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Attenzione ai prelievi con Carta di Credito

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Dal sito di Mercato Libero dell’amico Barrai pubblico uno stralcio di un post dove è riportata questa inquietante  CIRCOLARE DI BANCA ITALIA:

UTILIZZO ANOMALO DI CARTE DI PAGAMENTO PER PRELEVAMENTI DI  DENARO CONTANTE
Nello svolgimento dei propri compiti istituzionali, questa Unità di informazione finanziaria ha accertato un fenomeno che espone gli intermediari a un elevato rischio di coinvolgimento in fatti di riciclaggio.
Si è, infatti, rilevato che, presso gli sportelli automatici (ATM) di alcune banche, vengono eseguiti ripetuti prelievi di denaro contante di rilevante ammontare mediante carte di pagamento, emesse talora da intermediari esteri.
Questa prassi, favorita da plafond aziendali elevati per il prelevamento di contante,consente – a fronte di onerose commissioni di transazione – di utilizzare le carte in questione in modo anomalo rispetto alla loro normale funzione di strumento di pagamento alternativo al contante.
Il possessore della carta può disporre, in tal modo,di banconote per importi complessivi non coerenti con le ordinarie esigenze di trasferimento di contante fra soggetti diversi, recentemente sottoposto dalla legge a limiti particolarmente stringenti (cfr. art. 12, co. 1, del decreto-legge n. 201 del 2011convertito dalla legge n. 214 del 2011, cd. decreto salva Italia).
In relazione a quanto precede, si invitano gli intermediari a prestare la massima attenzione ai prelievi di contante – specie se ricorrenti e/o di importo complessivo rilevante – effettuati presso propri ATM mediante carte di pagamento. A tal fine, dovranno essere adottate idonee procedure di valutazione dell’eventuale natura sospetta delle operazioni.
Con riguardo ai prelevamenti effettuati con carte emesse a favore di clienti propri o di intermediari del gruppo, l’operatività andrà valutata anche a livello di gruppo, al fine di verificare la coerenza delle operazioni di prelievo di contante effettuate presso sportelli automatici con il profilo soggettivo del cliente, avvalendosi degli indicatori di anomalia emanati con Provvedimento della Banca d’Italia del 24 agosto 2010 (cfr. in particolare l’indicatore n. 11 e i relativi sub-indici).
I prelevamenti effettuati con carte di pagamento rilasciate da altri intermediari -specie se insediati in Stati che non applicano misure antiriciclaggio equivalenti a quelle della direttiva 2005/60/CE – andranno attentamente valutati alla luce delle oggettive caratteristiche di anomalia nonché delle eventuali ulteriori informazioni disponibili.
Eventuali operazioni sospette dovranno essere segnalate con la massima tempestività.Sarà cura dei soggetti tenuti agli obblighi di segnalazione, nell’ambito della propria autonomia organizzativa e con le modalità ritenute più idonee, diffondere opportune indicazioni operative fra il personale e i collaboratori incaricati della valutazione delle operazioni sospette.
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il sistema è al collasso…e queste circolari ne sono la prova provata.
SI PARLA DI RICICLAGGIO, DI EVASIONE FISCALE MA NON SI PARLA DELL’UNICA VERITA’: LA PAURA CHE LA GENTE SI PORTI I SOLDI A CASA…E IL NOTARE CHE LE CASSE DELLO STATO E DELLE BANCHE SONO OGNI GIORNO PIU’ VUOTE.


Brasile : le migliori città dove investire secondo Veja

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L’articolo che segue , ricavato da materiale riportato sulla nota rivista brasiliana Veja , tenta di fare una classifica delle città dove è più favorevole investire avendo come obiettivo gli investitori europei .
Il Brasile è di moda  ma bisogna fare molta attenzione a vestire l’abito giusto prima di gettarsi nella festa .
Naturalmente tutte le notizie vanno prese ” cum grano salis ” . Se da un lato infatti alcune regioni presentano ottime infrastrutture per il business è anche vero che migliori infrastrutture si trovano in Italia e non per questo è un buon ambiente per il business .Non va infatti trascurata la concorrenza ed i costi che città come Sao Paulo e Rio presentano nei confronti di città del Nordeste più a misura d’uomo e con spiccata vocazione per alcune specifiche attività come ad esempio il turismo .

La febbre brasiliana è in continuo aumento. Nel mezzo di una pesante crisi che scuote Europa e Stati Uniti, il gigante verdeoro è diventato il sogno di molti europei in cerca di fortuna oltreoceano. Stabilità economica e politica, un clima favorevole, un popolo accogliente e opportunità d´affari in crescita esponenziale hanno trasformato il Brasile in una terra promessa per gli investitori, ma soprattutto in un Paese alla moda.

Eppure considerare il Brasile come un´unica Nazione è fuorviante e impreciso. Se si prendono in considerazione le condizioni sociali, economiche e geografiche si può suddividere il Paese in cinque macro regioni, molto differenti tra loro. Chi ha intenzione di investire nel colosso verdeoro, deve dunque approfondire la conoscenza di uno Stato che, per rendere meglio l´idea, si estende su di una superficie di poco inferiore a quella del vecchio continente.

Una ricerca condotta dal Centro de Liderança Pública e dal Nucleo di Intelligenza dell´inglese The Economist ha perció confrontato le regioni del Brasile e ha stilato una classifica per orientare gli investitori. Secondo quanto riportato dalla rivista brasiliana Veja, infatti, gli investimenti diretti stranieri hanno superato nel 2011 la cifra record di 60 miliardi di dollari. 
Dal ranking è emerso che gli Stati di San Paolo, Rio de Janeiro, Minas Gerais, Rio Grande do Sul, Paraná, Distrito Federal e Santa Catarina sono gli unici che presentano un buon ambiente per fare affari nel settore produttivo del Paese. San Paolo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Porto Alegre, Brasília, Curitiba e Florianópolis (capitali degli Stati sopra citati) sono le città che trainano l´economia verdeoro. Le previsioni indicano che anche per gli anni a venire le regioni del sud e sudest continuerrano ad essere la locomotiva brasiliana.

Nonostante i piccoli passi in avanti che negli ultimi anni si sono verificati nelle principali città del nordest, da Salvador a Natal, passando per Fortaleza e Recife, e che fanno ben sperare per il futuro, nel resto del Paese (soprattutto nelle vaste regioni del centro-ovest e del profondo nord) tasse elevate, burocrazia, carenza di infrastrutture adeguate e di mano d´opera qualificata continuano ad essere i fattori che spaventano maggiormente l´afflusso di capitali stranieri.

“Lo Stato di San Paolo presenta il miglior ´ecosistema` per fare affari. Possiede stabilità politica, le migliori università, una buona infrastruttura e un´industria di servizi consolidata. Ha bisogno solo di semplificare il proprio sistema tributario” spiega Luiz Felipe D´Avila, direttore dell´istituto brasiliano che ha condotto la ricerca.

Tra tutti i fattori presi in considerazione, San Paolo si colloca infatti al primo posto come ambiente economico propizio per gli affari, per l´innovazione e per la mano d´opera qualificata. Gode di buone politiche di incentivo agli investimenti e dal punto di vista delle infrastrutture è la regione più avanzata del Paese.

Anche Rio de Janeiro vanta buone politiche di incentivo agli investimenti, un sistema fiscale tra i migliori del Brasile e capacità di innovazione. Rispetto a San Paolo il punto debole sono le infrastrutture, anche se in vista dei prossimi eventi sportivi (Mondiali nel 2014 e Olimpiadi nel 2016) si prevedono sostanziali miglioramenti. Anche lo Stato del Minas Gerais si conferma una delle regioni preferite dagli stranieri per fare business, anche se la carenza di infrastrutture può rappresentare un freno agli investimenti.

Fanalino di coda è invece lo Stato del Piauí, sulla costa settentrionale brasiliana: le istituzioni pubbliche arrancano in mezzo a corruzione e inefficienze, le infrastrutture sono all´anno zero, mentre le politiche per attrarre capitali sono praticamente inesistenti.

Prima di lasciarsi incantare dalle sirene del boom economico del gigante sudamericano, è bene dunque analizzare con cura le possibilità, ma anche i limiti che un Paese così disomogeneo presenta. Altrimenti il sogno di trasferirsi in un paradiso terrestre, all´ombra di una palma di fronte all´oceano, rischia seriamente di trasformarsi nel peggior incubo.


Fonte : Firstonline 

Plano de Saude : la voce dei brasiliani

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Spesso sento parlare del Brasile in senso positivo e altrettanto spesso in senso negativo . Le tesi a confronto sono supportate da dati tratte dai quotidiani e spesso scritte da giornalisti che hanno essi stessi a cuore o una tesi o un altra o semplicemente sono pagati per riportare quella notizia .

Non è il caso di questo Blog che è indipendente e non riceve sussidi da nessuna parte nè tantomeno è interessato ad aumentare il traffico di visitatori perchè  clikkino sulle pubblicità Google … che non ho volutamente inserito  Naturalmente non ho nulla contro chi utilizza questo mezzo per sostentarsi . Questo preambolo per arrivare a fare con voi lettori , o una parte di voi che leggono correntemente il portoghese , un esperimento .
Ho preso un articolo di interesse forte nel pubblico brasiliano  : il plano de saude  e proveremo a dare una occhiata ai commenti dei lettori . Capovolgeremo quindi il modo tradizionale di procedere dall’alto in basso ma partiremo dal basso , dal pubblico che legge e giudica .
L’articolo si riferisce alla decisione del STJ ( Superiore Tribunale di Giustizia ) di dichiarare abusiva la clausola secondo cui i gestori di Plano de Saude  limitano la spesa per ricoveri ospedalieri . Dopotutto :  O artigo  da Lei nº 9.656/98 traz a definição de Plano Privado de Assistência à Saúde como aquele que se caracteriza pela prestação continuada de serviços, por prazo indeterminado, com a finalidade de garantir, sem limite financeiro, a assistência à saúde. 
E qui ci troviamo di fronte ad un esempio brillante di ” mentalità demagogica ”  . Legge giusta , bellissima ma … semplicemente inattuabile in pratica . Come correttamente osserva in un commento un lettore dell’articolo 
Há uma certa contradição entre a intenção e a realidade. O atendimento médico pelos planos deve ser amplo, integral. Porém não há como esquecer que o tratamento médico, seja qual for sua natureza, tem um custo. É certo que os planos de saúde surgem em vista da incompetência do Estado de prover a assistência à população. Como prover a assistência se os custos aumentam e o valor das contribuições não é revisto adequadamente por uma questão de “demagogia”? Por qual razão o Estado não subsidia os custos da assistência à saude, afinal e segundo a Constituição é dele a responsabilidade.


In altri termini : lo Stato delega per sua incompetenza la gestione della salute ai privati e fissa per questi delle condizioni chiaramente inattuabili . D’altro canto i privati di queste decisioni del STJ se ne ” fregano ” e continuano ad operare allo stesso modo . Il cittadino che pertanto vuole far valere la legge deve ricorrere alla giustizia , privatamente . Quanti saranno in grado di farlo ? 
Il commento più ” globale ” sull’argomento è tuttavia quello seguente che mette sotto accusa lo schema delle privatizzazioni ( Vi ricorda qualcosa ? )
Quem esta na luta contra as injustiças sociais? ….
Desde a falsa independência; onde o rei de Portugal passou o poder ao filho D Pedro, e distribuiu presentes aos verdadeiros traidores oportunistas e pelegos, as pendengas e patifarias são as mesmas!

Estamos pagando taxas e impostos absurdos, acreditando na constituição,que reza, nosso direito a Educação, Saúde, Segurança, Trabalho e Moradia!

A questão é que; desde o descobrimento do Brasil, somos obrigados a conviver e confiar em gente hipócrita, mentirosa, oportunista e mesquinha, que pouco, ou nada se importa com a Pátria, ou, com seu semelhante!

Se não fosse desta maneira, há muito seriamos o País mais rico do planeta, em todos os sentidos!

Existem desvios de verbas, que debilita e desacredita a educação estadual e municipal, e os políticos tiram vantagens desta situação; pois, tanto abrem escolas particulares, como tomam parte nos lucros de outras, induzindo os que têm melhor poder aquisitivo, a procurar tais escolas!

Desta maneira, parte da população sem poder aquisitivo, continuara mal formada, e mal informada como sempre foi!
Bom esquema não é mesmo?

E esta mesma formula é usada na área de segurança publica!

Os políticos corruptos, desviam verbas da segurança, deixando a população apreensiva!
Depois montam ou apóiam empresas de seguranças particulares!

Isso é progresso ou negociatas escusas?

Note caro leitor; que além de nos explorar com impostos abusivos, para manterem seus salários principescos, suas mordomias e as varias aposentadorias, ainda superfaturam, desde as construções dos presídios, até os custos dos presos; informando que cada um dos presos, que estão embolados em pequenos cubículos, custa para o governo, ou seja, para o povo que paga imposto, em torno de quatro mil e quinhentos reais, mensais!

Será que eles não sabem que no Brasil muitos pais de famílias, trabalham de sol, a sol, a troco de salário minimo, e com este salário irrisório é obrigado a se manter e sustentar sua família?
Isso quando consegue emprego!

Será que, eles não sabem que uma faculdade em período integral, não custa tanto, quanto dizem custar à estadia de um preso?

Será que, eles acham que a cadeia é mais instrutiva que uma faculdade?

Ai esta a conveniência em manter as cadeias superlotadas, por estas vitimas marginalizadas, deste sistema injusto e enganoso, criado por uma corja corrupta e oportunista que só visa obter lucros!

E na área de saúde, tanto os políticos desviam verbas, deixando o povo em desespero em filas do SUS, como aproveitam para fazer sociedades em hospitais e planos de saúde particular; que lhes proporciona mais renda, pois com a saúde abandonada, estão induzindo o cidadão com melhor poder aquisitivo, a pagar plano da saúde particular!

Sem contar que continuam nos cobrando taxas de IPVA, e muitos outros impostos, para construir e melhorar as estradas!

Mas acontece que; depois de construir estradas com nossos impostos, eles, os políticos as privatizam para se favorecerem, ou favorecer seus amiguinhos, ou seus familiares: E a população acaba sendo obrigada a pagar absurdos, para rodar nas mesmas estradas, que foram construídas com seu próprio imposto!

E o mais estranho, é que nunca tem verbas para dar o aumento garantido por ‘’lei’’ ao trabalhador aposentado: e a ‘’lei’’ é bem clara; quando cita que; > cada aposentado deve receber de acordo com sua contribuição!

Sinal que não temos justiça, pois a ‘’lei’’, não vem sendo cumprida ou respeitada por aqueles, que a criaram, a aprovaram, e a representam!

E os desfalques, a corrupção, e a injusta distribuição de renda, além de deixar a população sem opção de vida digna, ainda é a maior responsável pelo aumento da criminalidade, da violência e injustiça social!

No final, o pobre é quem mais paga imposto no Brasil; pois paga; e não debita o que gasta, do imposto de renda!

E para aumentar minha revolta, eu ajudei a eleger mais um salvador da pátria, que criticava os corruptos e ladrões; e se dizia defensor de uma justa distribuição de renda!

Mas aconteceu que; depois de eleito, tanto ele ajudou rechear a cueca do irmão, como se tornou milionário, tornou seus amiguinhos e seus familiares, gênios, empresários, fazendeiros, bilionários da noite para o dia!

Passou a defender os mesmos bandidos, que ele mesmo antes tanto criticava, e com eles, passou a comer caviar, e beber champanhe importado a ponto de urinar nas calças!

E devido ao interesse, em assumir cargos na ONU, agiu como se fosse dono dos cofres públicos, perdoando dividas, doando o sangue e suor dos trabalhadores e dos oprimidos, aos amigos e até aos países de primeiro mundo!

E as verbas que deveriam ser usadas para incentivo a cultura acabaram sendo usadas para publicar livros e filmes, com intuito de promover e jogar confetes em comedor de farinha que já se julga semideus; enquanto a educação e a cultura permanecem abandonadas e sucateadas, por falta de verbas!

Mas isso não é tudo; com intuito de se perpetuar no poder, usou dinheiro dos cofres públicos para fazer campanha, apoiando uma de seus iguais para representar a população, e esconder suas falcatruas, imbecilidades, imundices e enriquecimentos ilícitos!

Mas como, uma pessoa que exerce vários cargos ao mesmo tempo, todos com salários principescos, pode dizer que defende a justiça social, ou uma justa distribuição de renda?

Quem consegue estar em dois, ou três lugares ao mesmo tempo?

Com tanto desemprego no País, isso é justo?

Este é o caso da Dilma, que antes de se eleger recebia mais de um milhão por mês, acumulando cargo de conselheira da Petrobras, sem ir ao emprego!

Não é divulgado; mas a Petrobras é o maior cabide de emprego para pelegos, e parentes de políticos despreparado!

Por isso pagamos o maior preço do planeta por um combustível adulterado!

E não venha dizer que o povo é dono do petróleo; pois o cidadão em Países vizinhos, onde nem um poço de petróleo tem, está comprando combustível puro, pela metade do valor que pagamos por um combustível adulterado, ou pelo gás de cozinha, que é gênero de primeira necessidade!

Enquanto poucos ganham muito, sem fazer nada; boa parte da população continua na miséria, sem trabalho e sem dignidade, presos em currais eleitorais!

E falar em projetos felicidades neste país de miseráveis! “Vamos ser realistas” Isso é inocência e simplicidade, ou muita demagogia e hipocrisia!


Spero che qualcuno abbia avuto la pazienza di arrivare fino in fondo 

Ancora liquidità ai vampiri della finanza

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Sono 800 gli istituti che si sono gettati a capofitto sull’asta della Banca centrale europea, stavolta per 530 miliardi (489 a dicembre). L’operazione (in sigla LTRO) a 3 anni con tasso fisso dell’1%, unica exit perevitare la crisi sistemica tramite una maxi iniezione di liquidita’ che pero’ continua a drogare i mercati. Somma allocata molto superiore alle previsioni (470 miliardi). “Non servira’ all’economia reale”. Goldman Sachs: ecco le tre banche italiane che ne beneficeranno in modo sproporzionato.

Francoforte – Si e’ rivelata l’operazione piu’ potente dell’arsenale anti crisi della Bce e consente alle autorita’ politiche Ue di prendere tempo: erogati alle banche europee finanziamenti record con scadenza a tre anni, al tasso fisso dell’1% per un valore totale di 529,5 miliardi di euro pari a $712.8 miliardi di dollari. L’ammontare è superiore ai 470 miliardi stimati dal consensus ed è più alto anche della maxi iniziezione di liquidità erogata agli istituti di credito europei (500 banche) lo scorso dicembre, pari a 489 miliardi di euro. 

In totale le banche europee hanno chiesto finora alla Bce una cifra senza precedenti in poco piu’ di 2 mesi: 1 trilione di euro, per l’esattezza 1018,5 miliardi di euro, pari a 1364 miliardi di dollari. Prima che i dettagli sui prestiti della durata di tre anni venissero resi pubblici, alla fine dell’anno scorso, i debiti dovevano essere ripagati nel giro di un anno.

Sotto la guida di Draghi la Bce si e’ dimostrata un alleato proattivo del sistema finanziario. In questo modo Francoforte si allinea alle decisioni prese dalle altre banche centrali. Il suo bilancio, che si avvicina ai 3mila miliardi di euro, somiglia sempre di piu’ a quello gonfiato della Federal Reserve.

La prima dose di liquidita’ offerta alla banche europee – fondi illimitati per tre anni a interessi di favore dell’1%, molto inferiore a quello richiesto per chi si rivolge al mercato – ha virtualmentecancellato il rischio che un istituto si trovi senza risorse liquide. Ha inoltre ridotto notevolmente la possibilita’ che le banche siano costrette a dismettere enormi quantita’ di asset per rispondere ai propri bisogni di liquidita’.

L’infusione di cash di dicembre ha anche alimentato le speranze che le banche utilizzino i fondi freschi per comprare debito sovrano dei paesi dell’area periferica. Non e’ un caso che i rendimenti dei titoli di stato di Spagna e Italia, in particolare per le scadenze inferiori ai cinque anni, abbiano subito un brusco calo da quando la Bce ha dato il via alla prima delle sue due aste.

Tra le banche europee, in testa Unicredit e Banca Intesa, con 38,6 miliardi di euro e 30,2 miliardi rispettivamente, stando alle stime pre-asta. Sono gli istituti che in assoluto hanno attinto di piu’ alla Bce in tutto il sistema bancario europeo. L’operazione di rifinanziamento del sistema bancario appare disperata e – secondo gli economisti non coinvolti nell’operazione – ha il chiaroscopo di bloccare l'”effetto contagio” in Europa e fermare la crisi sistemica ormai al suo quarto anno di vita. 

Poiche’ la Banca Centrale europea non puo’ stampare moneta come invece sta facendo da ottobre 2088 sull’altra sponda dell’Oceano la Federal Reserve per ridare fiato all’anemica economia americana, obiettivo della Bce e’ evitare una “escalation” della crisi bancaria; le banche europee hanno molti “titoli tossici” in pancia, fanno fatica a ripagare i debiti in scadenza, impegnano quasi tutte le risorse ad acquistare i titoli di stato dei paesi di appartenenza (soprattutto Italia e Spagna) mentre hanno ridotto ai minimi termini i prestiti a famiglie e aziende, che infatti (rispettivamente) soffrono e vanno verso la chiusura.

La Bce non comunica (il che e’ scandaloso, e si spera Mario Draghi provvedera’ in futuro alla mancanza di trasparenza) l’identita’ delle banche che si sono gettate a capofitto per approfittare dell’occasione unica di prendere denaro in prestito all’1%, molto probabilmente per investirlo subito dopo in titoli di stato come i Btp a 10 anni che rendono tra il 5,5% e il 6% (un carry trade di oltre 500 punti base senza precedenti, alle spalle dei cittadini); la speranza – scrive il Wall Street Jourrnal – e’ evitare lo “stigma” e la cattiva reputazione che vengono dal riconoscere di aver attinto a pieni mani al maxi rifinanziamento (“e’ come metadone propinato ad un tossico-dipendente”, spiega con immagine brutale ma efficace un analista finanziario). “Dozzine di banche europee, compreso virtualmnete l’intero comparto di Spagna e Italia hanno rivelato di aver attinto al primo LTRO varato lo scorso dicembre”, scrive il WSJ. 

In tutto, sono state 800 le banche che hanno bussato alla porta dell’istituto di Francoforte. Le richieste sono state dunque maggiori rispetto allo scorso 21 dicembre, giorno della prima operazione LTRO (Long Term Refinancing Operation), quando all’asta della Bce hanno partecipato 523 banche. 

Riguardo alla reazione dei mercati, i Treasury americani hanno segnato un immediato ribasso dopo i risultati dell’asta Bce. Il calo ha portato i tassi Usa a dieci anni a salire di due punti base all’1,96%, secondo i prezzi monitorati da Bloomberg. 

La borsa di Milano ha brindato solo per qualche minuto all’esito dell’asta, dimezzando quasi subito i guadagni. Nessun rally neanche per le altre piazze finanziarie europee, che sembrano essere consapevoli del rischio esplosione bolla che una tale iniezione di liquidità sta creando. Tanto che già si parla di anarchia monetaria.

Sul fronte del mercato italiano dei titoli di stato, in crescita ancora i bond a due anni, a cui corrisponde il calo dei rendimenti fino al 2,23%. In flessione anche i rendimenti dei titoli di stato spagnoli, al 2,36%. L’euro, con la sua flessione, si rivela la vera conferma dello scetticismo che molti analisti serbano verso l’operazione LTRO della Bce. Subito dopo l’annuncio, la moneta unica è scesa infatti da $1,3471 precedenti a $1,3445, mentre i Bund tedeschi a 10 anni hanno incrementato le perdite.

“(Questa operazione) è davvero l’unico elemento a disposizione per sostenere le banche e l’economia”, commenta Carsten Brzeski, economista senior presso ING Group a Bruxelles, prima della diffusione dei risultati ufficiali.

Sia i titoli di stato – soprattutto italiani – che i mercati azionari hanno segnato un forte rally a partire dalla prima operazione di LTRO che è stata indetta dalla Bce. Questo, in quanto i finanziamenti erogati alle banche sono stati utilizzati dalle stesse soprattutto per acquistare i bond governativi (e non tanto per restituire linfa all’economia), allentando notevolmente la pressione sugli interessi dei titoli. 

Tuttavia, il rischio è che le banche stiano diventando troppo dipendenti dai fondi della Bce e che non riescano a prendere in modo autonomo quelle misure che sono necessarie per rafforzare i bilanci. 

Indicativi i commenti degli analisti. Steve Barrow, responsabile della divisione di ricerca Group-of-10 presso Standard Bank, afferma: “C’è una grande differenza tra il fermare una crisi e il dare inizio a una ripresa”. I prestiti della Bce, precisa, “forse sono stati capaci di fare la prima cosa, ma non riusciranno a centrare il secondo obiettivo”. 

Goldman Sachs in una nota emanata dopo l’operazione LTRO ha un tono meno pessimista. “Oggi la Bce, attraverso la sua operazione di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) – ha collocato a pieno 529 miliardi di euro di fondi a tre anni a favore di 800 banche. Insieme alla prima asta, la Bce ha finora iniettato nel sistema 1 trilione di euro. Si tratta di una somma estremamente alta che corrisponde, per esempio, al 131% di tutti i bond delle banche europee (il 249% di quelli non garantiti) che scadranno nel 2012 e che è pari al 72% (o al 132% per quelli non garantiti) della combinazione di bond che scadranno nel 2012 e nel 2013. Al momento, dunque, le banche europee sono efficacemente pre-finanziate fino al 2014″. 

Per Goldman Sachs, dunque, le banche ora sono in gran parte isolate dal rischio di shock nei mercati finanziari. Ma più del dato aggregato sulla partecipazione delle banche all’asta, è “importante conoscere gli aggregati (ovvero le partecipazioni) di ogni paese all’asta”. Goldman Sachs continua affermando: “prevediamo che i numeri sulla partecipazione di banche italiane e spagnole saranno elevati”. 

“Identifichiamo le banche che beneficeranno in modo “sproporzionato” dall’operazione della Bce. Tra queste, Banesto (Buy), Banco Popular Espanol (non oggetto ancora di rating), le banche italiane Banco Popolare, MPS e Ubi Banca (tutte neutral).

Fonte Wall Street Italia  

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