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rientro capitali

Buona serata Undo, fino ad ora abbiamo visto molte domande sul come trasferire i capitali in Brasile, che ne dici ora di un topic riguardante l'inverso? Cioè qualcuno che vuole rimpatriare (anche se non necessariamente in Italia, anche solo in altro paese europeo/area euro e extra-euro, dato che l'Inghilterra, beata lei, se ne è bella che uscita). In tutti i siti di finanze che ho aperto si parla di rientro di capitali come voluntary disclosure, in buona sostanza dell'evasore fiscale che sìè portato i capitali all'estero e poi pentito vuol fare il cittadino onesto. Niente, neanche l'ombra per quellli come noi a posto con il fisco che abbiamo trasferito da banca a banca senza lasciare alcuna pendenza nel nostro paese di origine. Sarà che i portali danno per scontato che se emigriamo siamo per forza tutti evasori? Bella gatta da pelare! Uno che vuole solo tornare a casa e allora deve riportarsi indietro i quattrini come fa (a meno che non gli riesca di lasciare investimenti in Brasile e prelevare a casa gli interessi, ma per questo c'è già il topic dell'utente Valeu)? Mettiamo che apre online un conto come Fineco (se in Italia, se altro paese sarà altro conto) per poterci trasferire i quattrini dal Brasile. Come deve fare, quali gli adempimenti fiscali, amministrativi e la causale che anche in questo caso non può essere sbagliata, se no saranno dolori con l'agenzia delle entrate locale? E quest'ultima si prende comunque e sempre il 20% (se italiana, se di altrove non lo so) sui legittimi e onesti averi soltanto a causa dello spostamento di capitali? Qua si che si parlerebbe di risparmi onesti e sudati aggrediti legalmente. E' vero che esiste l'opzione di portarsi i quattrini in viaggio facendo le dovute dichiarazioni doppie, ma qualora superassero una certa cifra (250mila reais, mi pare?) non so se comincia a diventare imprudente.

Mi sembra interessante come topic, sia per i lettori che per chiunque di noi che in un futuro vicino o lontano potremmo o rimpatriare o viaggiare altrove. Francamente a me non dispiacerebbe trascorrere la vecchiaia nell'Algarve portoghese...sempre che non mi trasferisca in Argentina o Paraguay...

Grazie in anticipo

Nina, è talmente ampio lo spettro sia delle possibilità di trasferimento che degli interessati che bisognerebbe restringerlo. 1° uscita definitiva dal Brasile ed entrata definitiva nell'altro Paese area Euro da definire bene quale Paese perchè anche ne stessa moneta le differenze discali sono molto differenti. 2° profilo dell'interessato e tempo di permanenza in Brasile e a quale titolo. 3° quanto si intende trasferire e in quale valuta. 4° quanto tempo si ha ha disposizione per il trasferimento. 5° origine dei quattrini. 5° quanto si è propensi a rischiare (doleiro) e a pagare (banche). Una volta chiarito, è possibile dare delle indicazioni vicine alla realtà. Concordo con te che per l'Italia i soldi che rientrano dall'estero sono considerati soldi usciti illegalmente e di default devono rientrare attraverso la "voluntary disclosure" e se non è così devi poterlo dimostrare. Infine, verso l'area Euro e Sterlina posso dare indicazioni, fuori dall'Euro e Sterlina alzo le mani. Quindi bisognerebbe creare una nomenclatura e classificazione dei casi oppure affrontare caso per caso. Salutoni. PS: hai sollevato un argomento interessante tenuto conto che tanti Italiani/Europei (e non solo) se ne vogliono andare dal Brasile.

Undo, per fuori area euro intendevo più che altro sterlina, appunto, dato che l'Inghilterra se ne è uscita.

Mi limiterei dunque a 4 paesi: Gran Bretagna, Portogallo, Spagna/Canarie e Italia (ti dispenso da Argentina e Paraguay, in questi paesi il problema forse non si porrebbe neanche, stando in area mercosul/mercosur e data la vicinanza geografica troverei ben più comodo lasciare i quattrini in Brasile).

Titolo di permanenza in Brasile: facciamo per matrimonio con persona brasiliana, dato che è il comune denominatore sia di tutti noi che della maggior parte dei visitanti.

Valuta in euro oppure sterlina, al di sopra dei 250mila reais.

Doleiro fuori discussione, non se ne parla nemmeno, qualunque commissione si prendano le banche non c'è paragone coi rischi che il doleiro comporta.

Tempo di permanenza è un punto che al momento non so chiarire, dato che nessuno di noi sa che cosa accadrà al momento di rinnovare l'RNE. Visto e considerato che non lo sa nemmeno la pf figuriamoci noi. Il problema è ANCHE quello. Se ci chiederanno certificati che non saremo in grado di produrre, l'unica ho paura sia il rimpatrio definitivo e ciascuno di noi ha avuto tempi diversi di permanenza in Brasile.

Origine dei quattrini: la stessissima italiana. Nel mio caso è dimostrabile facilmente, ho a tutt'ora i documenti italiani in mano. Sarebbero gli stessi quattrini della transferência de patrimônio, che grazie al cambio in reais al momento della transferência si erano quadruplicati e dunque avevo potuto comprarci casa e investire il restante. La banca brasiliana fornirebbe il dimostrativo dell'investimento e quanto alla casa ho in mano il certificato cartorario. Qualora venduta in caso di rimpatrio, avrei in mano l'atto di vendita.

Quanto al rientro dei quattrini, non si capisce bene come l'Italia debba per forza considerare illegale l'uscita: nessuna banca può effettuare bonifici illegalmente, mi pare ovvio. Ho ancora in mano anche il docuento di quella che era la mia banca italiana, che non avrebbe potuto azzardarsi a fare niente di illegale. Oppure sarà che oramai in Italia considerano "iscritto AIRE iscritto per sempre"? Sarà mica che dovremo, qualora ce ne fosse bisogno, essere costretti a rimpatriare per andare a vivere per strada, lasciando le nostre case e i nostri soldi? E diventando pure debitori con il fisco italiano per beni per noi inutilizzabili? Certo, a meno che non si riesca a usufruire in Italia di interessi di investimenti brasiliani, ma bisogna capire bene come fare, perchè se rientriamo per sempre, le banche brasiliane il conto corrente ce lo chiudono in automatico nel giro di 3 mesi senza che vedono movimenti. Nel caso di Valeu la moglie tornerebbe in Brasile 2 volte l'anno, dunque il problema non si porrebbe...fino a quando non troverà però lavoro (Valeu ha detto che la sua ragazza avrebbe cercato lavoro in Italia) perchè ferie cospicue 2 volte l'anno, in Italia non le vede neanche col binocolo...

A questo punto: quanto è prudente un rientro capitali con la doppia dichiarazione portandoseli tutti in viaggio (con tutti i rischi e pericoli che ne conseguono al portarsi cifre al di sopra delle 250mila reais)? L'Italia non considererebbe questo rientro ancor più illegale che quello fatto con un bonifico e magari non deciderebbe di sequestrare tutti i quattrini una volta messo piede in aeroporto?

Scusa la lungaggine Undo, ma visto che anche tu confermi che l'argomento interessa a parecchi e dunque materia calda, specie a seguito della nuova legge migratoria, meglio le lungaggini oggi alle lacrime domani quando ci sequestreranno risparmi sudati onestamente per disconoscenza di norme tibutarie internazionali...e per voi che siete già pensionati potrebbe essere perfino peggio che per quelli della mia età, per il fatto di dovere ricominciare da zero...

 

Nina, per questo argomento delicato io mi metto a disposizione "one to one" su questo forum. A domanda precisa, sintetica e perimetrata io sicuramente risponderò. E' troppo complesso generalizzare.  Penso che tu comprenda che ognuno ha le sue particolarità.

senz'altro. mi limito allora a una sola domanda facile e veloce (almeno suppongo essere facile a veloce): fino a che cifra si può dichiarare nei 2 aeroporti senza passare guai?

Uscire dall'Italia: in contanti non c'è un limite massimo. La dogana indica in 750.000 Euro il massimale consigliato e chiede una valigia a mano dedicata.

Uscire dal Brasile: in contanti in Reais 1.500.000,00 ma poi non te li cambia nessuno, in USD 250.000 e in Euro altrettanto e in Sterlina era identico agli Euro ma ora con la Brexit è aumentata a 400.000 Sterline.

ok, grazie! buon per la sterlina, opzione migliore: vale più dell'euro, è cambiabile e fa meno volume in banconote

tieni conto che piu' sali di cifra piu' devi dimostrare l'origine dei quattrini e, nel caso di uscita dal Brasile, devi avere con te anche la dichiarazione della Receita Federal che dichiara che nulla devi. questo sopra i 250.000 Reais e corrispondente valuta estera.

In Italia l'entrata di oltre 40.000 Euro devi dimostrare l'origine dei soldi anche con una semplice autodichiarazione fatta sul posto ma se superi i 250.000 Euro devi dimostrare l'origine dei soldi.

Infine in Italia se entri con piu' di 40.000 Euro vieni automaticamente segnalato alla Banca d'Italia.......che poi non fa nulla perchè ha l'interesse che entrino soldi freschi.

Quindi non sono solo le dichiarazioni di accompagnamento da avere e il documento di dove hai preso i soldi ma anche queste sopra se superi certi limiti.

scusa Undo, ho visto in ritardo stratosferico, ma la pratica scolastica e i prossimi AV devono avere la precedenza.

quando dicevo dei documenti italiani, nel mio caso intendevo proprio l'origine dei soldi primaria, cioè come guadagnati. quelli ce li ho ancora e continuerò ovviamente a tenermeli. sono praticamente gli stessi brasiliani, non cambiano. cambierebbe solo una eventuale vendita della casa, il cui atto mi terrei. e suppongo che questo, così come la dichiarazione della Receita, andranno senz'altro tradotti con traduzione giurata (la banca d'italia e l'agenzia delle entrate non ne vorranno sapere di leggerli in portoghese, ovvio...a meno che non me ne vada a vivere in Portogallo...)

...in ogni caso non avrò mai da trasportare cifre come quelle...250mila euro è ora più di un milione di reais, che non credo vedrò mai nell'arco di una vita...solo se vincessi una megasena (che però non gioco nè mi azzarderei a farlo...)

ma è buono a sapersi per chiunque abbia proprio bisogno di trasportare quelle cifre...grazie 1000 per gli ottimi suggerimenti

ti auguro di averne 10 di milioni di Reais meritati e a medio tempo ..... !! per averli a breve c'è solo 1 modo ma tu, per tua fortuna, non mi sembri il tipo da tunnel sotto le Banche. Si vive meglio.

ha ha ha! con questi tagli continui del copom, inflazione che galoppa a mille e reajustes annuali, nè a medio nè a lungo, ma non dieci, nemmeno mezzo. avrei voluto magari vendere la nuda proprietà della casa per investire qualcosa in più, ma non sto riuscendo a trovare nulla a riguardo sul da farsi qui. le mie ricerche hanno portato a un nulla di fatto e a dispetto delle mie conoscenze informatiche di medio livello.

tra l'altro è risaputo e strombazzato ai 4 venti che i professori in Brasile guadagnano una miseria e i più per sopravvivere devono lavorare in 3 scuole. non ci viene garantito nemmeno il plano de saùde, o meglio, quello apposito per noi non prevede eventuali emergenze e ricoveri, che vanno o pagati al di fuori o ci si affida al pubblico. una collega che è stata male è finita in un UPA, dove il medico le ha prescritto pesanti antibiotici senza nemmeno visitarla e senza scomodarsi a riporre il cellulare. va bene che noi rispetto ai brasiliani riguardo all'uso della tecnologia siamo all'età della pietra, ma il medico che non si scomoda nemmeno a visitare i pazienti per timore di abbandonare il telefono mi sembra grossa.

comunque, da buona realista cruda quale sono, al momento di fatto sto cercando di raccogliere più info possibili per riuscire a scegliere la pòs giusta, perchè allo stato degli atti il minimo errore mi costerebbe caro sia in termini monetari che della carriera. purtroppo i cambiamenti stanno correndo veloci e quello che chiamano formazione continua è un dato di fatto tanto quanto in Europa. dicono che la laurea oggi è il nuovo ensino médio. dunque perfino conservare un lavoro a distanza di tempo diventa difficile, senza aggiornarsi e acquisire nuove capacità, ma le informazioni qui si riesce a ottenerle a malapena di meia boca.

effettivamente che conta oggigiorno è avere un "mestiere". l'arte del sapere da trasferire oggi conta poco o nulla. il transfer of knoledge è roba di altri tempi. con la nuova tecnologia sono diventati tutti "imparati". cmq....in bocca al lupo.

ricorderai molto meglio di me di quando in Italia per fare il postino (prendo un impiego a caso) era più che sufficiente la terza media e adesso non bastano neanche 10 master in business administration. rende l'idea...

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