Home Blog Pagina 383

Aprire una gelateria in Brasile

11

Molti lettori mi hanno chiesto informazioni sulla opportunità di aprire una gelateria in Brasile . Rispondo con questo articolo apparso sulla Rivista Exame che tratta di un Caso di Successo di un imprenditore italiano a Sao Paulo : Edoardo Tonolli .


Quem passa pelo número 136 da Rua Oscar Freire, em São Paulo, se surpreende com o movimento. O entra e sai de gente na sorveteria Bacio di Latte é surpreendente para um negócio com um ano de vida. No comando da empresa, estão o italiano Edoardo Tonolli e o escocês Nick Johnston.

Tonolli trabalhava com finanças em Milão quando decidiu abrir um negócio. “Morei seis meses no Brasi e, assim que cheguei na Itália, a crise tinha começado. Eu já tinha a ideia de abrir alguma coisa na área alimentícia com o meu irmão. Estávamos em dúvida entre uma cafeteria e uma gelateria”, conta. A escolha foi pelo sorvete, ou melhor, “gelato”, corrige o sócio.

Com a crise que assombra a Europa – além de gastos públicos descontrolados, a Itália tem uma relação dívida/PIB de mais de 120% -, Tonolli resolveu que o melhor seria aportar no Brasil. “A crise na Europa influenciou 95% da nossa vinda ao Brasil”, conta. “Os impostos brasileiros são mais baixos do que os italianos e aqui tem menos burocracia. Para abrir um negócio lá, você leva um ano mais ou menos”, explica.

Apresentado a Tonolli por uma amiga em comum, Johnston logo se animou com a ideia de virar empreendedor no Brasil. “Eu já estava morando em São Paulo, procurando uma oportunidade e acreditando no Brasil sem saber exatamente o que iria ser. Eu encontrei o irmão do Edoardo na Suíça, ele me explicou o projeto e em um segundo eu topei”, diz. Segundo ele, a falta de sorvetes de qualidade e uma clientela grande e exigente faziam de São Paulo o local perfeito para a instalação do negócio.Depois da inauguração, em janeiro de 2011, a gelateria já ganhou prêmios importantes, como o de melhor sorvete segundo a edição 2011 de Veja Comer & Beber. Neste mesmo período, a empresa cresceu 120%. Bem mais do que os sócios esperavam. “A ideia era ter uma loja modelo na Oscar Freire para saber se o público aceitaria a nossa proposta de gelato de qualidade ao preço mais competitivo possível. No fim, foi muito mais do que imaginamos”, diz Johnston.

Crescimento

Sem revelar dados de receita e vendas (“para despistar a concorrência”, brincam), os sócios começam a se planejar para crescer. “Estamos vendo como aumentar o tamanho da rede sem perder qualidade”, conta Tonolli.

Segundo eles, cada loja deve ter uma produção própria para garantir a textura e o sabor dos sorvetes. “Ele perde até 80% da cremosidade durante o transporte”, explica. Eles não revelam o investimento para abrir uma loja, mas só os custos com maquinário chegam a meio milhão de reais.
Para os próximos dois meses, a marca vai inaugurar duas lojas, uma em Moema e a outra no shopping JK Iguatemi, ambas na capital paulista. “Nós pretendemos abrir mais ou menos 20 lojas próprias nos próximos 3 anos em São Paulo”, define Tonolli.

A região dos Jardins também deve receber mais uma unidade. “Alguns shoppings do Rio já convidaram a gente para abrir uma loja, mas é melhor fazer as coisas de forma mais orgânica. Começar aqui em São Paulo e quando tiver uma estrutura boa ir para outros lugares”, explica Tonolli.A principal preocupação dos sócios hoje é manter a qualidade do negócio. Por isso, eles contam que recusam pedidos de franquias toda semana para não perder o controle da empresa. “É muito fácil abrir muitas lojas e perder o controle. Nossa ideia é fazer várias lojas concentradas em São Paulo e resolver todas as questões de logística, processos e gestão que vamos precisar. Depois, também dá para pensar em franquear”, esclarece Johnston.

Produção artesanal

Sem estratégias de marketing, a empresa cresceu no boca a boca. Os 35 sabores disponíveis são produzidos todos os dias para atender a demanda – aparentemente incessante – de consumidores.

Com preço médio de 10 reais, os clientes podem provar até três sabores por potinho. “O chocolate belga é o preferido”, conta Johnston.

Apesar da produção local, 80% da matéria-prima é importada. “Tirando o leite e o açúcar, o resto vem de fora. A base do sorvete e o maquinário são da Itália. A pera é da Argentina e o limão da Sicília. Mas o que dá para achar aqui, como algumas frutas, não vejo porque não usar”, esclarece Tonolli.

Segundo o empresário, alguns fornecedores italianos vão abrir uma planta no Brasil ou na América do Sul. “Estou contando com isso para não precisar mais importar. Elas vão trazer o produto da Itália e fazer o último nível de acabamento aqui”, conta.


Fonte : Exame 

Creatività ed un pizzico di follia : l’uomo ragno a Jenipabu

7

Chi percorre in auto il litorale nord da Natal verso le bianche dune di Jenipabu non potrà fare a meno di notare le baracche che vendono le deliziose castagne di caju infornate e nelle diverse versioni : naturale , salata o rivestita di caramello . Difficile resistere , soprattutto quando a bordo c’è un bambino ed il venditore è niente di meno che l’ Uomo Ragno o come si dice in brasiliano ” Homem Aranha ” . Un vero e proprio super eroe della sopravvivenza fasciato nella sua tuta che non lo lascia traspirare . In pieno deserto e sotto un sole implacabile assume le posizioni che hanno reso famoso il personaggio : quando per esempio muove il polso per lanciare la sua micidiale ragnatela .

Il proprietario della baracca è Claudio Souza , un funzionario pubblico di 37 anni che nei periodi migliori arriva a fatturare R$ 500 al giorno . E’lui l’ideatore della nuova tecnica di vendita e l’uomo ragno è un suo dipendente : Josenílton Costa, de 45 anos detto Zagueiro . E’ il quarto uomo ragno , meglio non chiedere che fine hanno fatto i predecessori .

La storia di Zaguerio è abbastanza singolare  : separato e padre di 8 figli è alcolizzato cronico e Claudio gli ha offerto un alloggio ed un salario minimo per consentirgli di uscire dal tunnel dell’alcol .Il problema è che senza una guida sarà ben difficile per Josenilton conseguire liberarsi del vizio . Nel frattempo la sua silouette , con la  pancetta ben visibile , così in contrasto con il personaggio hollywoodiano lo pone  in vetta al gradimento degli uomini ragno che lo hanno preceduto  come afferma soddisfatto Claudio . 

Nuova manovra per contrastare l’aumento del real

13
Una nuova manovra è stata annunciata da Dilma e che va nella direzione di indebolire il real allo scopo di migliorare l’export  . Questa notizia assieme alla ” percezione ” che in Europa la situazione si sta stabilizzando dopo il disinnesco della bomba Grecia provocherà nel medio periodo un ulteriore rafforzamento del cambio euro/real . Si riaprono così spazi interessanti per coloro che intendono investire in Brasile .


 Iniziata la guerra fiscale globale? Sembra di sì. Dopo la Gran Bretagna di David Cameron e la proposta di riforma fiscale a favore delle imprese degli Stati Uniti di Barack Obama è la volta del Brasile del presidente Dilma Rousseff che si è impegnata a ridurre le imposte sulle imprese locali così da aiutarle a investire e a competere in un mondo inondato da una massa enorme di denaro presi a prestito a buon mercato dalle banche centrali , soldi che stanno danneggiando l’economia del Brasile, e dei paesi emergenti facendo rafforzare le monete locali e diminuendo l’export. La Rousseff lo ha rivelato alla rivista Veja nel corso di una intervista

“Gli imprenditori si sono lamentati che la pressione fiscale in Brasile frena le migliori iniziative e impedisce loro di competere alla pari nella partita globale”, ha detto la Rousseff. “Sono d’accordo. Dobbiamo abbassare la pressione fiscale. E abbiamo intenzione di abbassarla”. Il governo brasiliano è molto preoccupato degli effetti di un real forte che è sostenuto da ingenti flussi di capitali stranieri che arrivano in Brasile in cerca di tassi di interesse interessanti e scappano appena fatto il pieno di plusvalenze senza fare investimenti duraturi. Sono i cosiddetti hot money, cioè investimenti di breve respiro .

di Vittorio Da Rold – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/23iiu

Vivere in Brasile : le vostre storie /13

25

La storia che riporto in seguito è il contenuto di una e-mail realmente ricevuta a cui ho solo cambiato il nome dell’autore sostituendolo con il solito nome di fantasia : Alberto .
La storia parla di un gruppo di amici , uno impiegato da 36 anni nelle  poste sposato con una brasiliana e a cui è stato detto che non ha bisogno del visto per risiedere in Brasile ( basta essere sposati ! ) e due soci panettieri che decidono di ” esportare ” il pane in Brasile , il pane  “Che e’ nato in italia  nel primi anni avanti cristo  dai romani   a pompei” 
Il gruppo purtroppo non ha un euro ” 0 denaro nostro ” ma ha intenzione di  chiedere un prestito in Brasile ad una Banca italiana .Se la cosa andrà come previsto l’intenzione è poi quella di aprire altri punti vendita  e  una scuola per insegnare l’arte della panificazione ai locali . 

La pubblicazione della e-mail è stata autorizzata dall’autore a cui spero che i lettori scriveranno dei commenti per aiutarlo a prendere una decisione ragionata . 

Buona sera  Ingegnere, sono  Alberto ( nome di fantasia ) e  abito a Treviso
sposato con una Brasiliana (in italia)   interior di Fortaleza  300km, il  casamento civile è stato registrato in ambasciata brasiliana in italia a milano   e poi  succesivamente  trascritto nel  1 scrittorio  vicino a  fortalezza: 
Il Brasile lo visita diverse volte, ed ho intenzione nel più breve tempo possibile  di   formare  una societa’ illimtata (con mia moglie  e altre due persone)  in  Brasile per  avviare   assieme  un panificio  con lanscionette   e dolci.
Mia moglie  sara’ l’amministratore d’azienda   per ovvi motivi di legge brasiliana   solo lei ha  la possibilità di esserlo    ha la residenza e tutti i documenti brasiliani ed io saro  socio   che mettera il capitale assieme  a  lei    100%
gli altri due soci    uno  e’ un panettiere di professione con tanto di diploma    sarà socio per manodopera  e quell’altro pure per manodopera  diventera socio
1^ ) domanda come posso  fare avere a loro il permesso di soggiorno  illimatato  per  svoglimento di  lavoro  alla societa?
     
da quello che mi hanno detto  a me non serve perche sono  casato con una brasiliana ed  ho  legalizato il matrimonio in  brasile
Dopo  servono  i macchinari e l’arredamento per questo  panifico  artigianale  e  antistante la vendita    con lanscionette   credo che i migliori macchinari  per la produzione del pane  e dei dolci siano quelli italiani non comperarli nuovi ma  usati
2^) domanda      Esistono  dei prodotti italiani  li in brasile ? 

Se per caso dobbiamo comperarli in italia     per  arrivare  in brasile  in  dogana  aplicano le tasse di   importazione che  equivalgono a quello che  ho letto  anche   a 35  % del valore  degli  macchinari. E possibile  che  si possa avere  un’ agevolazione  fiscale da parte del governo  Brasiliano,  si posso avere anche dei mutui a tasso agevolato  per questi macchinari ?
  
Chiedo  un ‘altra domanda  noi partiamo con 0 denaro nostro   vogliamo lavorare  con il denaro della banca       ci sono banche  italiane che lavorano  li in brasile  per avere questo  prestito
anche perche’  Ingeniere noi vogliamo far conoscere  il prodotto italiano su questo territorio che non lo conosce  e  se la fortuna ci assieste di aprire altri   con insediamento e insegnamento a personale del luogo  nel fabbricare questo prodotto  del pane   Che e’ nato in italia  nel primi anni avanti cristo  dai romani   a pompei 
Io lavoro alle poste italiane  ho  36 anni  di lavoro  sempre alle poste     Naturalmente ho visto qusta vista  di puntare su un panifico  e lanchionette    di prodotti italiani 
Ingeniere  Le chiedo scusa  di questa mia  noiosa  e stancabile  email   spero che Lei  abbia capito   e   nell’ attesa di  una sua  cortese  e comprensibile    risposta in merito  
Le uguro  un felice  inizio di settimana   e  grazie di tutto cuore se Lei potrà rispondermi 
ps Cortsemente  se mi puo’ anche indicare che documenti  necessitano per  formare il tutto grazie e chiedo del disturbo
se Lei  ha piacere e non La disturbo  mi rilascia  in risposta a questa email   il suo nr  di telefono  che   La richiamo  ben volentieri 

Ultimi Articoli

I FIGLI DI CAM

Testo e foto Gianluca Uda Tra negri ci si può chiamare negri. Questo lo avevo capito, come avevo capito che per salutarsi ci si dava il...

Michele da Padova

Compagni…

Economia