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ANTIVIRUS (capitolo 3)

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Se non ci fosse mia zia che va e viene dall’ospedale, mi sembrerebbe d’esser diventato il personaggio di un videogame, mi sembrerebbe tutto falso.

Dite che non ci avete pensato!

Dite che non avete pensato che questa pandemia è utilissima al Potere che finalmente può limitare al massimo le nostre libertà: per uscire dobbiamo autocertificarci, a due passi da casa ci ferma la Polizia, se ci ammaliamo dobbiamo scaricare una app che ci controllerà ancora più da vicino per chissà quanto tempo, se prendiamo la macchina e superiamo i confini del rione, ce la sequestrano.

E poi, analizzando il DOPO se ci sarà un DOPO – a me preoccupa il DURANTE che diventerà DOPO e continuerà DURANTE – come sarà?

Sarà così: tra un mese finirà l’emergenza in Italia, non il contagio ma l’emergenza; meno persone all’ospedale, le terapie intensive saranno meno affollate, ci sarà qualche morto ma non così tanti come in questi giorni. A tutti noi, anche alle autorità, verrà un po’ d’ansia di normalità. Eppure l’epidemia continuerà in Europa, Sudamerica, Africa… in Italia si discuterà sul da farsi. Si aspetterà. Quando anche Spagna, Francia e altri miglioreranno si deciderà di tornare a una vita più spensierata, verranno aperte le frontiere, verrà concessa maggiore mobilità. E ciò avverrà in tutti i Paesi del mondo a tempi alterni, cioè quando i contagi diminuiranno, quando ci saranno meno malati negli ospedali. Frontiere aperte = circolazione di persone, ritorno di connazionali dall’estero (mio padre lo sto sentendo tutti i giorni dal Brasile e lui, nonostante la puttana latino americana – così la chiamano mamma e zia – non vede l’ora di vedermi) = momenti di felicità, meno paura l’uno dell’altro = nuovi contagi, nuove morti, problemi nelle terapie intensive. Morale: chiuderanno tutto di nuovo, ci obbligheranno a stare in casa di nuovo, a non allontanarci dalla via nella quale abitiamo, ad infossarci nella nostra cameretta (la mia è la stessa di quando sono nato, in questi giorni ho la sensazione di essere retrocesso alla prima adolescenza – anche prima ci vivevo, ci dormivo e ci passavo gran parte del mio tempo ma… ogni tanto uscivo!).

Quasi tutti i Paesi affronteranno la fase “Apri chiudi” “Chiudi apri”. Come si coordineranno tra di loro? Verrà proposta la creazione di un Governo Mondiale di pochissimi “illuminati”, “addetti a salvarci dalla morte, dal contagio ecc”. I nostri cellulari saranno lo strumento attraverso il quale ci terranno al guinzaglio, come i cani. I nostri desideri, le nostre opinioni non conteranno nulla, solo importerà l’opinione comune che sarà “Questo virus è nato da un pipistrello infetto – la Comunità Scientifica ha deciso che il problema principale è la relazione dell’uomo con la Natura e con i suoi simili (state tutti troppo appiccicati!) – per risolverlo, voi dovete obbedirci – se non ci obbedite, vi manderemo Polizia e Esercito e, nella peggiore delle ipotesi, vi obblighiamo in casa e vi escludiamo dalla Rete, dai Social, dal contatto con gli Altri”.

Ci sarà un nuovo Piano Marshall (io conosco la Storia ma non mi sono laureato e la zia è convinta che sia un buono a nulla – anche la mamma, a dire il vero, ma entrambe mi amano da impazzire e mi lasciano fare ciò che voglio, cioè studiare per i cazzi miei).

Ci sarà un nuovo prestito bancario proveniente dagli Stati Uniti d’America e indirizzato a mezza Europa e a tutto il Sudamerica, si creeranno nuovi equilibri – verrà imposto un nuovo e più specifico, più limitante controllo sociale.

E il vaccino?

Ecco, tutto gira attorno al vaccino, a quando, e se, sarà scoperto e da chi. Chiaro che se dovesse essere sintetizzato da un laboratorio legato alla famiglia Gates, a interessi cinesi, russi o nord americani…

Sarebbe meraviglioso che a scoprire il vaccino fossero medici e biologi australiani, cubani o indiani ma io sospetto che non sarà questo lo scenario… Ce lo inietteranno (chi lo produrrà guadagnerà cifre mostruose) costringeranno tutti gli abitanti del mondo a vaccinarsi, chi si rifiuterà… se la vedrà con l’Esercito, la Polizia… E poi chissà, forse nascerà un nuovo Corona, prodotto da un rapporto squilibrato dell’uomo con la Natura e con i suoi simili, rapporto che deve essere raddrizzato, bonificato e affinché ciò succeda c’è bisogno di un Governo di Uomini e Donne Superiori e di un esteso e profondo controllo delle nostre menti, delle nostre azioni…

Se non fosse per mia zia che va e viene dall’ospedale e mi racconta della sofferenza dei suoi pazienti e delle bare, dei letti pieni, dei ventilatori che adesso si sono sdoppiati (ci hanno attaccato due tubi e uno funziona per due persone) della sala silenziosa, spaziosa nella quale sono risposti i corpi, della mancanza d’aria, del panico degli infermieri, delle infermiere e dei dottori di essere contagiati, delle cento volte giornaliere nelle quali si lavano le mani, dei polsi che ormai brillano da quanto sono puliti, della pelle rarefatta, se non fosse per mia zia io crederei di essere diventato il personaggio di un videogioco nel quale lo scopo del Potere è quello di creare un Governo di Dittatori Planetari che si fingono amanti della Scienza e delle Questioni Ambientali e lo scopo di noi reclusi nelle nostre case è quello di aggregarci in una nuova Resistenza.

ANTIVIRUS (capitolo 2)

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Due

Io mi sveglio tutti i giorni e sento che sto per andare a combattere. Ormai sono diventata un soldato, mi prende l’inquietudine quando mi sdraio la sera e penso al numero di morti a Bergamo, Bresso, a Milano e a quelli che sono passati a miglior vita nel nostro ospedale – affogano, sì, affogano e ti guardano implorandoti di donar loro ancora un ultimo respiro per aiutarli a trovare refrigerio, lo slancio… Penso all’inquinamento e mi chiedo se questo virus non sia stato prodotto dalla nostra abitudine malsana di consumare tutto, consumare l’aria, consumare l’ossigeno.

L’ospedale di Toledo Lodigiano è in una bella struttura. Il Pronto Soccorso è composto da uno stabilimento di un solo piano, fuori, davanti al palazzo principale.

Ci lavoro da anni ormai e credevo di essermi abituata a tutto.

Ho visto morire parecchia gente, soprattutto malati di cancro, vari incidentati, uno o due sieropositivi che non sapevano di esserlo, una volta addirittura una bambina di dieci anni.

Ho visto guarire molta gente, ho seguito gli sforzi di più di un parente che aveva perso le speranze ed invece una buona chemioterapia e un po’ di fortuna li ha rimessi in sesto.

Ho cambiato tre reparti, le colleghe tra di loro mi chiamano Il Jolly perché mi offro sempre di provare la routine di un piano diverso da quello nel quale mi hanno inserita, sono curiosa, amo il mio lavoro e quando mi hanno proposto di trasferirmi al Pronto Soccorso, ho subito accettato.

All’inizio è andata bene, turni stressanti ma non troppo (lasciamo le ore piccole ai più giovani e agli ultimi arrivati) ossa rotte, stomaci ulcerosi, qualche infarto, niente di che.

I colleghi, le colleghe… tutti simpatici anche Mario, il barbone, che ci ha subito provato (tra di loro io so che mi chiamano La Zitellona e fanno a gara a chi riuscirà a conquistarmi – ci rido su e penso che in giro potrebbero farsi una strana idea di me se sapessero che in reparto sono “Il Jolly” e tra i più intimi “La Zitellona”) io gli ho detto di no ma non ho nascosto d’essere rimasta lusingata; Mario non è niente male, chissà che più avanti, quando e se questo casino finirà, ci ripensi.

Il decreto Bolsonaro scatena il web: “O moriamo di coronavirus o di fame”

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Il decreto provvisorio pubblicato ieri sera dal governo di Jair Bolsonaro per fronteggiare lo stato di calamità pubblica causata dalla pandemia di coronavirus consentirà alle aziende di sospendere, senza il pagamento di uno stipendio, il contratto del lavoratore per un massimo di quattro mesi. La pubblicazione del testo ha scatenato un’ondata di indignazione nel popolo brasiliano che si è sfogato sul web con migliaia di messaggi. Secondo il testo della misura il datore di lavoro è tenuto a mantenere prestazioni per il lavoratore come l’assicurazione sanitaria durante tutto il periodo di sospensione e può negoziare il pagamento dell’assistenza mensile “senza natura salariale”.

Sui social media la reazione generale è stata di indignazione con molte persone che hanno sottolineato come questo complichi la situazione dei lavoratori durante la pandemia lasciandoli fondamentalmente senza lavoro e senza denaro.

Per le persone che hanno difeso le misure del governo il decreto è un adattamento necessario alla realtà economica che il paese vivrà durante e dopo la pandemia di coronavirus.

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