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Il nostro futuro modello di lavoro : i paesi emergenti

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Sono talmente d’ accordo con questa ” uscita ” del nuovo ministro degli interni Cancellieri  che sono già partito  7 anni fa . Vedo mia mamma sul video del PC grazie a Skype , mio padre è sempre con me da quando ci ha lasciati pochi anni dopo essere andato in pensione . Se avesse dovuto rispettare la nuova legge  se ne sarebbe andato guidando il treno ( era macchinista delle Ferrovie dello Stato , quando ancora esistevano ). 
Che dire di più , io a 50 anni , il salto l’ho fatto adesso aspetto che il figlio di qualche politico al governo mi segua qui o in qualche altro Paese Emergente .

“Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà”. Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, in una intervista aTgcom24, apre una nuova querelle sul tema caldo del lavoro. Con una frase destinata a innescare nuove polemiche dopo le parole di Mario Monti 1 che aveva definito ‘monotono’ il posto fisso. Il ministro torna sull’uscita di Monti, dicendo che “è nata una querelle frutto di una fretta d’interpretazione. Il mondo moderno ha grandi esperienza di mobilità, noi viviamo nella cultura del posto fisso. Il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti”. Insomma, aggiunge, “dobbiamo fare un salto, ma non demonizziamo. Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno”.



Fonte : La Repubblica 

Sale ad 82 il numero di omicidi a Salvador

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Solo oggi , domenica ,sono stati registrati  13 omicidi . Scuole chiuse sino alla fine dello sciopero 



Desde que a greve começou, no dia 31 de janeiro, foram registrados 82 homicídios em Salvador e Região Metropolitana, de acordo com boletins da Superintendência de Telecomunicações das Polícias (Stelecom). Neste domingo foram treze assassinatos até as 15h. O clima continua tenso na capital baiana devido ao movimento com tropas das Forças Armadas e da Força Nacional patrulhando as ruas de Salvador. O presidente do Sindicato dos Estabelecimentos de Ensino do Estado da Bahia (Sinep – BA), Natálio Dantas, confirmou que emitiu recomendação para que as escolas particulares da Bahia só voltem às aulas após o fim do motim de policiais militares. São cerca de 450 escolas da rede privada no Estado.

Fonte : O Globo

Il secolo cinese

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Alcuni anni fa ho letto un saggio di Federico Rampini che si intitolava ” Il secolo cinese ” . Sembra proprio che le sue previsioni si stiano avverando , anzi accelerando grazie alla crisi europea .Come al solito i problemi altrui sono grosse opportunità per altri ed in questo caso l’altro è la Cina .


La Cina deve investire la sue riserve valutarie (3.200 mld dollari) e il debito americano non le basta più. Dopo anni di acquisti di Treasury Bond, Pechino ha preso di mira l’Europa.

Poi si è lanciata alla caccia di public utilities, avvantaggiata dalla crisi che ha reso possibili fusioni e acquisizioni a prezzi ridotti e ha quasi azzerato la forza contrattuale dei Paesi più indebitati.
Ai governanti va bene così: messi in difficoltà dall’opinione pubblica e più interessati alle prossime elezioni che alle future generazioni, gli esecutivi del Vecchio Continente accolgono giulivi i denari che da Pechino arrivano copiosi, tralasciando il fatto che in questo modo stannosvendendo l’avvenire di quei Paesi che in teoria sarebbero chiamati a salvaguardare.

Il Portogallo è l’esempio più lampante di questa scarsa lungimiranza strategica dettata dallo stato di necessità. Lo scorso anno destò molto stupore la notizia che i cinesi stavano effettuando massicci investimenti in titoli pubblici di Lisbona.
In maggio il Portogallo è stato salvato dalla bancarotta attraverso un prestito di 78 miliardi di euro da parte dell’Unione europea e del Fondo Monetario Internazionale, in cambio di un programma di austerity che comprendeva tagli alla spesa pubblica e privatizzazioni di asset statali. La Cina non ha perso tempo e, forte della crescente quota di debito (e di sovranità) portoghese in suo possesso, si è fiondata sul banchetto di privatizzazioni. Nonostante ciò, tra banche in rosso e spread alle stelle, Lisbona è ormai ad un passo del baratro, e per salvarsi cerca di fare cassa svendendo le proprie aziende di servizi.
Giovedì scorso la China State Grid è diventata socio di riferimento della rete elettrica portoghese, dopo che il governo le ha ceduto una quota del 40% per 592 milioni di euro, circa 150 milioni in più rispetto al prezzo di mercato.
L’operazione fa il paio con un’altra, nel mese di dicembre, nella quale Lisbona ha venduto il 21,35% di Energias de Portugal (EDP) alla Three Gorges Corp. per 2,7 miliardi di euro (50% di più del prezzo di mercato).
E si tratta solo delle prime mosse di un più vasto piano di sostegno dell’economia lusitana, che potrebbe portare altri 8 miliardi di ulteriori investimenti.

I titoli europei nelle casseforti cinesi sono in continua crescita e c’è chi scommette che a breve saranno maggiori di quelli americani. Al momento deterrebbe un complessivo 10% del debito pubblico di tutta l’eurozona.
Ma il debito è solo un tramite verso altri più ambiziosi obiettivi. Pechino usa le proprie riserve come arma per andare alla conquista del mondo.
Uno di questi obiettivi è riuscire a pagare il petrolio in renminbi, soffiando al dollaro il suo posto di valuta internazionale di riferimento e affrancandosi così dagli Stati Uniti.Un altro riguarda direttamente l’Europa.

La Cina punta da tempo a inserirsi nelle aste per la vendita di infrastrutture e aziende decotte nel Vecchio Continente. In principio fu il porto del Pireo, preso in gestione per 36 anni dietro il pagamento di 3,5 miliardi di euro, ma la cerchia di obiettivi strategici si allarga sempre di più. Pechino sta incoraggiando le imprese statali a cercare opportunità all’estero e l’Europa, piegata dalla crisi, è una destinazione promettente.
Inoltre la Banca centrale ha modificato lo schema per l’impiego della sua montagna di riserva in valuta. Non più acquisti di debiti sovrani ma, complice la necessità dei governi di fare cassa, acquisizioni di asset nazionali strategici e in particolare public utilities. Investimenti poco rischiosi che garantiscono flussi reddituali costanti.
Un caso su tutti: il recente acquisto dell’8,68% di Thames Water, l’azienda che fornisce l’acqua potabile a Londra.

In conclusione, Pechino è interessata alle nostre aziende e alla nostra energia, non al nostro debito. Benché la Cina, dipendente com’è dalle esportazioni all’estero, abbia tutto l’interesse a che l’economia europea si riprenda, come ribadito dal premier Wen Jiabao nel recente incontro con Angela Merkel, finora essa è stata la vera beneficiaria della crisi che imperversa dalle nostre latitudini.
Quando la tempesta sarà passta l’Europa sarà comunque un po’ più povera, poiché nel frattempo avrà svenduto l’argenteria al suo famelico benefattore.

Fonte :http://geopoliticamente.wordpress.com

Ultime da Salvador

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Dopo la tradizionale Festa di Jemanja del 2 Febbraio a cui si riferiscono le foto seguenti ritorna il problema dello sciopero della Polizia Militare oramai giunto al  quinto giorno .



L’intervento dell’esercito ha consentito il ripristino della legalità almeno nelle zone più centrali della città .



Gli scioperi si sa qui in Brasile possono durare mesi e pertanto è bene che i turisti non si espongano ad inutili rischi frequentando zone  notoriamente pericolose o esponendo oggetti di valore .

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