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Lo stato delle cose – e il mare s’aprì.

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Dalla Favela Rocinha dicono: molti casi, molti malati, molti morti.

Nei centri religiosi che frequento dicono: ricominciamo, ritorniamo gradualmente alla normalità.

Il sindaco di Rio dice: le scuole private se vogliono possono aprire, quelle pubbliche aspettino.

Bar e ristoranti qui a Copacabana: alcuni sono aperti, i tavoli sono all’aperto e i clienti rilassati; altri rimangono chiusi.

Gli shopping center sono aperti.

Camminando sul lungomare: vari chioschetti aperti, uno circa una settimana fa ospitava una festa piena di gente. Però c’è una macchina della Prefeitura che passa e, attraverso un altoparlante, invita le persone a preoccuparsi del contagio e tornare a casa.

Ai brasiliani e stranieri residenti qui, intanto sono resi più complicati il viaggio, l’ingresso e la permanenza in Europa.

Alla fine non ci rimangono che i pazzi tipo quello che ho incontrato già tre, quattro volte: vestito bene, Bibbia alla mano, in piedi in spiaggia davanti all’oceano con fare apocalittico citava il libro dell’Esodo e invitava il mare ad aprirsi.

Io mi sono fermato ad osservarlo. Ci credeva proprio; era, al contrario di me, cento per cento dentro alla rappresentazione che dava di se stesso.

MR. PRESIDENT

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Il cielo è terso e le poche nuvole all’ orizzonte sembrano volerci dire qualche cosa, ma forse è meglio non starle a sentire e poi terso è una parola così bella.

“Signor Presidente… la Stampa Estera inizia a parlare di…”
Il presidente è di spalle a guardare dalla grande finestra del palazzo presidenziale.
“Che si fotta la stampa estera… anche loro come la globo vogliono solo metterci paura.”
Il Presidente ha le mani appoggiate ai fianchi e l’uomo alle sue spalle ha l’aria stanca e perplessa.
“… non per disturbarla, ma qualcuno sta iniziando ad insinuare che la morte di Marielle…”
Il presidente si gira verso l’uomo, il suo volto è visibilmente pieno d’ira, d’odio e una follia perversa che rendeva i lineamenti del volto duri e disordinati.
“NON VOGLIO NEMMENO SENTIRE QUEL NOME… quella lesbica non c’è più e la mia famiglia…”
Il Presidente osservo la Bibbia sulla grande scrivania del palazzo presidenziale.
“… credo che dobbiamo parlare alla popolazione… il virus si sta diffo…”
La Bibbia sul tavolo era un’edizione con una copertina in pelle nera e la scritta SACRE SCRITTURE  color oro creava un sentimento di sicurezza nel Presidente.
“… il virus è un’influenza come tutte le altre e poi i Brasiliani sono abituati a saltare le fogne, pensi che si ammalino così facilmente?”
Sentenziò il presidente con un ghigno sulla bocca asciutta.
“… ma signor Presidente, non le sembra…”
“COSA, COSA… cosa dovrebbe sembrarmi… LA VERITA’… io sono IL PRESIDENTE… Dio mi ha dato questa missione, cosa pensi…”
“… non penso nulla è che dopo due Ministri della Sanità che hanno rinunciato al loro incarico, la Stampa estera… quel problema con la Polizia Federale…”
Il Presidente nel sentire quella semplice parola POLIZIA FEDERALE cambiò il colore del volto e delle mani, ora erano diventate rosse come un fuoco che dall’ inferno vuole uscire e bruciare il mondo intero.
“… DOVETE LASCIARE IN PACE ME E LA MIA FAMIGLIA!”
Urlò il Presidente e dal lato destro della sua bocca un grumo di bava fuoriuscì, come una piccolo magma biancastro illuminato dalla luce al neon della stanza.

Prove tecniche di una dittatura

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Il nostro aspirante dittatore ci sta provando in tutti i modi e adesso, col nuovo Ministro delle Comunicazioni, cercherà di limitare la forza della Rede Globo.

Il suo problema non è la pandemia (che continua con la media di più di mille morti al giorno) ma le informazioni sulla pandemia.

Non gli importa che la gente muoia, gli dà fastidio che si sappia e se ne parli.

Ha provato a camuffare i numeri dei decessi ma le reti televisive e i giornali si sono uniti per raccogliere i dati direttamente nei municipi. senza più chiederli al Governo Federale.

Oggi il Brasile supera i 40mila morti per Covid.

E a Rio e San Paolo riaprono bar, ristoranti.

Se siete a Rio oggi potete andare in spiaggia, bere una birra sul lungomare e fare spese allo shopping.

Poi la sera accenderete la tv o leggerete sui cellulari le notizie, i numeri della tragedia.

Ecco, l’aspirante dittatore vuole fare in modo che queste notizie non siano più disponibili.

Io credo la sua sia un’impresa impossibile perché il Brasile è un Paese iper connesso.

Dovrebbe chiudere le aziende di telecomunicazioni, tra le quali la Tim Brasil (che è italiana).

Dovrebbe impedire a milioni di utenti di usare i cellulari.

Comunque voi che distrattamente ci osservate da lontano potete immaginare come siamo messi.

Una sola speranza: cacciare, con calma e una buona strategia, l’aspirante dittatore pra puta que o pariu!

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