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Il re di rio !

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Il centro

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La luce soffusa, azzurrognola davanti al Centro Spiritista Lar do Amor non pare artificiale. Eppure viene dal lampione; della luna, in questa serata, non c’è nemmeno l’ombra. Il prete italiano è seduto sul muricciolo, gambe tra le braccia, braccia sulle ginocchia, indossa una tuta da ginnastica, e pensa. Fra poco entrerà. Ha già adocchiato almeno due membri che sono passati attraverso la porta marrone, sotto alla scritta azzurra “Casa dell’Amore”. Loro non l’hanno notato, non lo conoscono bene, l’hanno visto due volte soltanto in due distinte sedute distanti almeno tre mesi l’una dall’altra. Ma lui oggi è tornato, pieno di problemi, di preoccupazioni, di frustrazioni. E anche un po’ annoiato.

Don Matteo guarda l’orologio, è ora, può entrare anche lui senza dare troppo nell’occhio, senza indurre nessuno a pensare che è arrivato presto, che è un tipo ansioso… Lui è ansioso, è angosciato, vive accerchiato dai pensieri che, come fantasmi, gli nascondono il cammino. Se ne vorrebbe liberare, ma Dio sembra non volere ciò che vuole lui. I desideri del Creatore paiono distanti, differenti, quasi indifferenti…

  • E’ la prima volta? – gli chiede una signora ben vestita, sulla porta.
  • No, la terza – risponde l’italiano che, su un tavolino di fianco all’ingresso, firma con nome e cognome ben leggibili il blocco delle presenze. Lui sa che il lunedì seguente quei nomi, quelle parole, verranno sottoposti all’attenzione degli spiriti incorporati in uno o una dei medium che stasera, sorridenti, al secondo piano, leggono il Vangelo.

Il prete cattolico, apostolico, non romano ma milanese, ricorda la visita della settimana scorsa a un terreiro di Umbanda, religione affine ma diversa dallo spiritismo kardecista del Lar do Amor. La prima grande differenza è l’estrazione sociale dei frequentanti e il colore della pelle, anche se Lina, una dei leader del centro Lar do Amor, è negra. E’ l’unica. Nel terreiro di Aboliçao, quartiere periferico, pericoloso, accerchiato di favelas oggi in guerra l’una con l’altra, di negri ce n’erano parecchi. La grande diversità risiede poi negli spiriti che vengono chiamati, invocati; nell’Umbanda sono più rudi, più diretti, il contatto con i visitanti è immediato, qui, nel centro kardecista, è filtrato, nessuno degli ospiti parla direttamente con gli spiriti, sono i dirigenti della casa che ci parlano e, se i disincarnati hanno qualcosa da dire a uno dei partecipanti all’ultima sessione, il messaggio verrà recapitato ma non nella sua interezza bensì nel modo nel quale Lina o uno dei colleghi decideranno di comunicarlo.

Don Matteo è in crisi, per questo frequenta così tanti centri religiosi. Lui, che è scappato da Milano perché non sopportava le chiese di provincia sempre piene di gente poco attenta alle questioni celesti e attaccatissima a quelle materiali, ora non sa più cosa è venuto a fare in Brasile, a Rio, all’ombra della statua del Cristo Redentore (dalla sede del centro spiritista, nel quartiere Humaita’, la statua del Cristo si vede per davvero). Il prete era convinto di esserci venuto per salvare delle vite, per aiutare il maggior numero possibile di adolescenti a uscire dal narcotraffico. Ma adesso non sa più se è vero. Mentre sale dietro alla nera le scale che dal pianterreno portano al secondo piano, quello adibito alla Lettura, Matteo pensa al futuro e lo vede pieno di tristezza.

  • Siediti qui – gli dice la donna con i capelli grigi, gli occhiali e un occhio semi chiuso.

Il prete non è solo. Oltre alla dirigente, ci sono una decina di persone che lui non aveva visto nelle precedenti visite. Matteo chiude gli occhi e subito li riapre perché rischia di addormentarsi. E’ stanco, non si sente bene.

  • Allora adesso che ci siamo tutti, prego il nostro fratello di presentarsi. Qualcuno di voi deve conoscerlo, ma, per molti, è uno nuovo. Allora, fratello italiano, parlaci di te! – Lina è simpatica, è affabile, il prete non capisce perché quelle parole gli diano fastidio.
  • Ciao a tutti, io sono Matteo, sono cattolico, sono un prete di Milano. Vivo in Brasile da qualche anno e collaboro nella favela Rocinha con un’organizzazione non governativa chiamata Unione delle Donne per il Miglioramento della Roupa Suja, Roupa Suja è il nome di un quartiere della favela; ecco, ero contento, entusiasta di quello che stavo facendo fino a quando nella favela è scoppiata la guerra, che è una vera e propria guerra senza nessuna etica, senza inibizioni: corpi mozzati, uomini e donne bruciati vivi e sparatorie continue… Le persone dell’organizzazione hanno detto che non possono garantire la mia incolumità, mi hanno chiesto di restarmene calmo per un po’ da un’altra parte, io mi sono sentito un peso e ho preso in affitto un appartamento a Copacabana ma… mi annoio da morire! Sto pensando di tornare in Italia a Milano da mia madre mentre fino a pochi mesi fa ero sicuro che questa era la mia missione, la missione che Gesù mi ha affidato ma cosa posso fare, farmi ammazzare per testimoniare con il martirio l’attaccamento ai valori del Vangelo? Se morirò come farò a salvare qualche promettente adolescente dal narcotraffico, come farò a farlo studiare? Una soluzione non c’è e io devo far passare il tempo a Copacabana accerchiato da chiese evangeliche efficientissime e da altrettanto efficienti postriboli. L’altro giorno mentre camminavo per la Nossa Senhora alle cinque del mattino, una prostituta mi ha adocchiato, ha agitato la borsetta e io ho sentito il morso della tentazione. Per fuggirvi sto frequentando tutti i possibili centri religiosi, Umbanda, Candomble’, Chiese Evangeliche, Spiritismo e sto partecipando ogni domenica a tre, quattro messe ma niente riesce a calmarmi, solo la favela ci riuscirebbe, e la realizzazione dell’ideale che mi sono prefissato… -.

 

I partecipanti alla sessione lo guardano perplessi. Lo sfogo del religioso di Milano è interessante, e profondo, e ha sollevato questioni capitali come “sarà poi vero che veniamo al mondo con una missione da compiere”? Tutti però pensano che la pazienza è un’arte e a loro gli spiriti questo hanno insegnato, che ogni cosa avviene quando deve avvenire e che è inutile farsi prendere dal panico, dall’ansia. A dirlo al prete è Caetana, un donnone con degli occhiali enormi e lo sguardo solidale. E Matteo la ascolta attentamente, tentando di succhiare da quelle parole comprensive il segreto liquido di pace e tranquillità. Se poi non riuscirà a calmarsi, non c’è bisogno che torni a Milano dalla mamma. Può sempre trovare una prostituta a Copacabana, quartiere famoso nel mondo intero per l’avvenenza e la leggerezza delle donne che vi abitano. Don Matteo, barba lunga, calvizie incipiente, un uomo vergine sulla cinquantina, forse ha trovato la soluzione dei problemi che gli sovviene fulminea come un’intuizione: niente favela, niente giovani da salvare, niente Vangelo, niente Gesù ma il profumo delizioso e nauseabondo di una vagina femminile, da penetrare.

S&P riduce il credit rate del Brasile da BB a BB-

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Era il Gennaio del 2016 quando da Davos un Meirelles ottimista preannunciava per il Brasile un imminente  ritorno al grado di investimento . La nuova equipe economica nominata da Temer e con a capo il ministro Meirelles aveva individuato in alcune riforme strutturali , tra cui quello della Previdenza , la soluzione ai problemi immediati del Paese .

A distanza di esattamente due anni la riforma non solo non è stata ancora approvata ma le spese per la macchina pubblica anzicchè diminuire , come promesso , sono aumentate . Con questo scenario l’Agenzia di rating internazionale Standard&Poor non poteva che ribassare ulteriormente la nota del Paese verdeoro da BB a BB- ovvero tre gradini sotto il grado di investimento  e con  prospettiva stabile ovvero di una non risalita del rating a breve .

Del resto con le elezioni imminenti e confuse e con crisi di ogni tipo che stanno esplodendo nel Paese è già un miracolo che la prospettiva non sia negativa .

Nello stato in cui sono residente , il Rio Grande do Norte , si è consumata una ennesima crisi sulla sicurezza pubblica . Lo sciopero della PM e non solo ha scatenato la microcriminalità  rendendo necessario  ancora una volta  l’intervento dell’esercito . Lo sciopero si è appena concluso con la promessa di pagamento di stipendi arretrati , miglioramenti delle condizioni di lavoro , acquisto di nuovi giubbotti antiproiettili ed auto . Promesse che saranno sicuramente mantenute solo in parte per la cronica mancanza di soldi del governo .

Stamattina , puntualmente i nostri fondi in reais si sono ulteriormente svalutati : date una occhiata ai valori delle quote dei fondi . Il cambio è in risalita e non mi meraviglierei che superi la faditica soglia 4 . Premetto che , per chi preleva in Italia , la soglia 4 è già stata superata da mesi .

FAVELADO in Italia

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Il 13 gennaio la presentazione è a Pesaro, il 24 a Trieste (segue volantino) e il 27 a Lecce. Se qualcuno/qualcuna tra voi è nei paraggi, ci vediamo in Italia!

Dal 15 Gennaio la riconversione della patente è una realtà !

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Finalmente dal 15 gennaio 2018 è possibile convertire le patenti di guida, in corso di validità, rilasciate dal Brasile, in documenti di guida italiani. Lo prevede l’accordo in materia tra l’Italia e lo stato estero, che sarà valido per cinque anni, fino al 13 gennaio 2023.

http://www.mit.gov.it/normativa/circolare-protocollo-277-del-08012018

Nel seguito sono riportate le parti rilevanti dell’accordo . Suggerisco comunque agli interessati di scarircare la circolare completa al link del ministero riportato in alto .

“La conversione delle patenti di guida brasiliane, senza esami, sarà effettuata dagli Uffici della Motorizzazione, in conformità alla II Tabella (BRASILE – ITALIA).

In detta Tabella è stabilito che si rilasciano per conversione solo patenti valide per le categorie A e/o B, anche se la patente di cui è richiesta la conversione è valida per altre categorie (art. 6 dell’Accordo).
Pertanto per ottenere categorie diverse dalle A e/o B dovranno essere superati gli specifici esami previsti dalle normative vigenti.”

“Si ribadisce che la conversione potrà ovviamente essere effettuata solo per le patenti brasiliane redatte sul modello individuato nell’elenco “Modelli di patenti di guida” e di cui – per gli Uffici operativi della Motorizzazione e per le forze dell’ordine- è trasmessa l’immagine a colori.

In allegato all’istanza di conversione, oltre alla documentazione di rito, dovranno essere altresì prodotte la patente in originale, la fotocopia e la traduzione ufficiale della patente stessa.
La patente brasiliana esibita in originale per la richiesta di conversione non deve essere ritirata all’atto del deposito dell’istanza; presso l’Ufficio della Motorizzazione viene trattenuta solo la fotocopia della stessa. Infatti nelle more del rilascio del documento di guida italiano, il conducente che ha richiesto la conversione può condurre veicoli in Italia (sempre nel rispetto dell’art. 135 del C.d.S.) o all’estero con la propria patente brasiliana.  L’originale della patente deve essere ritirato all’atto della consegna del documento italiano ottenuto per conversione, come peraltro è previsto dall’art. 7 dell’Accordo.”

“Si richiama l’attenzione sull’art. 4 -paragrafo 3- dell’Accordo, che prevede la conversione senza esami solo per i titolari di patente rilasciata in Brasile residenti in Italia da meno di quattro anni, al momento di presentazione dell’istanza.
Analoga disposizione è reciprocamente prevista (art. 4-paragrafo 4) nel caso di conversione di patente italiana in Brasile.
Pertanto, in presenza di titolari di patente brasiliana con residenza superiore a quattro anni, gli Uffici della Motorizzazione informano opportunamente i medesimi che contestualmente alla consegna della patente italiana (emessa per conversione) viene disposto e notificato all’interessato un provvedimento di revisione (art. 128 del C.d.S.) perché possa sostenere i prescritti esami teorici
e pratici.”

Incominciamo con la pubblicità

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Dopo 10 mesi trascorsi in Italia ed a due dal rientro in Brasile , faccio qualche considerazione . La prima riguarda la pubblicità che ci bombarda  quotidianamente e che evidenzia la differenza dei bisogni veri o indotti dei consumatori italiani rispetto a quelli brasiliani .

Oggi mi dedicherò al fiorente e crescente mercato degli anziani : in TV  impazzano  le vasche da bagno ad apertura laterale grazie alle quali non sono necessarie pericolose ” acrobazie ” per entrare nella vasca  , le poltrone che si distendono e si alzano da sole con il telecomando  , letti completamente motorizzati per anziani inabili , macchine per il massaggio ad ultrasuoni dei piedi stanchi , montascale per salire le scale stando comodamente seduti , carrozzelle motorizzate per andare il giro e non stancarsi , protesi uditive sempre più piccole  e dulcis in fundo pannoloni per adulti sottili ed … assorbiodori .  Alla prossima !

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