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Paraty e Ilha Grande ricevono il titolo di Patrimonio Unesco

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L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco) ha deciso oggi di registrare Paraty e Ilha Grande, entrambe nel sud dello stato di Rio de Janeiro, come sito patrimonio dell’umanità.
Il sito comprende il centro storico di Paraty e le riserve della Foresta Atlantica nella regione di Ilha Grande come la Serra da Bocaina e l’Ilha Grande stessa.
Questo è il primo sito in Brasile classificato come misto ovvero comprende sia beni culturali che naturali. Degli oltre mille patrimoni mondiali solo 39 siti in 31 paesi sono classificati misti.

Paraty e Ilha Grande si uniscono ad altri 21 siti del patrimonio Unesco in Brasile 7 sono naturali e 14 sono culturali. L’elenco delle località brasiliane comprende già Ouro Preto, Olinda, São Luís, Cidade de Goiás, Salvador, Brasilia Pilot Plan, Pantanal, Noronha, Atol das Rocas, il Parco nazionale dell’Iguazú, Cariocas Landscapes e Cais do Valongo.

Personalmente ho visitato entrambe le località diversi anni addietro. Sono mete turistiche incantevoli e meritano di essere viste ed apprezzate.

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Ciao a tutti,
vi giro due link di due miei nuovi libri, appena pubblicati.
Il cartaceo di “Cristo si è fermato a Rio” lo trovate qui (ma anche su ibs e su gli altri store online)

Cristo si è fermato a Rio

mentre l’audiolibro “Il fumo della pipa va lontano” lo trovate in vari siti (tra cui Amazon). Se vi viene voglia di prenderlo, io vi consiglio questo:

 Il fumo della pipa va lontano

Un saluto da Rio!

Legalizzato UBER in Brasile

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Dopo 5 anni di clandestinità finalmente gli applicativi di trasporto privato come UBER  e 99 Pop sono stati legalizzati dal Supremo Tribunale Federale . E’ avvenuto nel maggio di quest’anno dopo interminabili polemiche giudiziarie e burocratiche alimentate prevalentemente dalla lobby dei taxisti .

La discussione nasce a causa della Legge 12.468/11 del 1974  che regolamenta la professione di taxista . La legislazione infatti proibiva l’erogazione di servizi di trasporto a pagamento da parte di soggetti diversi dai taxi  espressa nella Risoluzione 4.287/14 della Agenzia Nazionale del Trasporto Terrestre ( ANTT) che definiva  ” clandestino il trasporto  remunerato di persone, realizzato da persona fisica o giuridica , senza l’autorizzazione del Potere Pubblico competente ”

La questione alla fine è arrivata sul tavolo del  Supremo Tribunale Federale  che ha dichiarato legale il servizio nel Maggio di quest’anno.

Secondo il Ministro  Ministro Marco Aurélio Mello, gli applicativi sono ” un servizio di utilità pubblica che è di natura privata ” . Insomma la innegabile utilità e beneficio per il pubblico del servizio erogato dagli applicativi ha alla fine avuto  la meglio  su tutte le altre considerazioni .

La decisione presa vale ovviamente in tutto il Brasile .

Io sono da anni utente di UBER in Brasile , pago con la carta di credito regolarmente registrata nell’applicativo e ne sono  soddisfatto . Quest’anno sono stato ad Amsterdam prima ed a Londra poi dove vivono i miei figli ed anche in quella occasione ho utilizzato UBER , poi torno in Italia e ridivento preda del taxista nostrano . Auto non all’altezza del prezzo pagato , balzelli sui  bagagli , sull’orario , sul fatto che l’aeroporto è fuori Caserta . Tariffa che anche se concordi in anticipo può sempre essere rimessa in discussione ( mi è capitato la mattina che dovevo partire per il Brasile e nevicava ) .

Perchè non legalizzano questo e tanti altri servizi basati su applicativi che possono generare migliaia di posti di lavoro , soprattutto per i giovani ?  Putroppo il nostro è un Paese ingessato che è già colato a picco nel mediterraneo ma che ha ancora un pezzetto fuori dell’acqua , il nord ,ancora per poco .

Riflessioni in un pomeriggio caldissimo

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Fuori ci sono oltre 40° ed un vento di scirocco che ti secca come un vecchio papiro egiziano . Non rimane altro da fare nell’attesa di partire sabato per il mare che dedicarsi a qualche lettura , in casa ,al fresco del condizionatore .

Mentre navigo su un sito ricordo che non ho più verificato se la SELIC è poi realmente restata al palo del 6.5% dopo l’ultima riunione del COPOM di Giugno . Qualche click ed ho la conferma .La SELIC è restata inchiodata  così come previsto dagli analisti. A questo punto mi passa davanti il grafico storico della SELIC , dal 2000 ad oggi : quasi 20 anni di storia del paese giallo verde in un indice  .

Non posso fare a meno di ritornare con la mente ai primi anni 2000 quando teorizzavo e mettevo in pratica il concetto di vivere di rendita finanziaria in Brasile .

Ho ritrovato , nei miei archivi una analisi statistica fatta durante tre anni ,dall’Agosto 2006 all’Agosto 2009 nel quale calcolo media mensile  e varianza del rendimento di 5 fondi Santander da me posseduti all’epoca . Due puramente azionari :Vale e Petro , due azionari misti ( Fondo Etico ,  Ativo ) ed uno DI ( Priority) . Ebbene i vincitori in termini di rendimento mensile medio furono Vale (1.61%/mese ) e Petro ( 1.41% mese ) entrambi però con una volatilità ( varianza ) superiore al 10% seguiti da Etico e Ativo con una media di circa 1% e varianza di poco più del 7% . Ultimo ma anche in termini di volatilità il fondo Priority con 0.86% di media e   0.11%  di varianza  ovvero 100 volte più stabili dei due primi fondi azionari .

In pratica , ad avere il cuore forte , investire in azionario puro  rendeva il doppio di un fondo a basso rischio come il Priority agganciato all’indice DI e quindi alla SELIC . Benchè questo possa apparire appagante per alcuni  , per me  che ho vissuto in prima persona gli alti e bassi della Vale e della Petrobras nel  periodo in esame non lo è . Infatti da allora ho deciso di stare alla larga dai fondi azionari .

Ho anche ritrovato nello stesso archivio un elenco di prezzi di prodotti di prima necessità , 93 per la precisione , presso 5 esercizi commerciali a Bahia . Considerando il cambio dell’epoca (3.5 contro il 4.5 ) non mi sembra che i prezzi siano cambiati in modo così eclatante  , andiamo dal 100 al 150%  nell’arco di quasi 15 anni .

Ritornando al diagramma storico della SELIC non posso fare a meno di osservare che l’andamento , seppure fondamentalmente decrescente , presenta una costante : prima di ogni ulteriore diminuzione della SELIC c’è una impennata .

L’impennata dura  da pochi a parecchi mesi ed il valore massimo raggiunto è sempre significativo rispetto al valore di partenza . In pratica si può azzardare l’ipotesi  che dopo il periodo di SELIC al 6.5%  , la prevista caduta a livelli inferiori dovrebbe realizzarsi dopo un balzo temporaneo a valori più elevati . Lo so che sembra improbabile nello scenario attuale ed onestamente non vedo cosa potrebbe accadere affinchè la ” profezia ” si realizzi MA negli ultimi 15 anni è sempre andata così .

Ma se non dovesse succedere allora anche questo sarebbe un segnale , forse ancora più forte , che l’economia brasiliana e forse mondiale è cambiata .

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