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Gli ultimi capitali del tricolore fuggono in Svizzera

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Lo spallone non muore mai. Anzi, non è mai stato così bene. Sono passati sedici mesi dalla scadenza dello scudo fiscale, ultimissima chance per evasori e riciclatori in cerca di redenzione patrimoniale a buon mercato, e la piazza finanziaria di Lugano è di nuovo invasa dai capitali made in Italy. Altro che “Addio Lugano bella”, come scriveva l’anarchico Pietro Gori. Qui è “Addio Italia bella” bisbigliato dagli italiani affluenti che riprendono la vecchia abitudine di cercare rifugio per i propri patrimoni nel discreto forziere svizzero.

Per via telematica o brevi manu, con la classica valigetta piena di contante, il confine di Stato di Como è una barriera inesistente. I finanzieri italiani osservano il passaggio d’auto senza battere ciglio e i doganieri svizzeri fanno segno di venire avanti con aria infastidita. In pieno giorno, il lungolago a Lugano è intasato di macchine, metà con la targa italiana. Avvocati d’affari, fiduciari, banche lavorano di buona lena per smaltire le richieste dei clienti della penisola terrorizzati da un’ipotesi default dello Stato che è la vera pietra tombale sul governo di Silvio Berlusconi e del suo regista economico, Giulio Tremonti.

Il Panico Italia è iniziato a fine luglio e nelle ultime settimane si è accentuato. Nel clima di totale sfiducia chi può scappa oltre confine. Dati certi sulla fuga di capitali, naturalmente, non ne esistono. Le conferme vengono da newsletter delle banche svizzere (come quella della Julius Baer sulle richieste di informazione per nuovi conti già raccontata sul n. 36 de “l’Espresso”), dalle voci che si raccolgono sulla piazza di Lugano (tipo quella secondo cui sarebbe quasi impossibile trovare cassette di sicurezza libere), dal “ritorno di interesse”, ammette Franco Citterio, direttore dell’associazione bancaria ticinese, “dovuto alle preoccupazioni per un possibile default e per le misure fiscali in Italia, ma ancor più alla paura per il trattamento dei capitali già scudati”. Se gli istituti di credito ticinesi macinano commissioni e i grandi gruppi bancari (Ubs e Credito svizzero) licenziano ovunque tranne che nel Ticino, il ministro dell’Economia italiano ha molti meriti da rivendicare.

Lo spiega un gestore patrimoniale italiano che chiede la garanzia dell’anonimato. “Chi ha scudato come persona fisica e ha riportato i soldi in Italia non può rimandarli in Svizzera senza essere segnalato per il monitoraggio valutario. Ma basta che abbia scudato, come tanti hanno fatto, attraverso una fiduciaria. La fiduciaria carica il conto del cliente su un suo conto italiano e da lì lo “splitta”, cioè trasmette i fondi su un suo conto svizzero. Nessuna segnalazione e il cliente si ritrova il denaro all’estero”.

Le richieste di operazioni simili sono in continuo aumento in questi giorni. Sembra davvero passato un secolo da quando, in piena propaganda governativa a favore dello scudo, la Finanza irrompeva nelle sedi italiane delle banche elvetiche (ottobre 2009) e montava i suoi fiscovelox alla frontiera di Chiasso per fotografare le targhe degli automobilisti-evasori.

Gli svizzeri, in effetti, erano rimasti impressionati. All’inizio del 2010 proprio Citterio stimava che lo scudo fiscale avrebbe fatto perdere 60 miliardi di euro di depositi al sistema cantonale con una perdita di posti di lavoro nell’ordine del 10 per cento.

Ma quando mai. I dati annuali sulla disoccupazione in Ticino aggiornati al mese di agosto parlano di un tasso medio del 4,8 per cento nell’ultimo anno, in diminuzione sia rispetto al 2010 sia rispetto al 2009. Il mese di agosto fa segnare il 3,9 per cento cioè lo 0,8 per cento in meno rispetto all’agosto 2010. Aumentano anche i frontalieri, quegli italiani che ogni mattina passano il confine per andare al lavoro in Svizzera. In tre anni sono passati da 45 mila a 51 mila.
ANONIMI IN BANCA
A fine giugno nelle banche elvetiche giacevano titoli di varia natura per ben 4.253 miliardi di franchi. Rispetto a un anno prima l’aumento è attorno al 10 per cento. Di questi 2.254 miliardi sono stranieri. Sui capitali italiani, la stima oscilla tra i 130 e i 230 miliardi di euro. Citterio, ambasciatore degli istituti ticinesi, sottolinea che dei 60 miliardi dello scudo fiscale circa 35 sono rimasti in Ticino attraverso il sistema della fiduciaria già descritto. “La fiduciaria fa da sostituto d’imposta, ma il nominativo del cliente non viene rivelato”. In pratica l’italiano è trattato come il cliente svizzero.

Fonte ; L’Espresso


Italiano ucciso in Brasile : discrepanze tra la versione italiana e quella brasiliana

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Una storia di cronaca nera che avrei preferito non pubblicare ma che , nelle due versioni italiana di Repubblica e brasiliana del Globo presenta profonde differenze . 


Nell’articolo di Repubblica si parla del ritrovamento di un cadavere addirittura fatto a pezzi particolare questo del tutto assente nell’articolo del Globo ,  inoltre per quanto riguarda il presunto assassino il giornale italiano parla del figlio della donna brasiliana con cui lo sventurato connazionale avrebbe avuto una relazione mentre il Globo appunta come probabile assassino la stessa donna aiutata dall’amante . 

Resta comunque il fatto che , ancora una volta , un italiano , un pensionato in questo caso è stato vittima delle seduzioni di una donna senza scrupoli che , per denaro , non ha esitato a distruggere una vita .

Poteva accadere dappertutto ma è triste pensare che sia accaduto proprio qui .

Ucciso e fatto a pezzi. A sei mesi dalla scomparsa è stata fatta luce sulla sorte di Franco Sala. L’uomo, nato nel 1954 in Molise, era scomparso in Brasile dal marzo di quest’anno ed è stato ritrovato fatto a pezzi sotto una coltre di cemento nella città di Anapolis, nello stato di Goias. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Sala avrebbe conosciuto in Svizzera una donna brasiliana, Arlete Goncalves. Dopo un breve rapporto, la donna avrebbe convinto Sala, che viveva di una pensione di invalidità civile, a prestarle 100 mila franchi svizzeri per poter rientrare in patria.
Sala decise di seguirla, non si sa se per proseguire il rapporto o per recuperare i soldi. Giunto in Brasile il 7 marzo scorso, però, di lui si persero le tracce. Il fratello Antonio, insospettito da alcuni prelievi sul conto in banca, denunciò la sparizione di Franco ai carabinieri che trasmisero la denuncia all’ambasciata d’Italia a Brasilia.

Grazie alle pressioni della nostra delegazione la polizia brasiliana ha aperto un’indagine e ha iniziato ad indagare sulla Goncalves. Scoprendo immagini video che mostravano la donna e il figlio che usano la carta di credito di Sala. E proprio il figlio, coinvolto nel narcotraffico ad Anapolis, ha confessato di aver pagato tremila real (circa 1300 euro) ad un killer per far sparire l’amante italiano della madre. Anche l’esecutore è stato arrestato e si è potuto così scoprire il luogo dove il corpo del malcapitato era seppellito, dopo essere stato fatto a pezzi.

Fonte La Repubblica

O corpo de um italiano de 56 anos desaparecido há mais de seis meses foi encontrado enterrado dentro do quarto de uma casa, no Bairro Bandeiras, na zona Norte de Anápolis, a 55 km de Goiânia. Segundo a polícia, o corpo estava enterrado a um metro e meio de profundidade e foi coberto por duas lages e cerâmica.

O caso começou a ser investigado há seis meses depois que parentes do italiano entraram em contato com o consulado denunciando o desaparecimento. A principal suspeita de matar o italiano, segundo a polícia, é a ex-mulher da vítima. A polícia informou, ainda, que o crime teria sido praticado com a ajuda do amante da suspeita. A mulher ainda não foi encontrada

Fonte : O Globo

Crisi : Brasile e gli altri Paesi del BRIC si riuniscono per aiutare la UE

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I Paesi del BRIC si mobilitano per aiutare la UE ad uscire dalla crisi del debito che potrebbe danneggamente anche le stesse economie emergenti .Si  tratta di una epocale svolta nelle relazioni politiche ed economiche dei due blocchi .


                                                                                               
O Brasil deve discutir com outros países emergentes na semana que vem ideias para ajudar a Europa a sair da atual crise da dívida, disse nesta terça-feira o ministro da Fazenda, Guido Mantega.– A gente (países do Brics, Brasil, Rússia, Índia, China e África do Sul) vai se reunir semana que vem, em Washington, e vai discutir como fazer para ajudar a União Europeia a sair dessa situação – disse Mantega a jornalistas.

Na segunda-feira, rumores de que a China compraria títulos da dívida italiana fizeram a Bovespa e Wall Street terminarem em alta após operarem grande parte do dia no vermelho. A notícia foi divulgada pelo jornal britânico “Financial Times”.

Nesta terça-feira, a Itália teve de pagar juros recordes para vender seus bônus, lutando para acalmar os temores do mercado, que receia que o país esteja perdendo o controle da dívida pública, podendo desencadear uma crise que ameace a existência da zona do euro.

A Itália vendeu 6,485 bilhões de euros (US$ 8,846 bilhões) em bônus do governo, incluindo 3,865 bilhões de euros de um novo título de cinco anos, que pagou rendimento de 5,6%, o maior para um bônus desse vencimento desde a introdução do euro. O valor vendido no leilão compara-se à meta de 5 bilhões a 7 bilhões de euros para as quatro operações oferecidas, sendo 3 bilhões a 4 bilhões de euros para o bônus de cinco anos.

O primeiro-ministro italiano, Silvio Berlusconi, disse que o plano de austeridade fiscal de 54 bilhões de euros será aprovado pelo Parlamento na quarta-feira, prometendo buscar outras medidas para incentivar o crescimento econômico. Ele confirmou sua ambição de alcançar o equilíbrio orçamentário até 2013.

O presidente-executivo da Fiat, Sergio Marchionne, afirmou que o sistema de moeda única do euro pode descarrilar se o líderes europeus não resolverem efetivamente a crise da dívida.

Marchionne, que também administra a Chrysler, disse que os mercados estão mostrando pouca confiança na capacidade da Europa de superar a crise, que atingiu a Itália depois de envolver Grécia, Irlanda, Portugal e Espanha.


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