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Temer incontra Putin al Cremlino

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Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente del Brasile Michel Temer si riuniscono oggi al Cremlino al termine della visita di stato di tre giorni del primo cittadino brasiliano a Mosca.

Il tema principale del vertice saranno i legami economici tra i due paesi, dopo la riunione dovrebbero essere firmati diversi documenti in ambito economico, commerciale, industriale, energetico e culturale. Secondo il servizio stampa del Cremlino è prevista una discussione aperta su tutta la gamma delle relazioni russo-brasiliane, particolare attenzione è rivolta al rafforzamento dei legami politici ed economici e alla diversificazione delle relazioni commerciali ed economiche, nonché al potenziamento della cooperazione in ambito culturale e umanitario.

Saranno sul tavolo anche le principali questioni di politica regionale e internazionale, con particolare attenzione rivolta alla crisi in Venezuela, tema su cui dopo molti anni di comunità d’intenti, Mosca e Brasilia difendono soluzioni divergenti.

Putin è uno dei pochi alleati del presidente Maduro, mentre Temer, rompendo con la politica dei suoi predecessori Dilma e Lula, ha lavorato per espellere Caracas dal Mercosur e isolare il regime venezuelano.

Temer, che ha assunto la presidenza meno di un anno fa, si reca per la prima volta a Mosca in tale veste. Martedì 20 giugno il primo cittadino del Brasile e Putin hanno presenziato al XIII Concorso Internazionale di Balletto e Coreografia che si è tenuto al Teatro Bol’šoj. Temer è stato ospite del leader del Cremlino alla serata di gala che ne è seguita.

La scorsa settimana, il presidente del Brasile, in un articolo pubblicato sul quotidiano Estadão di San Paolo ha scritto riguardo ai piani di espansione della cooperazione economica con Mosca. Tra i settori indicati da Temer: l’energia, il trasporto ferroviario, le grandi infrastrutture. Il Presidente ha anche espresso l’interesse ad espandere l’accesso dei prodotti agricoli brasiliani al mercato russo.

Alla fine di aprile in un incontro con il suo omologo brasiliano Raul Jungmann, il ministro della difesa russo Sergej Shojgu aveva osservato con favore la volontà del Presidente del Brasile di riprendere il dialogo bilaterale a tutti i livelli e la cooperazione reciprocamente vantaggiosa in vari campi, compresa la cooperazione tecnico-militare.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

Fonte : LUISS

Temer assolto dal TSE . Disinnescata , per il momento , la bomba politica !

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Michel Temer resta in carica. I giudici del Tribunale superiore elettorale del Brasile, con una maggioranza risicata di 4 voti a favore contro 3, hanno deciso di non mettere sotto accusa il capo di Stato per le presunte irregolarità nel finanziamento della campagna elettorale per le presidenziali del 2014.

A fare la differenza è stato il voto del giudice Gilmar Mendes, secondo il quale il tribunale ha raggiunto una decisione “responsabile” nell’interesse della stabilità del sistema politico del Paese. Il verdetto ha infatti evitato al Brasile la seconda crisi istituzionale in meno di un anno, dopo l’impeachment di Dilma Rousseff, rimossa lo scorso agosto dall’incarico di presidente perché accusata di aver violato le leggi sul bilancio.

Il tribunale ha rilevato che le accuse di reati elettorali mosse contro Temer e Rousseff sono inconsistenti, sebbene abbiano innescato una ondata di proteste che nelle ultime settimane hanno scosso il paese. L’inchiesta ha al centro la rete di corruzione interna a Petrobras, la compagnia petrolifera statale, che secondo un imprenditore avrebbe sborsato milioni di dollari per garantire il successo dei due. Il mandato di Temer scadrà alla fine del 2018.

PIMCO “lascia” l’Italia : rendimenti non compensano il rischio , meglio gli emergenti .

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I bond italiani? Troppo rischiosi per i rendimenti attuali. Parola della società di gestione degli investimenti Pimco che ha comunicato di avere smobilitato tutte le posizioni sulle obbligazioni del nostro Paese. All’origine – scrive Bloomberg –  c’è, soprattutto, la convinzione sempre più diffusa tra gli investitori che le elezioni siano sempre più vicine, con tutti i rischi correlati. A partire dalla possibilità di un referendum sull’euro evocato dal Movimento 5 Stelle, ad oggi a un passo dall’essere primo partito tra i sondaggi.

“Prendere il 2% sui Btp a 10 anni per finanziare l’Italia non mi sembra una scelta appetibile”, ha commentato Andrew Balls, Cio delle strategie Obbligazionarie Globali in un briefing con la stampa.

“Nel nostro scenario di base l’Italia non dovrebbe lasciare l’euro, ma non ci sembra nemmeno un’idea folle il fatto che possa succedere o che il mercato possa scontare a prezzi più alti un’uscita. La probabilità che qualcosa vada storto è troppo alta.

La scorsa settimana in una nota agli investitori l’analista di JpMorgan Marco Protopapa aveva messo bene in chiaro i rischi a cui va incontro il nostro Paese in caso di elezioni anticipate: “Più presto sarà il voto, più forte sarà l’impatto sullo spread”. Anche perché – ricorda Bloomberg – elezioni anticipate potrebbero coincidere temporalmente con la progressiva riduzione degli acquisti di titoli di stato da parte della Bce. In questo caso, e se dovesse crescere la pressione sui bond italiani, il nostro Paese potrebbe chiedere l’intevento del Fondo Salva Stati (Esm).

“Non è il nostro scenario di base ma non sembra così incredibilmente inverosimile”, ha sottolineato Balls spiegando che bond e valute dei Paesi emergenti come Messico, India, Brasile e Indonesia potrebbero risultare più appetibili.

Fonte : Repubblica /Bloomberg

Italia : conto corrente ? No grazie , meglio il materasso !

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Le prime comunicazioni sono partite intorno alla metà di maggio. Destinatari: molti correntisti delle banche del gruppo Intesa San Paolo. Quattro pagine, tabelle incluse, per annunciare una piccola rivoluzione per il settore bancario: dal primo agosto lasciare fermi i propri soldi sul proprio conto corrente avrà un costo. Anche, e soprattutto, per le opzioni a zero spese come Zerotondo che hanno fatto la fortuna dell’istituto negli anni passati. L’accelerazione è da supercar: da 0 a 120 euro l’anno in un battito d’ali: comunicazione il 10 di maggio, decorrenza dal primo di agosto. Piena estate.

Dietro c’è qualcosa di più dei micro-aumenti a cui tutte le banche hanno abituato i propri clienti in questi anni. Anche perché molti già versano dei canoni per i conti correnti, soprattutto quelli aperti molto tempo fa e mai cambiati.  La novità è nelle motivazioni che, come prevede la legge, le banche devono inserire nelle loro missive per giustificare  i rialzi applicati. “Negli ultimi anni – scrive l’istituto ai propri correntisti –  la discesa dei principali tassi di riferimento sul mercato addirittura in area negativa ha determinato un persistente impatto sfavorevole sull’attività di deposito, gestione e remunerazione della liquidità” e “tale impatto ha fatto venire meno l’equilibrio tra costo per la banca del servizio offerto e le condizioni economiche applicate ai conti correnti”. Tradotto: la politica monetaria di Draghi – e in particolare il tasso applicato dalla Bce per la liquidità in eccesso parcheggiata nei conti dell’Eutrotower, oggi negativo a -0,4% –   sta costando troppo alle banche e i costi vengono scaricati direttamente sui depositanti.

A scorrere i risultati dell’istituto guidato da Carlo Messina, fresco di nomina di Cavaliere del Lavoro qualche giorno fa, il sacrificio chiesto ai correntisti stride con i numeri da capogiro registrati nell’ultimo anno, con l’utile netto cresciuto del 13,6% a 3,111 miliardi di euro e 1 miliardi di ricavi di commissioni da conti correnti, in lieve calo (-2,4%) rispetto al 2015. La posizione della banca però è chiara: “L’intervento tocca rapporti di conto stipulati in un contesto economico profondamente diverso, rispetto ai quali – negli anni – non ci sono stati adeguamenti o comunque non in misura sufficiente”, puntualizza la banca a Repubblica. “Sono stati esclusi a priori i conti sociali, quelli legati a particolari convenzioni e le zone colpite dal terremoto. Nel complesso, quindi, non più del 30% delle posizioni verrà rivista”.

Cosa cambierà concretamente per i clienti dipenderà da molte variabili: dal tipo di conto, alla data di apertura, fino al livello di giacenza medio nell’anno passato, cioè quanti soldi sono rimasti in media depositati. La prima buona notizia è che per i clienti con una giacenza fino a 2000 euro non scatterà nessun aumento. La seconda è che l’incremento, in nessun caso, supererà i 10 euro al mese.  L’esempio pratico è fornito dalle tabelle allegate dall’istituto e mostrano però come i rincari massimi scatteranno ad una soglia relativamente bassa.  Basterà avere aperto il conto prima del 2009 e avere lasciato in media 10 mila euro nel 2016 per vedersi riconosciuto l’aumento. Per tutti gli altri, tra 2 e 10 mila euro, i rincari vanno da 20 centesimi a 8,4 euro al mese. Da 2,4 a poco più di 100 euro l’anno.

Fin qui il danno. La beffa, per i correntisti, è che l’istituto ha sì inviato la nota a tutti i clienti, ma una delle condizioni previste dai conti a zero spese era proprio l’azzeramento dell’invio di messaggi cartacei via posta. Quindi la cattiva notizia figura soltanto tra le comunicazioni inviate online dalla banca. I più attenti lo trovano nell’elenco dei documenti tra la ricevuta di una bolletta e la presa in carico di un bonifico alla voce “Documento di sintesi, variazione condizioni”. Diversa però la versione dell’istituto: “A tutti i clienti interessati dalla manovra è stata inviata una comunicazione cartacea o via posta elettronica, compresi i clienti Zerotondo”. Comunicazione che però, ad oggi, moltissimi clienti non hanno ancora ricevuto.

Anche per questo la novità sta arrivando a scoppio ritardato tra i correntisti. Ad alcuni, andati in filiale per chiedere chiarimenti, l’istituto avrebbe già proposto di sostituire il tipo di conto in essere con quello XME, prodotto di punta lanciato da poco. La banca offre però un’alternativa. L’istituto –si spiega nella comunicazione di maggio – “darà inoltre corso a interventi annuali di miglioramento delle condizioni – sino all’azzeramento dell’incremento – in caso di riduzione della giacenza media annua del conto sia di variazione al rialzo dei valori medi annui del Dfr”, cioè il tasso sui depositi.

Per sperare di ottenere uno sconto sul canone quindi i clienti avrebbero due strade: confidare in un’inversione di rotta della politica monetaria condotta dal presidente Draghi, e quindi in un aumento dei tassi, o togliere i propri soldi dal conto. Investendoli in prodotti finanziari, spendendoli in beni di consumo o tenendoseli per sé.

Nel mondo capovolto dei tassi sottozero il paradosso è servito: se avete soldi da parte lasciateli sotto il materasso. Ve lo chiede la banca.

Fonte : Repubblica

La caduta del mattone . La ” valorizzazione ” non supera nemmeno l’inflazione .

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O preço anunciado do metro quadrado para venda dos imóveis residenciais em 20 cidades brasileiras caiu 0,16% em maio, segundo o Índice FipeZap, divulgado nesta sexta-feira (2). Foi o maior recuo mensal desde o início da série história do indicador, há cinco anos, em junho de 2012. Em abril, o valor dos imóveis ficou estável pelo segundo mês seguido.

No acumulado do ano, o preço dos imóveis tem leve recuo de 0,08%. Contudo, nos últimos 12 meses o valor sobe 0,46%, frente à inflação oficial acumulada de 3,75% no período, medida pelo IPCA (Índice de Preços ao Consumidor Amplo). Em maio, o valor médio do metro quadrado nas cidades monitoradas foi de R$ 7.682.

Valores por cidades

Rio de Janeiro se manteve como a cidade com os imóveis mais caros do país, a R$ 10.132 por metro quadrado, seguida por São Paulo, a R$ 8.683, e Distrito Federal, a R$ 8.435. Já as cidades com o valor médio por metro quadrado mais baixo foram Contagem (R$ 3.519), Goiânia (R$ 4.121) e Vila Velha (R$ 4.644), segundo o FipeZap.

Das 20 cidades pesquisadas, 13 apresentaram recuo nominal nos preços de venda entre abril e maio, com destaque para Recife (-0,64%), Rio de Janeiro (-0,48%), São Caetano (-0,37%), Belo Horizonte (-0,36%) e Vitória (-0,35%).

Já entre as cidades que registraram aumento nominal de preço, estão Santos (+0,44%), Goiânia (+0,35%), Vila Velha (+0,27%), Fortaleza (+0,16%) e Florianópolis (+0,14%).

Vale ressaltar que em nenhuma das cidades monitoradas a variação do preço superou a inflação esperada.

Il Brasile cade al terzultimo posto nel ranking di competitività globale

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O Brasil está próximo da lanterna da competitividade global, aponta um relatório divulgado nesta quarta-feira pelo instituto de pós-educação suíço IMD em parceria com a Fundação Dom Cabral.

Segundo o levantamento anual, apenas Venezuela e Mongólia estão em situação pior do que o Brasil. O país está na 61ª posição dentre as 63 economias avaliadas.

De acordo com o diretor do estudo, o professor Arturo Bris, a má performance se deve à crise política no país.

No topo do ranking estão Hong Kong e Suíça, já haviam garantido o primeiro e segundo lugar na edição passada, seguidos por Cingapura e Estados Unidos, respectivamente, que trocaram de posição em relação à análise anterior.

Em 2016 o Brasil figurava na 57ª posição, mas caiu quatro pontos porque seus indicadores políticos e econômicos pioraram.

O ranking, que é publicado desde 1989, avalia o perfil dos países com base em quatro pilares: performance econômica, eficiência de governo, eficiência empresarial e infraestrutura.

Por meio de uma estimativa baseada em estatísticas compiladas sobre essas categorias, um país é comparado com o outro. Os dados utilizados para a edição atual são referentes ao período de janeiro a abril deste ano.

Na performance econômica, o Brasil recuou de 55 para 59, na eficiência do governo piorou de 61 para 62, na eficiência empresarial foi de 51 para 49 e na infra-estrutura, caiu de 46 para 51.

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