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Imbarcazioni in Amazzonia provocano scalpelamento e mutilazioni

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Da quando le imbarcazioni a motore solcano i fiumi dell’Amazzonia le popolazioni riberine sono vittime di un orribile incidente che di solito colpisce le donne . Si tratta dello scalpelamento o strappamento del cuoio capelluto conseguente all’impigliarsi dei capelli della vittima nell’asse del motore della imbarcazione . Oltre a questo , che è il caso più frequente , si registrano fratture al piede o addirittura perdita dei genitali nel caso di uomini il cui pantaloncino si è impigliato nell’asse del motore .

Eppure è stato calcolato che per mettere in sicurezza una barca a motore bastino 100 R$ , circa 36 euro per porre fine ad interminabili sofferenze sia fisiche che morali . Sembra che finalmente il Governo , dopo anni di lotte da parte delle donne mutilate , abbia finalmente deciso di finanziare una opera di bonifica e controllo delle imbarcazioni a motore .

MACAPÁ – Vítimas de uma tragédia ainda pouco conhecida no resto do país, homens, mulheres e crianças ribeirinhos vêm sendo desfigurados ou mortos em acidentes ocorridos em embarcações que percorrem os rios, igarapés e lagos da Amazônia.
Vítimas

Na região, essas pessoas são conhecidas como as vítimas do escalpelamento, referência às mulheres que tiveram o cabelo e toda a pele do crânio arrancados por eixos de motores improvisados.Por manterem cabelos compridos de acordo com os costumes ribeirinhos, as mulheres, incluindo crianças, são quase a totalidade das vítimas. Também há casos de homens que perderam a genitália ao serem puxados pelas calças ou pelos shorts.Embarcações Precárias

Além das mutilações, há os casos em que a pessoa tem o pé quebrado após prendê-lo em uma polia, ou então sofre queimaduras ao se encostar no cano de descarga do motor, que também fica exposto.Em geral, os eixos ficam escondidos sob pequenas tábuas de madeira, no assoalho dos barcos. É comum nas embarcações menores os passageiros viajarem sentados em bancos sobre o eixo.Nos barcos maiores, é possível encontrar redes de dormir estendidas até mesmo sobre o motor. Basta um descuido para que o cabelo ou partes da roupa se enrosquem nas partes mecânicas à mostra.Amapá

Desde 2003, 244 casos foram registrados somente no Amapá, onde o governo estadual estima que haja 1.400 vítimas. “Vivas. Fora as que morreram e foram registrados como casos de hemorragia”, diz a secretária extraordinária de política para mulheres, Ester de Paula de Araújo.Kit de Segurança

O problema, apesar do número de vítimas, parece ser de fácil solução. O governo do estado do Amapá, por exemplo, estuda distribuir, gratuitamente, um kit de segurança para cada dono de barco. Segundo Ester, cada conjunto de metal para cobrir motor e eixo custará cerca de R$ 100.O gasto será dividido entre os governos estadual e federal. Tão logo o equipamento seja disponibilizado, a idéia é torná-lo obrigatório. A fiscalização caberá à Marinha, à Secretaria de Transportes e à Associação de Mulheres Ribeirinhas e Vítimas de Escalpelamento da Amazônia.Conversando com a secretária e com as vítimas, fica claro que o problema ocorre por uma conjunção de fatores, como improvisação, falta de fiscalização e de campanhas educativas sobre os riscos de viajar em barcos com o motor desprotegido.Segundo a presidente da Associação de Mulheres Ribeirinhas e Vítimas de Escalpelamento da Amazônia, Maria do Socorro Pelaes Damasceno, apesar dos inúmeros casos, os donos de barcos tendem a acreditar que as tábuas improvisadas sobre o eixo serão proteção suficiente.De acordo com Socorro, tanto o balanço do barco pode afastar as tábuas, expondo os passageiros ao perigo, quanto uma pessoa pode, por descuido, pisar sobre elas.Fiscalização

A fiscalização, a cargo das secretarias estaduais de transportes e da Capitania dos Portos é dificultada pelo grande número de barcos existentes. Em toda a Região Norte, o transporte fluvial é o principal meio de locomoção, seja em grandes embarcações, seja em pequenas lanchas familiares.

Aquiloni assassini

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E’ questo il periodo che in Brasile i ragazzi , soprattutto dei quarieri più popolari ,amano giocare con gli aquiloni che qui si chiamano pipa . Il gioco preferito è quello descitto nel famoso libro : Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hasseini dove il protagonista è campione nel tagliare la sottile corda che sostiene l’aquilone avversario determinandone la caduta .

Ma come avviene tutto ciò ? Semplicemente cospargendo il filo con una soluzione di colla e polvere di vetro che in Brasile prende il nome di Cerol . In questo modo il filo diviene ” cortante ” ovvero tagliente ed in grado quindi , al pari di una lama di rasoio , di tagliare il filo avversario . Solo che il filo non distingue tra un aquilone o il collo di un essere umano e con la stessa facilità può letteralmente decapitare un ciclista o un motociclista che si trovi a passare sulla sua traiettoria .
Mi scuso con i miei lettori per le immagini forti ma in Brasile è in corso una campagna di sensibilizzazione contro l’uso del Cerol che è naturalmente un prodotto fuorilegge . Alcune città sono addirittura arrivate a proibire l’uso degli aquiloni . E’ attualmente disponibile per i motocicli un accessorio , una sorta di antenna posta sul frontale che ha la capacità di intercettare il filo tagliente e di tagliarlo a sua volta .
E’ inutile dire che molti turisti stranieri ignorano completamente questo pericolo e pertanto possono essere indotti a sostare nei pressi dei campetti dove i ragazzini fanno gareggiare i loro aquiloni assassini .

Risolto il giallo Gatti : è stata la moglie .

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Una storia di gelosia sarebbe stata fatale all’ex capionissimo trovato morto in hotel: sarebbe stato colpito, ubriaco, dopo un violento litigio

Il giallo della morte di Gatti La polizia: "E' stata la moglie"

SAN PAOLO – La polizia brasiliana non ha dubbi: a uccidere Arturo Gatti, l’ex pugile italo-canadese che tra il 1995 e il 2005 era stato campione mondiale dei pesi superleggeri e superpiuma, è stata la giovane moglie brasiliana, Amanda Rodrigues, dalla quale aveva avuto appena 10 mesi fa un bambino e che ora rischia una condanna a 20 anni di carcere.
Il corpo senza vita di Gatti (37 anni) era stato ritrovato ieri mattina nella stanza del Dorisol, il lussuoso albergo di Porto de Galinhas, la località balneare nello stato di Pernambuco, nord-est del Brasile, dove aveva deciso di trascorrere un mese di vacanza assieme alla moglie Amanda (23 anni) e al loro bambino.

“La colpa è completamente della donna. Nella stanza, c’erano solo lui, la moglie e il bambino di dieci mesi. La donna ha parlato di una terza persona che sarebbe entrata. Ma è molto difficile, perchè nella stanza si può entrare solo con una targhetta magnetica”, ha dichiarato il commissario Josedith Ferreira, che ha condotto le indagini per conto del Dipartimento omicidi e protezione della polizia di Porto Galinhas e che stamani ha ordinato l’arresto della moglie di Gatti. La giovane donna, ha precisato il commissario, rischia ora una condanna a 20 anni di reclusione per omicidio volontario, aggravato dai futili motivi.

A scatenare l’ira omicida della moglie, che approfittando dello stato di ebbrezza di Gatti lo avrebbe colpito a morte alla nuca e al collo con un oggetto contundente, sarebbe stata infatti la gelosia.
Una circostanza che, sottoposta a interrogatorio, la donna ha alla fine ammesso, raccontando che nella notte tra venerdì e sabato aveva avuto un violento litigio con Gatti mentre si trovavano in un locale notturno della località balneare dove avevano deciso di trascorrere le vacanze, lontani dal New Jersey (Usa), luogo abituale di residenza della coppia.

Al commissario Ferreira, Amanda ha raccontato che – durante la lite – il marito l’aveva gettata in terra, provocandole contusioni a un polso e al volto. Ieri mattina, la giovane brasiliana ha poi chiamato la polizia, affermando di aver trovato il corpo senza vita del marito nel salotto della loro suite nell’albergo Dorisol. Ma la polizia ha subito sospettato della donna, che stamani è stata rinchiusa del carcere femminile di Porto de Galinhas, dove è ora atteso l’arrivo di una sua sorella da Bahia per prendersi cura del figlioletto. Il corpo di Gatti, che è stato già sottoposto ad autopsia, rimane invece all’Istituto di medicina legale di Porto de Galinhas, poichè finora nessun parente si è fatto vivo per richiederne la consegna. Una triste fine per l’ex pugile che nel 1992 aveva fatto parte della squadra canadese alle Olimpiadi di Barcellona e che tra il 1995 e il 1997 era stato campione del mondo dei pesi superpiuma Ibf e poi, tra il 2004 e il 2005, anche dei pesi superleggeri Wbc, sconfiggendo l’italiano Gianluca Branco.

Ex campione del mondo dei superpiuma ucciso in Brasile

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Brasile, morto Arturo Gatti trovato cadavere in albergoGatti dopo la vittoria su Branco

SAN PAOLO – Ancora una tragedia nel mondo della boxe. Il pugile italo-canadese Arturo ‘Thunder’ Gatti, 37 anni, ex campione del mondo dei superpiuma Ibf e dei superleggeri Wbc (per questo titolo batté Gianluca Branco nel gennaio del 2004) è stato trovato morto in un lussuoso hotel della località balneare di Porto de Galinhas, nello stato di Pernambuco, nel nord-est del Brasile. Lo hanno reso noto fonti della polizia locale.

Il corpo è stato trovato dalla moglie, la brasiliana Amanda Rodriguez. Indossava indumenti intimi e aveva due ecchimosi al collo e alla nuca. Il pugile, che risiedeva nel New Jersey, era da ieri in vacanza a Porto de Galinhas con la moglie e il figlio di dieci mesi.

Prima della sua morte, l’ex pugile era andato a fare una passeggiata, si era fermato in un bar e poi era tornato in albergo. La moglie di Gatti ha riferito alla polizia che, che quando si è svegliata attorno alle sei del mattino, ha trovato il marito steso a terra.

Secondo fonti della polizia, citate dall’edizione on line del quotidiano O Globo, il decesso del pugile risaliva ad almeno otto ore. Gli inquirenti sospettano che Gatti sia stato ferito alla testa da un oggetto “perforante e tagliente”.

Nato in Italia, cresciuto a Montreal, dal 1991 Gatti aveva sempre vissuto negli Usa, nello Stato del New Jersey. Aveva appeso i guantoni al chiodo nel 2007, dopo aver collezionato 38 vittorie (29 prima del limite) e sei sconfitte. Tra i suoi successi quello contro Gianluca Branco il 24 gennaio del 2004 sul ring di Atlantic City.


Poco più di una settimana fa a Managua
si era tolto la vita il mito del pugilato Alexis Arguello, sindaco della capitale nicaraguense ed ex campione del mondo in tre diverse categorie.

Fonte : La Repubblica

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