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Società italiana coinvolta nella nuova fase dell’operazione Lava Jato

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Techint sospettata di coinvolgimento nella corruzione a dirigenti Petrobras

La società italo-argentina Techint è  stata coinvolta nelle indagini dell’operazione Lava Jato (67° fase) lanciata mercoledì mattina dalla polizia federale e che indaga sulla corruzione e sui reati di riciclaggio di denaro.

La polizia federale ha emesso 23 mandati di perquisizione e sequestro a San Paolo, Rio de Janeiro e nello stato del Paraná. Il Tribunale Federale ha inoltre bloccato R$ 1,7 miliardi.

Il sospetto è che Techint abbia pagato 60 milioni di dollari in tangenti ai dirigenti di Petrobras.

Tra gli indagati vi sono ex dipendenti statali, intermediari del gruppo italo-argentino e rappresentanti di due società di consulenza.

La nuova fase dell’operazione Lava Jato è stata denominata “Tango & Cash“, un nome che, secondo la polizia federale “si riferisce al pagamento delle tasse e al fatto che la società coinvolta nell’inchiesta appartiene a un gruppo italo-argentino”

“Al fine di dare apparenza di legalità al pagamento delle commissioni, il gruppo di affari ha indagato sugli importi trasferiti tramite società offshore a ex direttori ed ex dirigenti di Petrobras, attraverso la firma di contratti di consulenza creati ad hoc“, afferma la polizia federale.

Techint è stata fondata a Milano nel 1945 e opera nel settore siderurgico, minerario, ingegneristico e delle costruzioni. La sua traiettoria è sempre stata strettamente legata all’America Latina, in particolare all’Argentina, dove l’azienda ha una sede logistica.

Chi è chi?

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Avevo deciso di scrivere un bell’articolo colto su Machado de Assis e di rifugiarmi nel mondo della letteratura che tante volte mi ha salvato. Sarebbe stato utile sì, anche perché ho appena finito di leggere l’ultimo libro scritto e pubblicato da Machado, nel 1908, l’anno della sua morte. Si tratta di “Memorial de Aires” ed è scritto con quella leggerezza e quella sottile ironia che io adoro e che vorrei tanto imparare ad usare nei miei testi.

Ma poi ho cambiato idea.

Avevo deciso di parlare dei personaggi femminili fatali in Machado, volevo parlare di queste bellissime donne (su tutte, Capitu, la moglie di Bentinho, amante, forse, del suo miglior amico,  nel libro “Dom Casmurro”, la donna traditrice eppure affettuosa che dà un figlio al protagonista, al narratore, un figlio che probabilmente non è il suo), volevo dire come nell’ultimo libro di Machado, incentrato sul tema della vecchiaia, la donna fatale cambi, non sia più così fatale ma il risultato della sua bellezza è lo stesso; soltanto che a soffrire adesso non è il marito, ma la coppia di anziani che la ama come una vera figlia e che deve separarsi da lei (Fidélia è il nome della dama) e dal suo compagno Tristão appena sposato dopo anni di vedovanza, perché i due partiranno, andranno a vivere in Portogallo. Noi lettori capiamo quanto è grande il dolore dei due coniugi, dei due vecchi, a causa della separazione dai giovani, solo nell’ultima riga e questo stratagemma di dire tutto senza dirlo chiaramente, direttamente, rivelando poi, sciogliendo il bandolo della matassa solo nel finale è geniale: il libro è un susseguirsi di frivolezze, di incontri borghesi in ambienti un po’ noiosi e solo per mezzo delle ultime parole Machado de Assis ci restituisce la dura realtà e il reale significato del suo romanzo: una riflessione sulla morte (che noi facciamo a posteriori – l’Autore ci obbliga a riflettere sulla morte quando il libro ormai l’abbiamo chiuso, e non durante la lettura).

Atteggiamento, quello di Machado, tipico di un carioca: non si dice la verità di getto, all’italiana, non la si spiattella in faccia al lettore ma gliela si fa capire poco a poco, lo si lavora ai fianchi illudendolo lungamente facendogli credere che si sarebbe andati a parare da un’altra parte.

Volevo dirvi tutto questo ma, leggendo i commenti vari ai post precedenti, ho cambiato idea.

Infatti mi è venuto in mente di invitarvi a rileggere alcuni commenti del nostro amico Saulo, non a causa della sua aggressività ma perché alcuni dettagli ortografici (“trouxe” scritto “trousse”, “barraco” scritto “baracco”, “licenciar” usato al posto di “demitir”, i suoi riferimenti a elementi tipicamente italiani come il corso CEPU, Berlinguer, l’uso sbagliato degli accenti – usa quelli gravi al posto del Til e si capisce che la tastiera da cui scrive è programmata in italiano) mi hanno fatto pensare che sia italianissimo e non brasiliano (come invece si proclama).

Non avendo però la certezza delle mie affermazioni ma solo il sospetto che quella che usa sia una maschera (comunque se è italiano, in portoghese scrive bene, anzi molto bene) ho rinunciato anche a questo intento.

E allora… questo è un non-post.

L’ho scritto per non dirvi niente.

E augurarvi la buonanotte.

Enel annuncia il 1° distretto digitale di San Paolo

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Con un investimento di 125 milioni di R$ il progetto trasformerà Vila Olímpia

Il governatore di San Paolo João Doria e Enel Distribuição San Paolo hanno annunciato il lancio di Urban Futurability un progetto per trasformare digitalmente la rete elettrica del quartiere di Vila Olímpia nella capitale attraverso nuove tecnologie e intelligenza artificiale.

L’iniziativa è stata presentata mercoledì 9 ottobre al Palazzo Bandeirantes, durante una cerimonia alla presenza del presidente globale di Enel, Francesco Starace.

Complessivamente, nei prossimi tre anni verranno investiti circa 125 milioni di R$ nel progetto attingendo ai fondi del programma di ricerca e sviluppo (Agenzia nazionale per l’energia e l’energia – Aneel).

Il progetto prevede l’installazione di 4.900 sensori per la raccolta remota dei dati di rete in tempo reale.

In un video sull’account ufficiale di Doria, il segretario per le infrastrutture e l’ambiente, Marcos Penido, ha spiegato che questo “è il più grande progetto tecnologico implementato in Brasile e consentirà l’intelligence nella rete in modo che non vi siano spostamenti di squadre per affrontare eventuali problemi e di interruzioni di corrente. Tutto questo sarà fatto da remoto.”

Secondo Nicola Cotugno, Country Manager di Enel in Brasile, “l’infrastruttura elettrica di Vila Olímpia diventerà una piattaforma digitale, intelligente e sostenibile che consentirà nuove applicazioni e un uso efficiente dell’energia. Con la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, renderemo la rete pronta per collegare i veicoli elettrici e la generazione distribuita, contribuendo alla crescita sostenibile della città”.

Come riportato da Rosario Zaccaria, capo dell’area Infrastrutture e reti di Enel Distribuição São Paulo, una mappa digitale permetterà la condivisione delle informazioni su apparecchiature di telecomunicazione, illuminazione stradale, semafori ecc.

In un secondo momento, il progetto prevede anche l’incorporazione di soluzioni di mobilità elettrica, arredi urbani collegati alla rete e illuminazione intelligente.

“Siamo molto contenti di questo momento in cui possiamo riconfermare la grande emozione e l’impegno. Dobbiamo continuare a migliorare tutti i servizi e la tecnologia in questa grande città che è San Paolo e per l’intero stato”, ha detto Starace, in un video pubblicato su Twitter.

Attualmente, la regione ha 15,53 km di cavi sotterranei. Con l’iniziativa, Enel seppellirà altri 4,86 ​​km in un totale di 26 strade.

“Enel investirà nella creazione del primo distretto digitale di San Paolo, Vila Olímpia, che presto non avrà più tralicci e fili e sarà un riferimento per l’espansione e la trasformazione digitale del nostro stato”, ha affermato Doria.

Economia