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Clamoroso : cancellato il Salone Immobiliare di Sao Paulo per scarsità di offerta !!

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Il Salone Immobiliare di Sao Paulo di quest’anno è stato cancellato per insufficiente offerta di immobili , è quanto è stato dichiarato dal Secovi -SP.


 Le imprese costruttrici stanno affrontando mancanza di mano d’opera e lentezze burocratiche nella approvazione nei nuovi progetti .  Nella scorsa edizione furono presentati oltre 250 000 immobili nuovi ed usati con un giro di affari di R$ 650 000 000 nel corso dei quattro giorni di fiera . La maggiore ricerca dei consumatori si concentrò nella fascia dai R$ 120 000 ai R$ 300 000 .                                                         
 O Sindicato da Habitação de São Paulo (Secovi-SP) informou hoje que, em razão da escassez da oferta de imóveis para atender à demanda dos consumidores, cancelou a edição 2011 do Salão Imobiliário São Paulo (SISP), que ocorre anualmente no Anhembi, em São Paulo.


Segundo o presidente do Secovi-SP, João Crestana, a falta de opções de imóveis para exposição no mercado de São Paulo está na dificuldade das empresas em acelerar o ritmo das obras. “Enfrentamos uma carência de mão de obra, falta de materiais de construção e burocracia na aprovação de projetos”, afirmou Crestana.

De acordo com o Secovi-SP, o evento – onde as empresas expõem opções de imóveis diretamente aos consumidores – deverá ser retomado em 2012, mas com edições a cada dois anos.

Em 2010 o mercado imobiliário de São Paulo registrou crescimento na participação da classe média na compra de imóveis, o que resultou no escoamento dos estoques das incorporadoras e no aumento de preços das unidades habitacionais novas e usadas.

A edição do ano passado da SISP contou com cerca de 250 mil imóveis novos e usados, residenciais e comerciais. A maior procura dos consumidores foi por imóveis na faixa de R$ 120 mil a R$ 300 mil. Os organizadores registraram nos quatro dias da feira vendas de R$ 650 milhões.


Financial Times : Italia guarda alla Cina per bond e dismissioni

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L’Italia guarda alla Cina e si augura che Pechino possa effettuare ”significativi” acquisti di bond e investimenti in societa’ strategiche.
Lo riporta il Financial Times, citando alcuni rappresentanti del governo italiano, secondo i quali Luo Jiwei, presidente di China Investment Corp (Cic), uno dei maggiori fondi sovrani al mondo, avrebbe guidato la scorsa settimana una delegazione in Italia per parlare con il ministro delle finanze, Giulio Tremonti, e Cassa Depositi e Prestiti.
Nelle scorse settimane una delegazione italiana e’ andata in Cina per incontrare Cic e la State Administration of Foreign Exchange (Safe), che gestisce le riserve estere cinesi. Secondo il Financial Times, il 4% dei 1.900 miliardi di dollari di debito italiano e’ nelle mani della Cina. ”La crisi – evidenzia il Financial Times – ha spinto l’Italia a considerare la possibile vendita di quote strategiche in Enel ed Eni”.

Un giorno da ricordare

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Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni così e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c’è più.


Il 10 settembre 2001 per me e son certo non solo per me, fu un giorno di questo tipo: un giorno di cui non ricordo assolutamente nulla. Peccato. Perchè per me, per tutti noi – anche per quelli che ancora oggi si rifiutano di crederlo -, quel giorno fu particolarissimo, uno di cui avremmo dovuto, coscientemente, gustare ogni momento. 
Fu l’ultimo giorno della nostra vita di prima: prima dell’11 settembre, prima delle Torri Gemelle, della nuova barbarie, della limitazione delle nostre libertà, prima della grande intolleranza, della guerra tecnologica, dei massacri di prigionieri e di civili innocenti, prima della grande ipocrisia, del conformismo, dell’indifferenza o, peggio ancora, della rabbia meschina e dell’orgoglio malriposto; l’ultimo giorno prima che la nostra fantasia in volo verso più amore, più fratellanza, più spirito, più gioia venisse dirottata verso più odio, più discriminazione, più materia, più dolore. Lo so: apparentemente poco o nulla è cambiato nella nostra vita. La sveglia suona alla stessa ora, si fa lo stesso lavoro, nello scompartimento del treno squillano sempre i telefonini ed i giornali continuano ad uscire ogni giorno con la loro dose di mezze bugie e mezze verità. Ma è un illusione, l’illusione di quel momento di silenzio che c’è fra il vedere una grande esplosione in lontananza ed il sentirne poi il botto. L’esplosione c’è stata: enorme, spaventosa. Il botto ci raggiungerà, ci assorderà. Potrebbe anche spazzarci via. Meglio prepararsi in tempo, riflettere prima che si debba correre, anche solo figurativamente, a cercare di salvare i bambini o a prendere qualche ultima cosa da mettere in borsa.
 Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi. Innanzitutto non facendo più finta che tutto è come prima, che possiamo continuare a vivere vigliaccamente una vita normale. Con quel che sta succedendo nel mondo la nostra vita non può, non deve, essere normale.


Tiziano Terzani (tratto da “Lettere contro la guerra”)

Economia