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Lancio della compilation PANDEMIA MONOBANDA 5 Giugno 2020

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Vi ricordate del DIA INTERNACIONAL DAS MONOBANDAS? Avevo anticipato l’ipotetica uscita di un album ed ora ci siamo… 

(per chi si fosse perso l’articolo qui trovate il link)

La Pandemia non è ancora finita e dura da più tempo di quello che tutti credevamo. 

Non sto parlando del Covid-19 ma del virus che ha infettato i sedici artisti che troveremo nella coletânea(1) in uscita venerdì 5 giugno: il virus del MONOBANDISMO.

Chi ha partecipato al decimo anniversario del festival dei Monobanda ricorderà le grandiose performance di The Solitaryman, Davi Henn A banda de um omem sò, Chelo Lion, Samarina Blues Experience, Bang Bang Band Girl (saltata per sfortunati problemi tecnici), Xtreme Blues Dog, D. Selvagi, Black Voodoo, Big Bull, Michele Mabelle, Chucrobillyman, Il Capitano e Uncle Scotchy. Un giro tra Brasile, Cile, Argentina e Stati Uniti d’ America che ci ha fatto scatenare per ore!

A questi tredici mostri affetti dal virus monobandistico se ne sono aggiunti altri tre (ed uno è un mostro vero!): Amazing (Tio capiroto(2) per gli amici), Trash Colapso e El Monstruo azul sono entrati a far parte della compilation più attesa dell’anno.

Il lancio dell’ album avverrà sulla piattaforma musicale bandcamp.com che da quando il mondo è stato messo in lockdown, aiuta i musicisti permettendo che una volta al mese tutti i proventi delle vendite di dischi, sia fisici che digitali vada direttamente nelle loro tasche senza alcuna trattenuta dal sito.

Controllate quindi questo link venerdì 5 e datevi allo shopping più sfrenato comprando una copia di PANDEMIA MONOBANDA per voi ed una anche per la nonna!

Per il disco fisico dovremo aspettare ancora un po’… etichette interessate?

N.B. Il link sarà funzionante solo a partire dalle 6 di mattina di venerdì 5 giugno.

(1)Coletânea: raccolta, compilation.

(2)Tio capiroto: Letteralmente zio diavolo.

Multiculturalismo in Brasile

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Il Brasile è una nazione di straordinaria diversità, forgiata dagli africani, dagli europei e dalle popolazioni native, oltre che dalle decine di milioni di immigrati che si sono riversati nel paese tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Il popolo brasiliano attuale forma un ricco mosaico di etnie e di fedi religiose che affondano ciascuna le proprie radici in un grande varietà di condizioni sociali ed economiche. Non meno composito è lo stile di vita: del resto, questo è un paese in cui popoli nativi con tradizioni che si perdono nel tempo convivono con le avveniristiche aspirazioni delle grandi metropoli moderne.

Nella foto (resa a colori grazie all’intelligenza artificiale) immigrati Italiani in Brasile 

Multiculturalismo

L’identità brasiliana non è stata modellata soltanto dai portoghesi, che le hanno fornito la lingua e la religione principale, ma anche da varie popolazioni di índios, dagli africani e dai numerosi immigrati che nel corso degli anni sono arrivati nel paese dall’ Europa, dal Medio Oriente e dall’Asia.La cultura dei nativi, per quanto venga spesso ignorata o denigrata dai brasiliani inurbati, ha contribuito a plasmare il Brasile moderno e il suo bagaglio di leggende, musica e danze. Non solo: molti degli alimenti e delle bevande diffusi tra i nativi, come la tapioca, la manioca, le patate, l’erva maté (una bevanda simile al tè preparata con le foglie della pianta omonima) e il guaraná (bacche dagli effetti stimolanti da cui si ricava anche una bibita molto diffusa), sono diventati parte integrante della dieta brasiliana. Altrettanto evidente è l’influenza della cultura africana, soprattutto nella regione del Nordeste. Gli schiavi strappati all’ Africa dai portoghesi portavano con sé la loro religione, la loro musica e le loro tradizioni culinarie,che nel corso degli anni hanno contribuito anch’ esse a delineare l’ identità brasiliana.

Agli aspiranti golpisti

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Tutti i giorni – e siamo chiusi in casa dal 16 marzo – ci tocca, oltre a dover sopportare la tristezza di mille decessi quotidiani per Covid e il silenzio delle istituzioni, dei governanti, tutti i giorni ci tocca ascoltare un membro del Clan Bolsonaro che minaccia il Golpe, il Colpo di Stato.

Una volta è il Generale, un’altra il Figlio Maggiore o il Minore o qualcuno infastidito da indagini che riguardano fakenews, l’assassino di Marielle, il legame con As Milicias.

Quando le indagini erano contro il PT, la Magistratura e il Supremo erano amici; adesso che le indagini sono contro di loro, il Parlamento e le istituzioni sono rette da un “bando de comunistas”.

E allora, ieri, Eduardo, dichiara: “Ormai non è questione di SE ma di QUANDO ci sarà una rottura istituzionale”.

Io sono stanco di sopportare questo genere di parole non supportate dai fatti.

Volete il Golpe? Volete il Colpo di Stato? Anche voi, Bolsonaristas da tastiera, volete davvero la Guerra Civile?

Allora scendete in piazza. Volete il Potere? Prendetevelo!

Vediamo se ci riuscite e quanto tempo durate.

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