andato io a credito  (1866,30 da voi trattenuti + 2025,14 fa un totale di 3891,44 euro, A questo punto mi avete restituito 3596,25, ma me ne avete trattenuti  3891,44 euro, pertanto sono in credito di 295,19 euro. ma se mi sono sbagliato fatemi voi il conto  ( se ci sono errori nei conteggi, per me sono solo pochi centesimi) Io mi aspettavo che in Novembre non pagassi più i 427,88 euro, ma  241,25, Invece mi avete trattenuto ancora 427,88 euro, praticamente sono andato io in credito con l’INPS di Euro 295,19 E se a Dicembre continuate a trattenermi ancora 427,88 euro? Vorrei per favore una risposta urgente! Grazie
Se non dovesse capire qualcosa mi faccia sapere
Adesso prendiamo il totale di Irpef che mi avete restituito di 3596,25 euro, sottraggo i 1866,30 euro che mi avete trattenuto in più fino a Novembre in 10 rate, e fanno 1729,95 Euro di Irpef che mancherebbero per pareggiare il tutto. Però  voi Inps sempre nel 2019, in 3 rate mi avete anche trattenuto: Marzo 1361,05, Aprile 601,61 e Maggio 62,48, per un totale di 2025,14 (ogni voce di questi 3 valori trattenuti, sul cedolino c’è scritto: Debito Irpef anno 2018). A questo punto sarei andato io a credito  (1866,30 da voi trattenuti + 2025,14 fa un totale di 3891,44 euro, A questo punto mi avete restutuito 3596,25, ma me ne avete trattenuti  3891,44 euro, pertanto sono in credito di 295,19 euro. ma se mi sono sbagliato fatemi voi il conto  ( se ci sono errori nei conteggi, per me sono solo pochi centesimi) Io mi aspettavo che in Novembre non pagassi più i 427,88 euro, ma  241,25, Invece mi avete trattenuto ancora 427,88 euro, praticamente sono andato io in credito con l’INPS di Euro 295,19 E se a Dicembre continuate a trattenermi ancora 427,88 euro? Vorrei per favore una risposta urgente! Grazie
Se non dovesse capire qualcosa mi faccia sapere
L'Inas mi ha risposto:
Ottorino buongiorno.
Tre cose:
1. La posta Pec non garantisce assolutamente la risposta, ma solamente l'arrivo delle nostre
e-mail. Generalmente é usata in caso di consegna di documenti che sono considerati originali
ma che poi devono essere spediti anche per posta. Per la richiesta di informazioni non la usiamo
2. La posta Pec puó essere ricevuta solamente da un altra casella postale Pec per cui gli
indirizzi a cui vorrebbe indirizzare la sua richiesta non riceverebbero nulla.
3. Io non ho la conoscenza per poterla aiutare e lei sa bene che in Italia chi fa questo sono i Caf
che qua  non esistono. Oltre a tutto il suo e-mail é confuso e forse per questo l'Inps non le risponde.
Posso parlare di nuovo con Franco Patrignani ma fossi in lei aspetterei ancora un po´ per vedere se alla fine
dell'anno le fanno un conguaglio, visto che le hanno scritto:
...." Calcolato, infine, il conguaglio fiscale a debito viene poi ricalcolata la tassazione per l' anno in corso ( viene applicato un pre-conguaglio)
sul consuntivo dell' anno precedente andando poi così a regime."....
In tutti i casi vedo di parlare con Franco ma mi deve lasciare un po di tempo.
Saluti.
Maria Rita
Franco Patrignani è il responsabile di tutto il Brasile per l'INAS ed è a Vitoria
Intanto vado a rispondere all'INAS che non è confuso perche basterebbe fare il seguente conto: restituiti dall'INPS 3596,25 euro. ai quali vanno sottratti i 1866,30 euro trattenuti in più in 10 mesi, oltre ai 2025,14, trattenuti in Marzo, Aprile e Maggio. Ne esce un totale di 3891,44 - 3596,25 (totale IRPEF restituitami) fanno 295,19 a mio credito
Tra me e te, quando ci parliamo ci capiamo subito, con l'INAS è sempre difficile, con Patrignani no
Un'anno fa avevo detto a Maria Rita di avvisare i pensionati della Legge per le doppie imposizioni fiscali. Lei mi ha detto che li avvisava, ma non erano interessati! Pensa un po tu se uno non è interessato a ricevere dei soldi indietro Ciao

Otto, con i Patronati hai fatto la prova del 9. Sapessi che lotte sia in Italia che qui in Brasile senza mai ricavare nulla. Fanno solo i postini per noi e tutte le volte che noi ci andiamo (al patronato di qualsiasi sigla) loro sono felici perchè quando usciamo usano la nostra anagrafica e n° di pensione per fatturare all'Inps 49,00 Euro a consulta. Piu' ci andiamo piu' l'Inps aumenta i costi aumentando di conseguenza il debito pubblico. E' uno schifo. Ti auguro di riuscire nel tuo intento e comunque non andare MAI piu' in un Patronato e rivolgiti direttamente all' Inps di Imperia e di Roma, centrale pensioni estere: Salvatore Ponticelli, come ti avevo già indicato. Buon fin settimana.

Grazie, io adesso aspetto il 20 Novembre dove potrò vedere la rata della pensione con la tredicesima. Da li scoprirò come sta la mia situazione definitiva. Se tutto sarà a posto e di mio gradimento ok, In caso contrario  ho un amico che abita a Sanremo, dove abitavo io,e se mando le carte a lui e lui va all'ufficio che io gli indico di Imperia, può andare bene? Se si a che ufficio lo mando? 2 anni fa per certe grane che avevo sempre con l'INPS, ho mandato il padrino di mia figlia, che abitava sempre a Sanremo, ed era riuscito a sistemare la cosa, ma purtroppo è deceduto 1 anno fa.  La cosa importante sarebbe come dici tu, che da Gennaio ci inseriscano mensilmente, il valore relativo all'Art. 18 Grazie

Non c'è di che. Manda il tuo amico direttamente dal Direttore di Imperia e dotalo di opportuna delega e copia di un tuo documento e copia della tua pensione (il certificato che ti avevano inviato quando sei andato in pensione) oppure il n° della tua pensione. Sulla delega non ti dimenticare il tuo codice fiscale e la tua anagrafica Inps dove risulta la tua residenza Estero/Brasile. Anche io aspetto Gennaio 2020. Ciao

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