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Dalla raccolta “Cristo si è fermato a Rio” il racconto “Dopo quattordici anni di socialismo”.

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Vi presento un racconto che appartiene al mio libro “Cristo si è fermato a Rio”, pubblicato nel giugno 2019.

Dopo quattordici anni di socialismo

 

Le Milizie si sono infiltrate nell’apparato pubblico e hanno creato un potere parallelo a quello dello Stato.

Il sergente Eduardo, miliziano di Madureira, riscuote il pizzo per i bottiglioni del gas, la protezione ai bar, ristoranti, gelaterie (pagano anche i mini market, i parrucchieri e le edicole), le connessioni internet e l’usufrutto dei servizi pubblici di trasporto.

Il più recente business del sergente Falco è quello delle costruzioni civili: ha fatto confiscare dai suoi uomini gli appartamenti distribuiti ai più poveri dai governi Dilma e Lula, gli inquilini sono stati espulsi e invitati ad “aspettare un po’”. I palazzi sono stati rasi al suolo, i terreni sono diventati cantieri, i cantieri delle case che Falco vuole rivendere agli stessi sfrattati, forzandoli a chiedere una prestito alla Caixa Economica Federal. Chi non vorrà ricomprare ciò che lo Stato gli aveva regalato è meglio che scompare se non vuole finire in posizione orizzontale dentro a un fosso.

IL MATRIMONIO DI DYLAN DOG

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Dylan Dog si sposa e tra l’altro è la seconda volta.

La prima moglie, una terrorista dell’Ira fu condannata a morte.

Si sposa con Groucho il suo assistente.

Qualcuno potrà dire ma sti cazzi… altri, forse, che è diventato frocio pure lui. Si perché ancora c’è qualcuno che in fondo odia i froci.

Ma a quanto pare Dylan no, non odia.

Ma poi… tutto questo cosa c’entra con il Brasile?

Nulla… o forse tutto. Dipende sempre da che angolo si vogliono vedere le cose, dipende sempre dalla prospettiva.

Tra l’altro a Curitiba trovavo dei numeri di Dylan Dog in portoghese e quindi un pò con il Brasile c’entra anche lui, logicamente non è quel fumetto di costume come in Italia, ma anche qui ha un suo pubblico

Il fatto è che le cose cambiano, ed è giusto così.

Voi lo conoscete Dylan Dog?

Petrobras e privatizzazioni

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“…LE HANNO FATTE FALLIRE…”

nuovo articolo di Lucio:

Il presidente ieri 24/10: “dobbiamo privatizzare le statali perché le hanno fatte fallire”.
La realtà oggi 25/10: “Petrobras lucra R$ 9,1 bilhões no 3º tri”.

Petrobras è stata in lieve perdita solo nel 2014/15 in decorrenza delle punizioni e delle (giuste) correzioni contabili decorrenti dalla lava-jato e della caduta del prezzo del petrolio.
Qui gli utili in miliardi di dollari (nonostante la corruzione!!!):

Non c´è nessun fallimento. Privatizzarla ulteriormente (alias regalone agli stranieri) sarebbe darsi martellate sui coglioni.

P.s.1: ma perché non fecero una lava-jato già negli anni ´70 o ´90? Mistero…

P.s.2: anche nel 2008-9 crollò il petrolio, perché Petrobras non andò in rosso? Perché fu avviato lo sfruttamento del pre-sal, le cui tecnologie furono CREATE in anteprima mondiale da Petrobras (statale “inefficiente&corrotta”) e poi copiate da tutti gli altri (gli “efficienti&puliti”). Merito quindi di una precisa strategia di un preciso governo e non dello spirito santo.

P.s.3: la somma degli utili degli ultimi 20 anni (300 miliardi di dollari) è 60 volte maggiore della stima fatta da Morgan Stanley su quanto fu desviado. È bene avere chiare le dimensioni dei numeri.

P.s.4: ma pensate seriamente che in USA, Giappone, Svizzera o Germania non si paghino/ricevano tangenti? Ingenuotti…

https://www.rifday.it/2019/10/23/scandalo-novartis-in-grecia-i-whistleblower-corrotti-decine-di-migliaia-di-medici/

Economia