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Prostituzione

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Foto di Lorenzo Moscia

Sono una vecchia, vengo dalle stelle, dalla luna, da una città misteriosa chiamata Atlantide, gli squali mi sono sempre piaciuti da bambino, sono un signore di mezza età, adoro le reti per pescare pesci piccoli coi quali giocare a guardie e ladri, sono una ladra di diciotto anni, pericolosissima, sono Penelope che mentre Ulisse scopre il mondo si fa crescere i capelli, ho capelli lunghissimi, mi arrivano fino alle caviglie, non cammino da tre mesi, da quando ho pensato che non ne valeva la pena, sono un detenuto, vivo in un carcere di fiori e alberi, cerri di Cerreto, sono di Cerreto, sono di Nuova Feltria, sono strana, se mi vuoi mi trovi ad ogni angolo di via, nascosta tra i semafori, esco di notte dai tombini e insozzo questa stupida città con le mie parole.
Non credermi mai perché io ti dirò solo la verità. E la verità fa male, fa sempre male, ma libera dal male, come diceva il Crocifisso, mio punto di ristoro tra una corsa e l’altra, sono attiva specialmente durante i week end, mi trasformo in un poliziotto, in un militare, in una buccia di banana, in una carrozza trainata da parole e parole e parole che raccontano lo sporco di questa città.
Sono una lingua, pochi denti divisi dal nero delle gengive, se vuoi denti bianchi per migliorare il tuo sorriso (viene bene nelle foto un bel sorriso) comprami una macchina nuova o un cellulare o un computer che sappia dividere il grano maturo dalle graminacee. Vivo ai margini di un bosco. Non ci sono mai entrata, nel bosco. La nonna mi ha detto che era meglio passare da un’ altra parte, la via più sicura era la più corta, sono Cappuccetto Rosso e mi sono innamorata di un Lupo che mi vuole mangiare.
Gli Appennini e le strade di questa città sono infestate dai gatti e dai cani, ma solo i topi ci avvicinano alla civiltà quando tosati a modo e al guinzaglio di padrone dalle curve sempre più perfette.

La figlia di Almir

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Ciao a tutti, vi presento il primo capitolo di un testo, di un romanzo breve scritto più di dieci anni fa e mai pubblicato. Spero possa interessarvi.

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Devo partire da lontano, da un uomo dalle braccia forti, dalle gambe solide, naso grosso e tondo, negro, padre di quattro figlie. Sta tornando dal lavoro nella foresta e nei campi, ha raccolto le fascine di grano, è il bracciante agricolo di un proprietario terriero, per terminare la giornata gli mancano da pulire i recipienti nei quali custodisce la farina, deve poi lucidare il pavimento, le tavole, la farina si infiltra dappertutto come il vento. La moglie, la bella Jasmine, sta preparando una valigia. Cosa fai mamma, chiede la figlia primogenita, un esserino attento e mulatto, Preparo i bagagli non vedi, io e papà andiamo a fare un viaggio, E perché i vestiti di papà non ci sono, Sì che ci sono guarda, dice mostrando alla figlia Maria Bethânia le due camicie bianche del marito che ha messo a bella mostra sopra i suoi indumenti, tutti ordinati e prelevati dagli armadi di casa in legno, hai visto, ci sono anche i vestiti di papà. Mamma senti, riprende il filo da lungo tempo seguito Maria Bethânia, ci sono domande che le sono piovute nella testa mesi fa dopo la nascita dell’ultima sorellina, Judite, ora di sei mesi, mamma, perché il signor Thiago ha detto che papà è cornuto. Sei sicura che ha detto così, risponde pronta la donna dalla pelle chiara, i lunghi capelli lanosi fino a metà schiena, Io l’ho sentita dire così, Non devi aver capito bene e adesso va e porta a papà questo coltello, che gli serve per pulire il magazzino. La piccola Maria Bethânia è titubante, non vuole allontanarsi dalla mamma, forse sente che sta accadendo qualche cosa di grande, di imponderabile, che avrà per epicentro sua madre e di riflesso lei. Ma ai genitori si deve ubbidire e allora prende il coltello per portarlo al papà, a metà cammino si volta e osserva la lunga chioma spumosa della bella Jasmine e gli occhi neri profondissimi, sempre appassionati. Sarà l’immagine che di lei le rimarrà fissa nella memoria, conficcata come un paletto alla catena. L’ultima istantanea di una donna sciagurata che non è stata mamma, e che in un giorno soleggiato ha abbandonato il marito e le quattro figlie, l’ultimogenita di sei mesi. Jasmine infatti in quel lontano pomeriggio di ventitré anni fa scappò con il suo amante, anche lui lasciò moglie e figli, la moglie incinta. Dei loro percorsi poco si sa, sappiamo che vissero in un comune poco distante dal municipio di Una, dove entrambi risiedevano. Sappiamo che si avventurarono nel Minas Gerais, a sud, sappiamo che il loro amore finì, Jasmine prese parecchie botte e partorì un altro figlio, il primo maschietto, frequentò nuovi uomini, la quinta creatura però non la abbandonò, se la portò dietro invece. Sappiamo che Jasmine passò davanti alla casa di Conceição, dove Maria Bethânia fu data in affidamento, e più di una volta vide la figlia seduta sull’uscio intenta ad osservare gli autobus, ma non scese dal pullman.

Ritorno a Natal : Genipabu

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Sarà che mi sono disabituato al caldo o che quest’anno sta facendo un eccezionale  caldo umido appiccicaticcio , fatto sta che sto realmente soffrendo il caldo , probabilmente è ora di andare alla praia di Genipabu .

Poichè sto ristrutturando il mio appartamento in città ho affittato uno di questi moderni mini appartement a Ponta Negra . A vederlo ha tutti i confort : sala con cucina arredata , due suite ognuna con aria condizionata , piccola veranda  il tutto nuovissimo con  i servizi funzionanti .

Il problema per me che sono alto 1.87 e peso oltre 100 Kg è lo spazio . Appena mi muovo urto da qualche parte .Tutto lo spazio è infatti occupato da mobili progettati su misura e quindi sono costretto a muovermi lentamente  cercando di non sbattere . Ovviamente i disagi maggiori si hanno in bagno ed impiego il doppio del tempo per fare qualsiasi cosa . Inoltre la sala non ha in condizionatore e poiché questi appartamenti non prevedono una circolazione naturale di aria si soffoca . Naturalmente ho subito acquistato due ventilatori per sopperire al problema .

Nel mio appartamento al centro il vento è padrone della casa e non ho mai avuto bisogno di condizionatori per tutti gli anni che vi ho abitato . Comunque ho la netta impressione che quest’anno sia più caldo del solito . Siamo nel pieno dell’estate nordestina e si sente .

Il turismo è a livelli che non vedevo da anni . Una quantità indescrivibile di persone affolla locali , esposizioni , ristoranti , strade e negozi . Sabato  ho dovuto rinunciare per la prima volta a visitare l’esposizione di artigianato FIART che si tiene tutti gli anni al Centro di Esposizione di Natal recentemente ristrutturato . Una fila interminabile di auto mi ha fatto desistere dalla decisione

Per fortuna il giorno dopo sono andato alla spiaggia di Genipabu sul litorale nord di Natal ed ho avuto la sorpresa di trovare terminata un’opera iniziata un paio di anni fa : la strada di collegamento dal ponte Navarro con il litorale . Una strada nuova a quattro corsie in ottimo stato che mi ha fatto dimenticare la strada disastrata e spesso soggetta ad allagamenti che ero costretto a percorrere per raggiungere la splendida praia di Genipabu .  Purtroppo lo stabilimento dove ero solito fermarmi , proprio a ridosso della duna non esisteva più ! La duna , che è mobile , aveva ricoperto l’edificio di cui restavano poche vestigia emergendo dalla sabbia bianca . Poco male . Ci siamo sistemati un poco più in la e dopo un’oretta è arrivata la più sperata delle venditrici ambulanti : quella delle aragoste . Di dimensioni medie , già bollite , tre al prezzo di 20 reais sono subito finite in pancia !

E’ interessante sapere che la signora non solo le vende ma le pesca personalmente e non è l’unica . Una passeggiata sulle dune è le aragoste erano belle che andate .

Purtroppo ho trovato il mitico Bar 21 sul promontorio roccioso della spiaggia in uno stato deplorevole . Nonostante sia considerato il cartao postal di Genipabu non è curato adeguatamente .

Anni fa era gestito da un italiano e si potevano gustare degli ottimi  spaghetti ai frutti di mare nella suggestiva cornice creata dalla marea alta che circondava  buona parte della piattaforma su cui sorge la struttura . Il luogo è ancora suggestivo è spero sempre che qualcuno abbia il coraggio di riprendere seriamente la gestione del ristorante .

Di nuovo a Natal

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Da 15 giorni sono rientrato a  Natal dopo  alcuni mesi trascorsi nel Bel Paese .

Vivendo a cavallo di due mondi non è possibile lasciare per troppo tempo sospeso un mondo a favore dell’altro .Nonostante siamo nell’era di internet , non tutto è gestibile attraverso questo mezzo formidabile . Il motivo è che , soprattutto in Italia , molti Comuni non sono attrezzati o non esistono proprio le procedure per visualizzare lo stato di in processo e/o eseguire pagamenti .

Ad esempio , al mio rientro in Italia ho scoperto che il Comune mi aveva inviato diverse notifiche di IMU che giacevano nella mia cassetta della posta . A differenza della IPTU in Brasile , dove mi basta accedere ad un sito , digitare due codici ed accedere alla situazione aggiornata del mio eventuale debito immobiliare  verso il municipio  , nulla del genere esiste  nel Comune italiano dove vivo . Pertanto si diventa facilmente insolventi ed automaticamente assoggettati a multa ed interessi bancari .

Per chiudere questo aneddoto , le due notifiche erano entrambe errate in quanto l’appartamento cui si riferivano era all’epoca la mia residenza principale che è notoriamente esentata dal pagamento . Il bello è che mi è bastato spiegarlo e l’impiegato dopo aver  verificato con il suo terminale che ciò corrispondeva al vero , ha annullato le due notifiche . Ora io dico : ma se sul tuo  terminale sta scritto  che risiedo in quella abitazione perchè mi inviate la notifica ?

Inutile aggiungere che per chiarire la questione ho dovuto fare la fila in un corridoio  senza nemmeno una sedia per sedersi osservando , oltre alle bianche pareti , le facce angustiate degli altri notificati !

Ieri sono andato alla Segreteria di Tributazione ( Ufficio delle tasse municipali ) per comunicare il cambio di titolarità di un immobile . La domanda con la documentazione si presenta all’ufficio protocollo . Si prende un numero , si aspetta seduti . Se hai sete , ed io avevo sete con il caldo che fa a Natal , c’è a disposizione del pubblico sia acqua a temperatura normale che fredda . Arriva il tuo turno e presenti i documenti . L’impiegato li digitalizza all’istante  , ti restituisce gli originali , ti consegna una ricevuta contenente il numero di protocollo attestante la richiesta effettuata , il sito internet dove accedere per seguire il processo , il telefono cui chiamare per chiarimenti .

Dove il Bel Paese vince alla grande è sul cibo . Poiché non sono un esperto e non conosco le tradizioni culinarie di tutti gli stati brasiliani , mi riferisco ai prodotti di base che si trovano dei supermercati .Quello che mi dispiace di più è notare come la frutta fresca sia di qualità veramente infima . Bell’aspetto associato a sapore zero .

Il Rio Grande do Norte è lo stato del Brasile  maggior produttore di meloni . Ora , a parte i cocomeri , il resto dei meloni sono quasi immangiabili . Non è stato sempre così . Ma da alcuni anni pomodori , meloni ed altri prodotti freschi sono diventate belle fotografie di prodotti naturali .

Speriamo che con Bolsonaro le cose cambino 🙂

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