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I FIGLI DI CAM

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Testo e foto Gianluca Uda

Tra negri ci si può chiamare negri.

Questo lo avevo capito, come avevo capito che per salutarsi ci si dava il pugno ed altre cose del genere.

Li avevano caricati nelle navi e poi portati qua, tutto molto tempo fa questo.

Gli scafisti allora li pagavano bene e le navi erano di legno. Niente benzina solo il vento a guidare la rotta.

Li avevano portati per fargli il culo.

A lavorare… a lavorare come schiavi a vivere come schiavi.

Poi del resto, la biologia del tempo e le loro scienze, giustificavano molto bene la cosa. Non li vedi… i negri, sono quasi umani, ma non del tutto.

Guarda il naso, i capelli ed il colore della pelle, lo vedi è anche più dura della nostra è come quella di un porco, è come la cotica non ti sembra? La cotenna?

E poi la chiesa…

Si perché la chiesa, proprio quella romana, quella del papa.

Lei aveva già dovuto sostenere la storia di chiamare gialli i cinesi e non fu semplice.

Si, perché in realtà i cinesi erano più bianchi dei papi e questo era un problema.

Poi certi papi, si mettevano anche il fondotinta per sembrare più bianchi, ma questo non bastava.

Il bianco è il colore del bene e la chiesa è il bene quindi i cinesi sono gialli, la storia che pisciano contro vento non c’entra nulla, ma di questo già avevo il sospetto.

Certo è passato molto tempo d’allora.

E i negri?

Per quello bastava semplicemente consultare la bibbia, la genesi per la precisione. Niente di più semplice per un papa.

Il nostro amico Noè, sai ci hanno fatto anche un film con quell’attore che ha fatto il gladiatore.

Bel film non trovi?

La chiesa e Noè sono chiari, basta consultare la tavola delle genti.

Noè aveva tre figli, dopo la scoperta dell’America forse di figli ne aveva quattro.

Il diluvio uccise tutti, anche i bambini ma questo non era un problema per Dio, perché la razza umana non andava più bene.

Rimasero Noè la moglie e i suoi tre figli, con le loro rispettive mogli.

Per ricreare l’umanità si doveva scopare questo era certo, anche Dio lo sapeva.

Dopo un’impresa del genere, dopo aver caricato tutti gli animali e costruito una barca lunga 137 metri, a viaggio finito Noè cosa fece?

Si prese una sbornia di quelle buone.

Ci stava tutta del resto, il mondo era finito, l’impresa fu complicata ed ora? Cosa fare?

Noè era fuori di brutto, ma Sem il figlio migliore lo copri´ con una coperta offrendo amore al padre, anche Jafet il secondo di figlio fu abbastanza amorevole con il vecchio Noè.

Cam invece, l’ultimo figlio, lo guardo´ e gli disse:

-Ammazza come stai messo pa’… te ripigli all’arrivo di Gesù, forse.-

Da Sem derivano le genti di mezzo, gli europei, da Jafet le genti d’oriente gli asiatici.

Da Cam i negri e come punizione per il mancato rispetto al padre la discendenza di Cam non avrà sorte.

Capisci ora perché i negri possono essere venduti e trattati come schiavi.

Certo, tutto molto tempo fa e ancora non si conoscevano le genti delle americhe, ma questa è un’altra storia.

A Curitiba come in molte altre città è nato un movimento nero. Qua i neri 2018, sono ancora discriminati, non hanno le stesse possibilità dei bianchi.

A volte nei cortei si esagera un po’, ed alcuni cominciano ad inveire contro i bianchi.

Il razzismo è contagioso e per alcuni di loro io sono un bianco di merda.

Li capisco ma il mondo è cambiato, Noè è morto, la chiesa ha altro a cui pensare e la biologia ci dice che siamo tutti uguali, e che tutti veniamo dall’Africa.

Maria mi chiama sempre quando ci sono queste parate nere.

A molti è piaciuto il film della Marvel BlackPanter un supereroe nero. Si perché capitan America ha rotto i coglioni e già da tanto, biondo e con gli occhi azzurri… basta.

Bolsonaro invece si veste da capitan Brasile, ma già si capisce che a lui i negri non gli piacciono molto.

Cam ha fatto veramente un casino.

-E da voi come se la passano i neri?- Mi fa Maria.

Eh… da noi i neri ci rubano il lavoro, ci ammazzano, hanno il cellulare nuovo, stuprano le donne, portano malattie nuove ed incurabili e presto islamizzeranno l’Italia e nessuno potrà più bere il vino.

Almeno così il Noè di turno non si ubriaca più, che è meglio.

-Non benissimo.- Rispondo.

La batteria di tamburi colorati riempie l’aria con il suo suono, la parata è al suo massimo.

Mi ricordo di un ragazzino a Reggio Calabria che si domandava, ma perché la gente mi guarda così… solo perché sono nero?

-Michael Jackson era nero, ed aveva la vitiligine.-  Sento gridare.

Grande Michael, è stato pure in favela il nostro Michael, altro che i Corona di turno con la felpa con la scritta favela.

La musica è un battere continuo e il tamburo è antico quanto l’uomo.

Il fatto è semplice, se un popolo, una razza, un genere verra´ escluso dalla società aumenteranno le differenze. Aumentando le differenze aumenteranno di conseguenza i disagi. Aumentando i disaggi aumenteranno gli atti illeciti.

-La maggioranza delle prostitute è nera?- Mi fa Maria incazzata.

-Da noi Nigeriane, ma non ci va nessuno.- Rispondo sarcastico.

Ne conosco di nazionali che… perché loroci rubano… che a tarda notte con venti euri si lasciano incasinare dall’oscurità, dal nero.

Chissà forse il DNA conserva i torti che una razza ha subito, se così fosse i neri ne hanno una lista piena e la loro rabbia è conservata la´, nei geni.

Se fosse Dio con la complicità di Noè ad averli dannati, questo Dio non sarebbe poi così buono come ci dicono.

Sicuramente se Cam si fosse fatto i cazzi suoi oggi staremmo tutti un po’ meglio.

Una guardia carceraria e un italiano arrestati e accusati di sequestro di persona

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Una guardia carceraria e un italiano sono stati arrestati con l’accusa di aver rapito un detenuto, in semilibertà presso una prigione di Rio de Janeiro, mentre lasciava la prigione per recarsi al lavoro.

Il settore dell’intelligence del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (SEAP) e della polizia della stazione di polizia anti-rapimento ha arrestato l’italiano Maurizio Bellavia, all’aeroporto internazionale di Galeão, venerdì (9), mentre cercava di rientrare in Italia.

La guarda carceraria Arlan de France Cassiano è stato arrestato, raggiunto presso la propri abitazione, il giorno seguente.

I due sono stati denunciati da un detenuto dell’Istituto penitenziario Cândido Mendes. Nelle immagini, ottenute delle telecamere di videosorveglianza poste all’esterno del carcere, il detenuto sembra forzato dalla coppia ad entrare nella macchina di Arlan Cassiano.

Le indagini hanno fatto emergere che il detenuto aveva un debito con Maurizio Bellavia. L’italiano possiede una discoteca a Copacabana, nella zona sud della città.

Altre tre persone che hanno partecipato al rapimento sono in via di identificazione.

Michele da Padova

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Si chiama Michele Muffato, ha 34 anni, è di Padova.

Ha lavorato per dieci anni in un’azienda di import export, si occupava dell’amministrazione necessaria al commercio in Italia di prodotti cinesi quali candele, fiori di plastica, vasi e oggettistica varia. Guadagnava bene, circa 4mila euro al mese.

Fin dall’adolescenza ha giocato a calcio in squadre locali, è stato convocato nella nazionale dilettanti.

A ventuno anni è stato operato di un tumore maligno al testicolo, è stato fermo parecchio e ha smesso di giocare.

Aveva problemi in casa e fuori per gli eccessi in discoteca con marijuana e cocaina.

La prima luce fuori dal tunnel l’ha vista quando ha conosciuto la futura moglie brasiliana, in Italia, a Padova. Michele ha pensato alla classica storia estiva e invece… Si sono sposati nel maggio 2012 e hanno viaggiato in Brasile per qualche mese. Al ritorno lui ha deciso di cambiare vita, si è licenziato, è partito di nuovo, questa volta per restare.

L’avventura è iniziata a João Pessoa con un amico col quale in Italia aveva condiviso il calcio e le pasticche in discoteca. Hanno aperto una pizzeria e le cose sono andate male. Michele però è rimasto stregato dal nord est, ha conosciuto due siciliani e ha lavorato per loro come gestore di un ristorante enorme, in riva al mare. Era difficile perché i proprietari volevano qualcuno con il polso duro (c’erano camerieri che arrivavano con due ore di ritardo), lui invece divenne amico un po’ di tutti. I giovani del Nord Est hanno il loro stile di vita, lo seguono alla perfezione e il lavoro non è l’elemento più importante. Nei ristoranti i ragazzi sono abituati a faticare poco, dopo sei mesi chiedono la rescissione del contratto, se non gli viene concessa intentano un processo.

Italiano ucciso dalla fidanzata a Maceió

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La donna chiedeva soldi alla famiglia della vittima

E’ il 5 Novembre, pochi giorni dopo il giorno dei morti, quando Cléa Fernanda Máximo da Silva si reca alla polizia di Maceiò, nello stato di Alagoas, per confessare di aver ucciso, durante un rituale di magia nera a cui sarebbe stata costretta a partecipare, il fidanzato, un avvocato italiano di 48 anni: Carlo Cicchelli.

Segue il sopralluogo e la macabra scoperta: il cadavere è in casa da quasi 60 giorni chiuso in un sacco plastico in avanzato stato di decomposizione. Profumi ed altre sostanze sono disperse attorno al corpo per mascherare la puzza.

A questo punto riavvolgiamo il nastro del tempo di un anno. Siamo a Torino dove vive e lavora l’avv. Carlo Cicchelli. Cléa Fernanda abita nello stesso stabile ed è lì che nasce la storia tra i due.

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