Home Blog Pagina 3

Lutto per la cultura : brucia il museo Nazionale di Rio de Janeiro

7

Il più antico museo del Brasile con 200 anni di storia e 20 milioni di reperti conservati è bruciato domenica notte per cause ancora sconosciute .

Manufatti dell’antico Egitto e della civiltà greco – romana sono andati in fumo assieme a tanti reperti di paleontologia tra cui il famoso cranio di Luzia , una donna di circa 25 anni vissuta 12 000 anni fa in Brasile : il più antico fossile umano esistente .

La cultura che va letteralmente in fumo sembra un terribile presagio per questo martoriato Brasile alla vigilia delle elezioni presidenziali .

Temer aumenta del 16% il salario dei giudici federali

11

Temer concorda un aumento di stipendio per magistratura e funzionari del 16,38%

Il presidente Michel Temer e la Corte suprema federale (STF) hanno raggiunto un accordo mercoledì scorso per consentire l’adeguamento salariale dei giudici federali e dei funzionari del paese.

Complessivamente l’accordo impedirà al governo di risparmiare almeno 8 miliardi di reais nel suo budget per il 2019. Secondo la misura i giudici aumenteranno i propri introiti del 16,38%: da 33,7 mila a 39,2 mila R$. L’aumento concordato impatterà anche sullo stipendio dei ministri con una crescita di oltre 250 milioni nelle spese di gestione dei conti pubblici.

Al fine di attenuare un maggiore impatto economico il futuro presidente della STF Dias Toffoli e l’attuale Luiz Fux si sono impegnati a rinunciare alla quota extra relativa agli “aiuti per l’alloggio” che si aggira intorno a R$ 4.700 al mese.

In un paese dove la corruzione è paragonabile alla situazione nostrana il governo uscente distribuisce favori a destra e manca non sia mai che vengano ricambiati.

Il TSE respinge la candidatura di Lula alla presidenza del Brasile

71

I ministri del Tribunale Supremo Elettorale ( TSE)  hanno deciso per 6 contro 1 , nella mattinata di oggi , di respingere la candidatura dell’ex presidente Luis Inacio Lula da Silva alla Presidenza della Repubblica.

Il PT avrà dieci giorni  per sostituire il candidato .

Non è ancora chiaro se il PT farà ricorso al TSE o al Supremo Tribunale Federale ( STF) . Sembra però molto probabile , a questo punto , che il vice Fernando Haddad lo sostituirà nella candidatura . Questo , per quanto detto in un precedente post , consegna la Presidenza del Brasile al candidato del PSL : Jair Bolsonaro  che , in un discorso tenuto ieri a Porto Velho propone la sua soluzione alla parità tra uomini e donne  ‘O que torna mulher tão forte quanto homem é arma na cintura dela’. 

E se non bastasse aggiunge che se vincerà la disputa presidenziale :  vai condecorar as policiais do sexo feminino que matarem criminoso.

Buona fortuna al popolo brasiliano !

Il turista più pazzo

10

Cominciamo questa serie di post con la storia di un italiano, Fabio, che non ho conosciuto personalmente, ci siamo parlati solo attraverso il computer. La sua è stata una forma di avventura e di approccio alla favela che mi ha impressionato, forse perché prima di ascoltarlo credevo di essere anch’io un pazzo alla ricerca di emozioni forti.

Fabio è arrivato a Rio con la voglia di conoscere la favela e il narcotraffico, e si è diretto prima a Vidigal poi amici di amici gli hanno consigliato di  visitare la Rocinha.

L’entrata della Rocinha è segnata da una lunga strada, in salita, piena di negozi e moto taxi, chiamata via Apia. La via Apia non è un posto pericoloso, vi circolano persone a tutte le ore del giorno e della notte, i rivenditori di spiedini di carne rossa e di pollo gridano i loro slogan mentre i bambini lanciano gli skate tra la gente, le moto, le macchine. Più a destra, verso il tunnel, tra case e viuzze c’è uno spiazzale chiamato Largo do Boiadeiro dove ho abitato io, nel 2006, per un anno. Tutte le domeniche mattina nel largo do Boaideiro è allestita una fiera, un mercato di prodotti del nord est del Paese, tipo carne secca, salsicce, spezie, frutta secca e tutte le domeniche del 2006 venivo svegliato da un cantastorie che raccontava di tradimenti, sparatorie, delusioni con frasi ironiche e cantilenanti. Non lo sopportavo. Chissà se c’è ancora.

Un po’ più dentro, verso la salita della collina che sovrasta São Conrado e il tunnel Zuzu Angel, c’è un fiumiciattolo, quasi una fogna a cielo aperto, chiamato Valão. Vicino al Valão ci sono rivenditori di spiedini e di pesce e ristoranti self service economici in cui si mangia bene (i ristoranti della favela, in rapporto a qualità e prezzo, per me sono i migliori della Zona Sud) e c’è una Boca de Fumo, cioè un punto di spaccio. Fino a poco tempo fa passando per il Valão si vedevano i narcos, per la maggior parte ragazzini armati radunati in un angolo con delle buste di plastica appallottolate tra le mani, nelle tasche. Ora, con la presenza costante di esercito e polizia, non so se i rivenditori sostino lì (tra i giri che farò in favela devo decidere se al Valão ci passerò oppure no – l’ultima volta che ci sono stato, sono stato seguito da un ragazzino che mi ha puntato il fucile addosso e mi ha chiesto se ero un poliziotto; io prima gli ho parlato in italiano e poi ho risposto secondo te cosa ci farebbe un poliziotto italiano in favela?).

Ecco, Fabio il turista una sera dell’anno scorso, nel mese di agosto, al Valão ci è arrivato ubriaco. Si è fatto coraggio passandosi la mano nella scura criniera, ed è andato a piazzarsi vicino ai narcos che vendevano cocaina e marijuana con i kalashnikov a tracolla e le pistole in tasca. Ha offerto da bere a tutti. Quelli lo hanno preso in simpatia, una di loro, una boss della zona, gli ha chiesto cinquanta reais e lui glieli ha dati senza fiatare, convinto che cinquanta reais fosse il giusto prezzo per scambiare due battute con gente così speciale. Lei gli ha detto: “Si vede che sei una persona sincera” e lui le ha risposto: “Anche tu mi pari una persona sincera”. Sono diventati amici. Fabio è diventato amico anche del fidanzato di lei.

La coppia ha trovato un posto all’italiano che si è sistemato in Rocinha pagando un affitto modico. La sua vacanza è trascorsa tra bagni al mare, escursioni per la città e serate con i narcotrafficanti a mangiare pesce fritto e bere birra, giocherellando con i loro fucili, fumando qualche canna ascoltando le loro storie. L’italiano è stato testimone delle loro vite ai margini in famiglie inesistenti, violente. E lui ha trovato questi uomini e queste donne rispettati, temuti  e odiati da molti, li ha trovati pieni di umanità.

Il punto di svolta, il momento nel quale il turista quarantenne ha sentito che a questo manipolo di narcotrafficanti ci si stava affezionando è stato quando Fabio ha subito un furto. Convinto da un vicino di casa a recarsi con lui a Vila Mimosa, decadente postribolo in zona Maracanã, l’italiano è stato condotto in una stanza nella quale la donna con cui avrebbe dovuto passare qualche minuto di piacere gli ha detto se non mi dai cellulare, soldi e carta di credito, i due amici che ti stanno aspettando fuori ti ammazzano come un cane.

Bene, il giorno dopo in favela i narcos sono stati informati dell’accaduto. Hanno rintracciato le persone che avevano sottratto portafoglio e cellulare all’italiano e le hanno condotte al cospetto di Fabio. Gli hanno obbligati a inginocchiarsi, gli hanno puntato i fucili alle tempie e quelli hanno chiesto scusa e restituito tutto. Poi uno dei capetti della zona ha inviato un messaggio whatsapp al turista: “L’italiano è puro. Chi tocca Fabio lo ammazziamo, gli tagliamo la testa, lo facciamo a pezzi” (Lui il messaggio me lo ha mandato via e mail, io lo ho ascoltato e l’ho subito cancellato col timore che, se qualche narcos o poliziotto avesse scoperto quella registrazione nel mio computer, avrebbe pensato che io sono Fabio).

I giorni in favela sono trascorsi più sereni, il turista col suo lasciapassare registrato nel cellulare si aggirava per i vicoli senza timore, e di sera trascorreva piacevolissime ore a chiacchierare, a bere e fumare mentre quelli vendevano le loro droghe. Fabio mi ha rivelato: “Non ho mai conosciuto gente che ha un concetto così alto dell’amicizia come i narcotrafficanti della Rocinha”. Insomma lui in favela si è trovato bene, si è sentito accettato, accolto, valorizzato e ha provato le sensazioni che voleva provare, l’ebbrezza dell’illegalità, del limite superato, dell’eccentricità, della stranezza, giorno dopo giorno vissuto come fosse l’ultimo perché imminenti erano gli scontri e lui, il turista, aveva familiarizzato con una fazione che a breve sarebbe stata invasa e forse soppiantata da un’altra fazione. Era il 17 settembre 2017. Il sabato prima dell’invasione gli amici lo hanno avvisato: “Fabio, è meglio che te ne vai perché domani comincia la guerra”. Lui ha deciso di restare. Ed ha combattuto fianco a fianco con il gruppo del Valão, affrontando gli invasori (Ve le ricordate le immagini in televisione di un manipolo di narcos in bermuda che spara e poi si nasconde dentro un bar, sulle rive di un fiumiciattolo? Era il gruppo di Fabio!).

Molti morti in tutta la favela, intervento dell’esercito che ha cacciato in lungo e in largo Rogerio 157, il capo della Rocinha passato da Amigos dos Amigos a Comando Vermelho.

Il turista si è riparato dalle pallottole sotto i tavoli dei bar, si è nascosto nelle case dei narcotrafficanti, ha diviso con loro pollo fritto e patatine fritte bagnate da una buonissima birra mentre tutt’intorno si scatenava l’inferno. Fino a quando è stato beccato non dalla polizia ma dai narcos rivali di Amigos dos Amigos che gli hanno sequestrato il cellulare e hanno scoperto che era un affiliato di Comando Vermelho. Lo hanno pestato a sangue, lo hanno ricoperto di ferite e di lividi. Gli hanno risparmiato la vita perché è straniero e un morto italiano durante la guerra tra fazioni carioca sarebbe stato un problema, chissà forse sarebbe intervenuto il consolato, troppa pubblicità ne sarebbe derivata per la fazione. Lo hanno obbligato ad andarsene, ad abbandonare il Paese. E così sono finite le sue vacanze in Brasile, a Rio, in favela.

E indovinate lui poi dove ha deciso di andare?

In Nicaragua in mezzo agli scontri di piazza scoppiati dopo la riforma del sistema di previdenza  e sicurezza sociale varata dal governo Ortega!

Ora è in Germania a riposare e leccarsi le ferite (l’ho sentito provato) e poi chissà, adesso che Comando Vermelho pare dominare la favela, tornerà in Rocinha.

 

Ultimi Articoli

L’unione fa la forza

Quando abitavo in favela e decidevo di risalire verso la Roupa Suja dove c’era l’asilo di Márcia, per me era una specie di rituale...

Visita al frate della favela

Che ” Time ” fa ?

Economia